Se la legge è uguale per tutti, anche per Berlusconi: il Cav. rischia l’ineleggibilità

Il ricorso di ineleggibilità lo hanno presentato questa mattina alcuni militanti molisani dell’Italia dei Valori, stimolati dall’opzione del Cavaliere che ancora una volta ha scelto il Molise come regione da rappresentare in Parlamento. Una battaglia che continua anche al di fuori delle aule romane contro chi, lo ha detto anche il pm Ilda Boccassini oggi in aula a Milano, “disprezza i giudici”. E nel caso dell’eleggibilità anche le leggi. E intanto il Pdl si prepara a chiedere il Quirinale per trovare l’ennesimo salvacondotto che garantisca l’impunità al Cavaliere. 

 

di Viviana Pizzi

 Lo ha ribadito in Tribunale a Milano anche il pm Ilda Boccassini: “Da Berlusconi disprezzo per i giudici” . Lo ha fatto durante il processo dove il Cavaliere di Arcore deve rispondere di prostituzione minorile. Quello più popolanamente chiamato “processo Ruby”. Uno dei tanti procedimenti sospesi per l’ex premier per i quali rischia di cumulare condanne che lo porterebbero, qualora diventassero definitive, verso la richiesta d’arresto. Ora, dopo le elezioni dei presidenti della Camera e del Senato Alfano rilancia: “Governo possibile se il Quirinale viene assegnato ai moderati”.

 Una specie di salvacondotto che dovrebbe permettere a Berlusconi di uscirne impunito? Il Pdl ci prova fino allo stremo e ormai sembra essere davvero questo il primo reale interesse: più del governo del Paese più degli interessi dei cittadini.


LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI: ANCHE PER BERLUSCONI

A cosa aspira il Pdl nel proporre un suo rappresentante e perché no proprio Silvio Berlusconi al Quirinale lo abbiamo già anticipato. Aspira però anche ad aggirare però un principio costituzionalmente garantito che recita: la legge è uguale per tutti. E che l’essere eletto non mette al riparo dalla giustizia nessuno, nemmeno lo stesso Cavaliere.

Berlusconi lo saprà? Certo che no visto che ha continuato a fare il presidente del Consiglio anche quando era sommerso da scandali e rinvii a giudizio che avrebbero spinto alle dimissioni qualunque altro leader politico in tutto il mondo. La differenza con i leader del resto d’Europa sono abissali. Basti pensare che in Svezia, come abbiamo già documentato, ci si dimette anche per non aver pagato il canone della Tv di Stato.

Il governo  Berlusconi invece è caduto a causa della grave  crisi economica, non per i processi del suo presidente del Consiglio. Prova evidente è stato il suo appoggio al Governo Monti per condizionarne l’operato in modo che non toccasse nessuna delle leggi che si era fatto a suo uso e consumo. In materia di corruzione sono riusciti, insieme, a peggiorare anche le leggi esistenti.

berlusconidipietroCome si è posto Berlusconi con il legittimo impedimento? In campagna elettorale i processi e le inchieste non gli hanno impedito di stare ogni minuto in televisione. Subito dopo invece è sparito per poi riapparire due giorni fa in Senato per partecipare all’ultima votazione (la quarta) per l’elezione del presidente tra gli applausi dei suoi e i fischi del popolo, quello che si è stancato delle sue boutades. Niente  quindi impedisce a Berlusconi di fare politica, e infatti la fa e briga più che mai per far sì che il disastro del Paese torni a suo vantaggio.


EVITARE I PROCESSI USANDO IL SUO RUOLO POLITICO

Cosa sta facendo quindi Berlusconi in avvio della diciassettesima legislatura? Quello che ha sempre fatto e che non si dovrebbe fare: usare il suo ruolo politico per evitare i processi e addirittura (novità assoluta del ventennio Berlusconiano) per sollecitare la rivolta contro la magistratura.

Infatti non si era mai visto in nessuno stato Europeo e nemmeno del cosiddetto “Terzo Mondo” che parlamentari eletti dal popolo invadessero un Tribunale della Repubblica che rappresenta uno dei tre poteri costituzionalmente garantiti: il potere giudiziario.

Uno dei suoi rivali storici, Antonio Di Pietro, continua la sua lotta per la legalità anche al di fuori del Parlamento. Le sue sono parole di fuoco contro questo stato di cose.

Tra la magistratura e Berlusconi – ha sottolineato Di Pietro –  è molto chiaro chi è che fa il proprio dovere e chi fa il contrario e non c’è interpretazione da azzeccagarbugli che possa cambiare questo dato di fatto. In democrazia la legge è uguale per tutti: è ora che Berlusconi si rassegni e si decida a prenderne atto”.

L’ultima battaglia è stata anche presentare un esposto nel quale si spiegano quali sono i motivi di ineleggibilità di Berlusconi che ha scelto tra l’altro di optare per la circoscrizione molisana togliendo a una regione la possibilità di essere rappresentata dal Pdl. Circostanze che ha volutamente ignorato per garantirsi un’unica cosa: l’impunità dalla legge italiana.


L’IDV MOLISE PRESENTA UN ESPOSTO SULL’INELEGGIBILITÀ DI BERLUSCONI

Come abbiamo appena ricordato Berlusconi ha optato per l’elezione al Senato della Repubblica in Molise. Per questo motivo alcuni esponenti molisani dell’Italia dei Valori hanno fatto proprio l’appello lanciato da Micromega sull’ineleggibilità del Cavaliere.

Lo hanno fatto inviando questa mattina un esposto al presidente del Senato Piero Grasso e al presidente della Giunta delle elezioni del Senato della Repubblica.

Per quale motivo si chiede l’ineleggibilità di Berlusconi? Nel testo dell’esposto si tiene conto che questi è il referente economico di una società concessionaria di frequenze televisive e che pertanto si trova in condizioni di ineleggibilità al Parlamento italiano secondo l’articolo 10 comma uno del DPR numero 361 del 1957.

Che recita: “Non sono eleggibili coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l’obbligo di adempi menti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta”.

Condividiamo l’appello di Micromega – spiega il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro – e riteniamo scandaloso che questa legislatura sia iniziata con una palese violazione della legge. Silvio Berlusconi non può continuare ad occupare il Parlamento e deve decadere immediatamente dalla carica di senatore della Repubblica. Confidiamo in una puntuale applicazione della legge da parte delle istituzioni”.

Entrare in Parlamento in manifesta violazione delle leggi è un altro schiaffo per la democrazia italiana che Berlusconi non esita a dare per evitare, nel prossimo futuro, le condizioni che lo potrebbero portare nelle patrie galere. Chissà che non ci finisca prima di quanto si aspettasse e senza scomodare il voto del Senato. 

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