Sindacati delegittimati? Vincono i Poteri: come da programma P2

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I voleri delle logge massoniche con a capo Licio Gelli si sono realizzati definitivamente nel primo maggio del 2013. Dove i sindacati sono scesi in campo in varie città italiane a difesa di industrie e politica e contro chi li contesta: i lavoratori, gli stessi che in quegli anni venivano difesi dagli antenati di Susanna Camusso. Anche Beppe Grillo li attacca, a ragion veduta aggiungiamo noi ed esclusa la Fiom. Perchè i sindacati sono gli stessi che, a Napoli, negando ai lavoratori la possibilità di esprimere le loro opinioni su un palco, si trasformano nei tiranni antidemocratici.

 

Rafforzare il governo di Roma contro gli enti locali con la scusa di abbattere dei costi e indebolire la società civile indebolendo i sindacati. Era uno dei punti chiave del programma della P2 e veniva sbandierato dai seguaci di Licio Gelli già dagli anni 70.

Dopo più di quarant’anni anche Beppe Grillo con il suo Movimento Cinque Stelle in una tappa dello tsunami tour del 18 gennaio a Brindisi urla dalla piazza: “Vogliamo uno Stato con le palle, eliminiamo i sindacati che sono una struttura vecchia come i partiti politici. Non c’è più bisogno dei sindacati, le aziende devono essere di chi lavora”.

Sembrano facce della stessa medaglia, un punto in comune di due forze politiche totalmente differenti perché la P2 era una loggia massonica basata sulla segretezza mentre il Movimento Cinque Stelle si basa sulla trasparenza.

Cosa li avrà portati, a distanza di 40 anni l’uno dall’altro, a dire le stesse medesime cose? Di certo la frattura che si è creata tra i sindacati (in particolar modo la Cisl e la Uil) e coloro che dovrebbero rappresentare: i lavoratori. Che da soli e in maniera autonoma proprio ieri, in occasione della festa del primo maggio prima di contestare i padroni hanno contestato proprio coloro che dovrebbero difenderli, così come da statuto, dalle angherie di chi li opprime.

L’EMBLEMA DELLA TRASFORMAZIONE DEL SINDACATO: GLI ESEMPI DI NAPOLI E BOLOGNA

Mentre a Perugia una contrita Susanna Camusso nella manifestazione ufficiale parlava di “priorità lavoro” e diceva che “senza di esso si muore”, a Napoli e Bologna ma anche nella città del tricolore, Reggio Emilia, andava in scena un’altra realtà. Dove i sindacati erano nelle mire di chi lavora e venivano direttamente contestati.

Partiamo da Bologna dove la trasformazione è avvenuta nella maniera più completa possibile. Se da una parte c’erano gli autonomi che manifestavano per gli operai licenziati e per lavoratori ai quali vengono tolti anche i diritti primari, i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil insieme al presidente della Regione Vasco Errani hanno scelto di salire in piazza insieme agli industriali. Mostrando il loro vero volto, quello che ha smascherato lo stesso Beppe Grillo quattro mesi fa: quello di vecchi partiti lontani da chi ha veramente bisogno. E non ci vuole la P2 o il Movimento Cinque Stelle per sostenere che così come sono i sindacati hanno perso le loro funzioni. A Bologna Pd e sindacati insieme a Unindustria e un Vasco Errani che sostiene “inciucio non so che cosa significhi in relazione al fatto che al Primo Maggio si faccia una tavola rotonda per discutere i problemi del lavoro”.

Concertazione è però incontrarsi nelle segrete stanze per risolvere le criticità delle aziende, non mostrarsi nelle piazze “tutti insieme appassionatamente”. L’operaio che non arriva a fine mese questo non può tollerarlo e noi siamo con loro.

Da Bologna a Reggio Emilia lo scenario non cambia di molto. Le frasi che urlano i contestatori, quelli che non hanno più un sindacato che combatta per loro, sono queste: “Del Rio vergognati, Camusso vergognati, Cgil, Cisl e Uil siete dei venduti”.

Non facendo più distinzione tra gli oppressori (governo e partiti di maggioranza) e i difensori degli oppressi (che finora erano i sindacati). Ora però il filtro è venuto meno e i lavoratori cercano nuovi interlocutori per parlare al potere.

