Si candidano con la lista No Tav, amministratori piemontesi espulsi dal Pd

La nuova linea bersaniana dell’alleanza alfabetica con Alfano e Casini comincia a mietere le prime vittime nei circoli locali. A finire fuori dal partito, perché “troppo estremisti”, tre esponenti candidatisi alle ultime elezioni con una lista No Tav. Da sottolineare che il Pd non era presente alla comunali con simboli di partito. Dentro restano quelli che hanno appoggiato un sindaco voluto anche dal  Pdl.

di Viviana Pizzi

no-tav-torinoNon hanno rispettato il diktat del Partito democratico. Hanno scelto di candidarsi in liste in aperta contrapposizione alla linea ufficiale di Pierluigi Bersani.I dirigenti nazionali hanno pensato quindi di passare alle maniere forti: espulsione dal partito. Ma chi sono le persone colpite dai provvedimenti inappellabili? Carla Mattioli (ex sindaco di Avigliana) l’ex vicesindaco Arnaldo Reviglio e l’attuale Andrea Archinà.  Una cosa accomuna i tre esponenti della politica del piccolo comune piemotese situato a venti chilometri da Torino: essere tre dissidenti contrari alla realizzazione della Tav. Diversamente da quanto affermato dalla nuova linea di partito.

La decisione, presa lunedì dalla commissione di garanzia provinciale del partito è stata aspramente criticata da chi non accetta questo “modus ” del partito democratico.

Tutti e tre erano candidati nella lista No Tav “Avigliana città aperta” di Angelo Patrizio.  Lo scorso 7 maggio ha ottenuto il 47,79 per cento dei voti grazie all’apporto di alcuni esponenti “No Tav” del Pd.

Ma gli altri, quelli non espulsi, chi avevano appoggiato? Insieme a esponenti del Pdl, erano tutti con Aristide Sada, candidato della lista “Grande Avigliana”.

Il comune del torinese è stato quindi il laboratorio di idee della nuova alleanza  gestita dalla premiata ditta Alfano, Bersani e Casini.  Dove è possibile allearsi con gli avversari storici berlusconiani, mentre non si accettano coloro che scelgono di stare con la vera sinistra. Quella che ancora dice qualcosa di sinistra.

Ad Avigliana il simbolo del Pd non era rappresentato. In entrambe le liste civiche erano candidati iscritti del Pd, e ancora che in quella vincente erano presenti tutti gli amministratori uscenti del Pd, tra cui gli espulsi.

Evidentemente per il Pd torinese ha preferito non espellere chi potrebbe aver infranto i principi fondamentali di uno dei due documenti approvati di recente in cui si dice che : “La segreteria provinciale in uno dei suoi due documenti, poi non approvati in direzione, escludeva la possibilità di liste non coerenti con i valori del centrosinistra, il che avrebbe dovuto impedire l’alleanza con il Pdl che invece ufficialmente il Pd ha perseguito. Alleanza peraltro sonoramente bocciata dagli elettori”.

Paola Bragantini, segretaria provinciale del Pd, e di Stefano Esposito, deputato pro-Tav hanno così commentato l’accaduto, “Erano anni che Carla Mattioli faceva il contrario di ciò che diceva il partito. L’espulsione è la soluzione naturale, anzi c’è voluto troppo tempo”.

Secca la sua risposta data ai giornali locali piemontesi: “Sapevo solo che si pensava di commissariare il circolo di Avigliana – spiega- da parte loro sarebbe stato cortese farmi una telefonata dopo la decisione di sbattermi fuori. Si tratta di fini intellettuali in passato sono stati espulsi dal Pci, e questo la dice lunga sulle teste di alcuni colleghi. I cittadini mi hanno votato perché in passato ho amministrato bene. Come altri colleghi di partito, come Sandro Plano (presidente della Comunità montana, ndr), vivo benissimo la politica affrontando i problemi dei cittadini e dell’ambiente. Non sto bene invece in un Pd fatto di burocrati torinesi”.

Le nuove alleanze governative denominate con le prime tre lettere dell’alfabeto non fanno altro che delineare nuovi scenari politici temuti dall’anima più estremista del partito democratico. Cosa ne sarà degli ex comunisti che sono ancora all’interno del partito bersaniano? Potrebbero moltiplicarsi i casi Avigliana? Certo che si se l’alleanza con i berlusconiani diventerà la nuova linea del partito democratico.

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