SENTENZA G8/ No global, la deputata Pdl Jole Santelli continua a far parlare di sé

La deputata Pdl Jole Santelli continua a far parlare di sé. Mentre c’è attesa per la sentenza – prevista in serata – sui dieci attivisti che rischiano un monte complessivo di cento anni di carcere per i fatti di Genova, l’Onorevole chiede addirittura al ministro della Giustizia addirittura “iniziative ispettive” per le troppe “anomalie” nel processo che ha portato alla condanna otto giorni fa di 25 poliziotti per i fatti di Genova. E non è nemmeno la prima volta che la deputata si scaglia contro la decisione della Cassazione. Appena dopo la sentenza, su twitter dichiarava: “Mi vergogno di essere italiana. Mi vergogno di una magistratura che condanna i migliori uomini dello Stato. Sentenza politica e pilotata”.

di Carmine Gazzanni

jole_santelliJole Santelli da otto giorni non riesce più a dormire. Proprio non ha digerito la decisione della corte di Cassazione di confermare le condanne ai 25 poliziotti, autori – per usare le parole di Amnesty International – della “più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. E se, appena dopo la sentenza, commentava su twitter di vergognarsi “di essere italiana” per “magistratura che condanna i migliori uomini dello Stato”, oggi torna nuovamente all’attacco.

E lo fa per vie istituzionali. È di due giorni fa, infatti, l’interrogazione parlamentare presentata dall’impavida pidiellina nella quale, addirittura, si chiedono al ministro della Giustizia Paola Severinoiniziative ispettive” per le troppe “anomalie” – dice la Santelli – che hanno distinto l’iter processuale che ha portato, come detto, alla condanna dei 25 poliziotti per falso in atto pubblico. Secondo l’Onorevole – si legge nell’interrogazione – ci sarebbero “numerose anomalie registratesi durante un processo così lungo e complesso”, anomalie “inusuali”, “tali da giustificare la necessità di iniziative ispettive ai fini dell’eventuale esercizio dei poteri di competenza”.

La Santelli, insomma, vuole vederci chiaro. Per lei, ad esempio, è inconcepibile che, sebbene la sentenza fosse attesa “entro sabato 16 giugno”, sia arrivata poi dopo due settimane. D’altra parte si trattava di bruscolini, non di uomini di Stato autori di un massacro, come riconosciuto da tanti e diversi organi internazionali.

È inconcepibile, dice ancora la Santelli, che in Cassazione ci siano stati due relatori, quando “normalmente i processi in Cassazione hanno un solo relatore”. Sarà mica perché siamo davanti ad una questione decisamente delicata, ad un processo per giunta a cui si arriva dopo che, in primo grado e in appello, si erano date due sentenza completamente opposte (assoluzioni per la catena di comando in primo grado, condanne in appello)? Sarà mica per questo?

Ma, onore al merito, è vero: anomalie, nell’iter processuale, ci sono state. È strano, ad esempio, che dalla sentenza della corte d’appello sono passati oltre due anni (18 maggio 2010). Un tempo che supera ogni giustificazione. Ma indovinate chi ha beneficiato di questo lasso di tempo? Proprio i 25 condannati per i quali, nel frattempo, il reato di lesione è caduto in prescrizione. Non a caso otto giorni fa sono stati condannati per falso in atto pubblico, reato coperto dall’indulto, cosa che risparmierà loro il carcere.

Ma non lo dite alla Santelli. Si potrebbe “vergognare” di se stessa.

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