Senato, fiducia ok. Ma iniziano i passi indietro: dall’Imu al set di pentole il passo sarà breve

Tutto come previsto anche Palazzo Madama. L’esecutivo incassa la fiducia con 233 voti favorevoli e 59 no. Astenuti i leghisti e assenti i senatori a vita Giulio Andreotti e Carlo Azeglio Ciampi, oltre a Ignazio Marino, candidato a sindaco di Roma. Sel e M5S hanno confermato il no. Dai grillini gli attacchi più feroci: “Chiederemo l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi”. E Letta: “Troppe aspettative sul Governo”. Tanto che sono iniziati i primi passi indietro rispetto ai fuochi d’artificio sparati ieri.

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di Viviana Pizzi

Il Governo di Enrico Letta è ormai legittimato. Dopo aver ottenuto ieri sera la fiducia alla Camera con 453 voti favorevoli e 153 contrari con 17 astenuti su 606 votanti e con una maggioranza richiesta di 304 deputati, oggi ha riscosso anche il sì del Senato.

A Palazzo Madama i voti favorevoli sono stati 233, quindi in linea con quelli di Pd- Scelta Civica- Pdl autonomisti e Megafono di Crocetta che non hanno disilluso le attese. I voti contrari sono stati 59 contro i 61 previsti. Ma i due che non ci sono stati sono compresi nelle assenze. 18 gli astenuti. Con una maggioranza di 156 voti il Governo ora è realmente esecutivo.

Con questo risultato alle 17,30 deve essere a Berlino per l’incontro istituzionale con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Tre assenti illustri alle votazioni: si tratta dei due senatori a vita Giulio Andreotti e Carlo Azeglio Ciampi in buona compagnia del candidato sindaco di Roma del centrosinistra Ignazio Marino che magari avrà fatto questa scelta per non inficiare l’alleanza per il Campidoglio con Sel che ha votato compatta per il no alla fiducia al Governo Letta.

LA DISCUSSIONE E LE DICHIARAZIONI DI VOTO PIU’ SALIENTI

La discussione è stata avviata alle 9 con qualche minuto di ritardo rispetto alla tabella di marcia. I partiti hanno subito scoperto le loro carte. Pd- Pdl e Scelta Civica hanno votato un sì convinto alla maggioranza. Si anche da parte dei gruppi autonomisti.  Movimento Cinque Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà invece sono stati convinti fautori del no al Governo Letta. La Lega Nord, in linea con quanto deciso anche alla Camera dei Deputati, ha deciso invece di astenersi.

Come è avvenuto anche ieri alla Camera anche oggi al Senato le dichiarazioni più forti sono arrivati dai pentastellati. E in particolare da Barbara Lezzi e Ornella Bertorotti. La prima nel suo intervento rivolto al Cavaliere  ha detto: “Chiederemo l’incandidabilità di Silvio Berlusconi. Non dimentichiamo che aveva la tessera della Loggia Massonica P2”.

La seconda invece ha aggiunto: “Vogliamo una seria riforma sulla corruzione. E’ inaccettabile che a fare le leggi ci siano 13 condannati e altre persone con processi penali gravissimi”.

Per Sinistra Ecologia e Libertà ha invece parlato il Peppe De Cristoforo che ha invece sottolineato: “Si doveva provare a fare un governo diverso. Si doveva fare per una rinnovata credibilità e non per ideologismi e populismi. Fare un governo Pd Pdl significa far morire la possibilità di svolta. Un ulteriore distacco con i cittadini”. E Loredana De Petris aggiunge: “Non possiamo votare la fiducia perché non possiamo tradire la speranza di cambiamento e un governo che è un’imboscata a Romano Prodi. Avevamo promesso la chiusura del ventennio berlusconiano. Lavoreremo sul conflitto di interesse e su una nuova legge elettorale che abolisca il porcellum”.

ale_mussolini_a_peraLa senatrice Alessandra Mussolini ha invece accolto trionfante la fiducia al governo perché “il governo è un governo sociale”.  E Da Renato Schifani capogruppo Pdl : “saremo con lei da fondatori dell’Unione Europea, per l’Europa dei popoli”.

E il sì del Pd è stato spiegato dal capogruppo Luigi Zanda : “E’ un programma di condividiamo i contenuti.  E’ un governo che vuole invertire la speranza di sfiducia nell’urgenza della crescita della povertà. Un servizio ai talenti, ai nostri giovani e alle nostre donne. Il tempo del solo rigore e della sola austerità è terminato dopo settimane di errori. Bisogna garantire agli italiani più serenità nel rispetto della crisi. Già è accaduto che con incertezze si sono trovate le parole per dare serenità agli italiani”.

 

LE REPLICHE DI LETTA: DAL NUOVO GOVERNO MOLTE ASPETTATIVE

Enrico Letta prima della dichiarazione di voto ha replicato. Sostenendo che c’è una carica massima di aspettativa sul governo e la situazione rimane comunque gravissima.

La scelta che tutti insieme qui abbiamo fatto è figlia di una situazione d’emergenza, che noi affrontiamo con determinazione, buona volontà, energia e consapevolezza dei nostri limiti. Ma c’è un’emergenza, che non scompare perché la Camera ha dato la fiducia e oggi mi auguro la dia il Senato”.

Sui grandi temi si rifà a quanto detto a Montecitorio non citando l’Imu. Pronta la replica di Berlusconi che sottolinea: “senza l’abolizione dell’Imu non ci stiamo”. Mettendo in evidenza il primo tema sul quale il Governo potrebbe cadere senza se e senza ma.

Lo stesso Letta però sul Cavaliere afferma: “Non credo Berlusconi abbia un’identità debole e anche io ho fatto un percorso politico dentro un partito che è consapevole ed orgoglioso di quel che ha fatto”.

Poi però ricordando che presto potrebbe doversi misurare con le urne ammette e fa un passo indietro rispetto all’alleanza che si è venuta a creare: “Io avrei voluto un diverso esito elettorale, avrei voluto essere non qui ma magari seduto un po’ più di lato in un governo politico diverso da questo, ma la realtà è quella che abbiamo di fronte. La realtà è il principale tema che un uomo politico deve mettere al centro della sua azione, oppure raccontiamo a noi stessi delle favole per stare tranquilli”.

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