SERVIZIO PUBBLICO/ Il ritorno di Santoro tra polemiche e ascolti record

di Teresa Maddonni

 Rivoluzionario e innovatore.  Michele Santoro apre le porte ad un nuovo metodo di fare la televisione. Intanto, grazie alla partecipazione del pubblico, lo staff fa sapere che ci saranno modifiche al programma nella seconda puntata. A partire dalla durata.

 

Luci spente, entra in studio sulle note dei “I Soliti” di Vasco Rossi e viene accolto dagli applausi del pubblico. Fa così ilfoto-servizio-pubblico-satirasuo ingresso, tra tubi innocenti e impalcature in uno studio-cantiere, Michele Santoro alla prima puntata di “Servizio pubblico” andata in onda giovedì 3 novembre con il titolo “Licenziare la casta”. Ricorda Montanelli, Biagi e proclama la sua nuova rivoluzione sulla scia dell’ appello del grande Monicelli. Tre ore di programma  con ospiti Luigi  De Magistris e Diego della Valle, in diretta dal suo bunker sudamericano di latitante, un comico e patetico Lavitola; tra i giornalisti Franco Bechis di “Libero”, Eleonora Costamagna e Paolo Mieli, Stella e Rizzo denunciatori dei privilegi  della casta, e gli immancabili Travaglio e Vauro.

Ma ad essere protagonista ancora una volta è  il pubblico, non solo quello presente in studio: la giovane ragazza che cerca un lavoro e la studentessa che apre un dibattito con Della Valle, ma anche e soprattutto quello di internet. Diversi quesiti infatti sono stati posti durante la puntata al pubblico dei social network da Giulia Innocenzi,  collaboratrice di Santoro, tramite la pagina Facebook. Dunque un pubblico per lo più giovane chiamato ad esprimere la propria opinione circa le pensioni o lo stato attuale del governo. E i numeri parlano chiaro: 3 600 000 contatti allo streaming durante l’ evento, 119.300 utenze contemporanee tra diretta su Facebook, sul Fatto Quotidiano e sul sito ufficiale di Servizio Pubblico; 55.000 nuovi “mi piace” alla pagina nel corso delle 3 ore di trasmissione; oltre 120.000 risposte complessive al sondaggio. Non solo, anche sulle tv regionali , secondo i dati riportati dall’Ansa, Santoro è stato seguito da 2 milioni 276 mila spettatori: tradotto in pratica e considerandole un solo canale, è stata la terza rete più vista in Italia dopo RaiUno e Canale5 con il 9,37% di share medio con punte del 17,55%”. Entusiasta è apparso anche Enrico Mentana, direttore del Tg la 7, che avrebbe voluto Santoro sulla sua stessa  rete e che si complimenta con l’ ex giornalista Rai per il coraggio, determinazione e per il successo raggiunto.

Più scettico, se non ambiguo, è risultato Mauro Masi in un’ intervista al programma radio “Un giorno da pecora” all’ indomani della messa in onda del programma. Senza sbilanciarsi troppo riconosce “il successo di Santoro, e il coraggio della sua impresa”, ma con il tono tentennante di chi si sta mangiando le mani. Non sono tuttavia mancate le polemiche. Molti infatti si sono detti scontenti del servizio offerto, problemi con lo streaming, immagini e audio, è stato contestato da quelli che potremmo ormai chiamare ”web spettatori”, o per la durata, ritenuta  eccessiva (tre ore) del programma. Critiche sono giunte, forse dai nostalgici di Anno Zero, anche per la mancanza di un forte contraddittorio in studio. Politici che si parlano l’uno sopra l’altro, oppure un Masi che telefona sistematicamente in trasmissione. In realtà l’ intenzione era ed è quella di fare un programma che sia totalmente differente, dove è il pubblico a scegliere e ad  avere voce, e non il politico di turno che sbraita  o è in preda a una crisi isterica.

Nella mattinata di ieri infatti, sulla pagina ufficiale della trasmissione su Facebook, Giulia Innocenzi ha cercato di rispondere alle varie critiche, invitando il pubblico a seguirli ancora  in questa originale avventura; circa l’ eccessiva durata della puntata ha reso noto che le prossime saranno accorciate di trenta minuti e riguardo alla presunta lentezza del programma ha tenuto a  ricordare che la trasmissione è un cantiere aperto, costruita puntata dopo puntata. Infatti a due giorni dalla seconda puntata ancora non ci sono notizie circa gli ospiti o gli argomenti che verranno trattati, ma solo una piccola anticipazione sul sito di “Servizio pubblico” dell’ intervista agli operai dell’ “Alenia” di Pomigliano d’ Arco da giorni ormai in protesta contro lo spostamento della sede legale dalla cittadina campana a Venegono, nel varesotto.

Aspettiamo dunque con ansia la prossima puntata del programma, vedremo se Santoro continuerà ad affermarsi nella sua nuova rivoluzione o se era solo una bolla di sapone. Una cosa è certa, il pubblico che ha seguito la trasmissione nella prima puntata è un pubblico che ha voglia di nuovo, di staccarsi dalla logica del potente di turno e aldilà delle sorti del governo, ormai agonizzante, e dell’economia in sfacelo,un vento di cambiamento,se pur  tiepido, già si avverte nella coscienza d’Italia.

 

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