Dalla progredita Emilia Romagna passiamo a Napoli. Dove Cgil, Cisl e Uil hanno voluto fare i padroni e annullare il previsto concerto del primo maggio. E’ accaduto dopo che a Città della Scienza alcuni manifestanti autonomi, che si sono infiltrati in mezzo ai lavoratori che chiedevano i loro diritti, hanno intrapreso conflitti con le forze dell’ordine. Non ce l’ha fatta nemmeno Anna Rea, rappresentante della Uil, a far  cessare i disordini.

Che è avvenuto? Mentre i sindacati erano a colloquio con le forze politiche per la rinascita dell’opera distrutta (altro avvicinamento tra i presunti difensori dei lavoratori e il potere), un gruppo di dimostranti per lo tra i lavoratori della Fiat di Pomigliano e dell’Iribus hanno chiesto la sospensione della bonifica di Bagnoli per anni assediato dall’amianto dell’Italsider. Secondo i manifestanti “non c’era niente da festeggiare perché il sindacato ormai è morto”. Il caos ha portato a transenne divelte, paura tra gli spettatori e urla contro Cgil, Cisl e Uil. Gli stessi che hanno utilizzato la presenza di famiglie e bambini al concerto per annullarlo e mettersi dalla parte della politica e contro i “presunti violenti”.

I lavoratori avrebbero abbandonato ogni forma di protesta se a qualcuno di loro fosse stato consentito di salire sul palco del concerto a spiegare le proprie ragioni. I sindacati però non ne hanno voluto sapere e hanno interrotto ogni forma di manifestazione. Con il dialogo che finisce nella spazzatura e i sindacati che hanno sempre più la funzione di partiti al servizio dei padroni.

SCENARIO FUTURO: CON LA SCOMPARSA DEL RUOLO DEI SINDACATI SI OTTERRANNO ZERO DIRITTI PER I LAVORATORI E CENTO PER I PADRONI

I piduisti lo hanno anticipato quaranta anni fa e ora sta accadendo. Con la scomparsa dei sindacati chi ci guadagna sono soltanto loro: i padroni e il Governo.

Nel primo caso con la scomparsa di chi contratta per i diritti dei lavoratori vincono i titolari delle aziende. Le tante decisioni prese proprio da Marchionne e dalla Fiat, che hanno escluso dalla trattativa sindacale gli unici che pensano ancora di tutelare i più deboli ossia la Fiom Cgil in tanti casi, dimostrano che senza gli intermediari giusti si finisce per applicare senza contraddittorio le leggi del padrone. E allora via con i licenziamenti soltanto se si appartiene al sindacato sbagliato (quello che davvero lotta per i tuoi diritti) e stipendi diversi per chi decide di fare lo stesso e rivendicare così quello che gli spetta facendo condannare per condotta antisindacale l’azienda che li ha esclusi dal tavolo delle trattative.

E a livello pubblico? Con Cgil, Cisl e Uil che si riuniscono nel nome dei padroni e contro i lavoratori (quelli che in tribunale e per noi hanno sempre ragione) si perde qualsiasi speranza di trattativa con il Governo centrale. Che come la P2 aveva preannunciato si rafforza togliendo la speranza a chiunque di ottenere leggi a proprio favore. Ieri pomeriggio il neo ministro del Lavoro Enrico Giovannini (tecnico ed ex direttore dell’Istat) ha parlato di modifica della Riforma Fornero. Come sarà certamente lo vedremo nei prossimi giorni. Una cosa però la possiamo già prevedere, come fece la loggia massonica con a capo Licio Gelli.

Se non ci saranno intermediari tra la politica e il popolo (il ruolo che prima spettava ai sindacati) di certo le leggi saranno a favore del padrone e contro il lavoratore.

Che resterà tutto da solo nella sua disperazione e che marcendo in essa provoca lo scontro sociale, passando, nel caso in cui avvengono disordini violenti come ha detto anche il presidente della Camera Laura Boldrinida vittima a carnefice” e noi aggiungiamo “dei suoi stessi fratelli”.

Una crisi in cui i sindacati perdono il proprio ruolo e diventano dei partiti politici a tutti gli effetti e dove gli unici che hanno tutte le ragioni di lamentarsi sono i lavoratori, che dell’Italia sono anche cittadini.

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