SERVIZIO PUBBLICO/ Santoro riparte dal web, da Sky e dalle televisioni locali

di Teresa Maddonni

Il nuovo programma di Santoro in onda dal prossimo giovedì 3 novembre. Un pezzettino di televisione senza padroni economici e senza padrini politici con l’obiettivo di riscoprire il reale valore del “Servizio pubblico”.

Annunciato alla festa del Fatto Quotidiano agli inizi di settembre con il nome di “Comizi d’ amore”, in onore di Pasolini.Santoro-Servizio-Pubblico Il programma di Santoro si chiamerà, invece, “Servizio pubblico”, come ha dichiarato lo stesso giornalista nei giorni scorsi. Lontano dai riflettori Rai, Santoro trasmetterà sul web, sui canali 100, 500, 504 di Sky e sulle tv regionali di quasi tutto il territorio nazionale, con il supporto della squadra di Anno Zero e del Fatto Quotidiano.

Proprio lo scorso 15 ottobre è stato siglato il patto tra la Zerostudio’s e la Publishare, concessionaria di pubblicità di Matteo Sordo, che manderà in onda la trasmissione sul network delle tv areali alla quale farà capo la raccolta pubblicitaria. E da qui la decisione di cambiare il nome dettata dal grande successo che ha riscosso il neonato sito dell’ associazione “Servizio pubblico”, allo scopo di creare un nuovo tipo di informazione, libera e indipendente, che possa reggersi solo con il supporto del pubblico, attraverso un finanziamento di dieci euro. Santoro, con il Fatto quotidiano, i suoi fedelissimi e sostenuto anche da volti noti del mondo dello spettacolo, tra i quali Dario Fo, Franca Rame, Giuliano Pisapia, si propone ancora una volta come giornalista e conduttore “scomodo”, promuovendo un programma fuori dal controllo del potere.

L’ intenzione è quella di restituire agli italiani il “servizio pubblico”, l’informazione senza censura e ricatto alcuno, la libertà di pensare senza macchinazioni di sorta. Un modo per destare l’opinione pubblica, le coscienze da troppo tempo intorpidite, di scardinare il monopolio mediatico della tv del singolo. Una bella sfida insomma, che si spera venga accolta con entusiasmo dagli italiani sulla scia del «Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!»; un Santoro che incita il suo pubblico come il rivoluzionario Howard Beale di “Quinto potere”.


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