Se il nuovo Papa è 2.0: la notizia della fumata bianca è preda della Rete

Quello di questi giorni è il secondo conclave del terzo millennio. È però il primo dall’avvento dei social network grazie ai quali le notizie sulla fumata bianca arrivano in tempo reale. Ed ecco quindi che il 266esimo Papa diventa il primo 2.0. Il primo nell’era dei social network.

 

di Viviana Pizzi

La fumata bianca è appena arrivata. Habemus papam. Per la prima volta la notizia è stata data per prima sui social network: su facebook e twitter è il tripudio. Ed è anche questa una rivoluzione della Chiesa che finora aveva riservato le proprie notizie o ai fedeli che si recavano a piazza San Pietro a Roma l’esclusiva delle fumate nere o bianche oppure alla televisione collegandosi ai vari tg italiani e stranieri che si dotavano di edizioni straordinarie apposite per comunicare “l’Habemus Papam” ai fedeli.


L’AVVENTO DI TWITTER E L’ELEZIONE DEL PAPA

Questa è stata certo la prima elezione papale seguibile sui social network perché anche ai tempi dell’elezione di Benedetto XVI lo strumento di comunicazione non era così massivo come oggi.

Twitter, quello più diffuso in tutto il mondo, non era ancora nemmeno nato. Il suo avvento è infatti riconducibile all’anno 2006 quando il Papa emerito era già salito al soglio pontificio da almeno un anno.

La sua diffusione è addirittura datata 2007   con l’edizione del South by Southwest festival che arrivò a contare quasi 60mila cinguettii. E solo nel 2010 il social network dai messaggi brevi è riuscito a sfondare il muro del milione di connessioni. Twitter ha dato prima dei giornali la notizia del terremoto in Abruzzo come quella della morte del Presidente della Repubblica emerito Oscar Luigi Scalfaro.

fumata_bianca_papa_2.0Era il 3 dicembre 2012 quando con l’account @pontifex.it sbarcò sul popolare social dei cinguettii. Il 17 febbraio scorso in diretta ha trasmesso anche la sua ultima udienza proprio sul social network. Ora il dominio è stato chiuso dopo la decisione del Papa emerito di abdicare e gli amanti del cinguettio sono tutti in attesa di conoscere proprio il nome del nuovo Papa su twitter e magari aspettarsi che il nuovo Pontefice decida di seguire, in questo lo specifichiamo, le orme di Papa Benedetto XVI creando subito il nuovo account.

Anche se i rischi nel farlo sono tantissimi, anche quello di venir contestato direttamente sul proprio profilo come è avvenuto per Benedetto XVI che si è visto addirittura accusato dai suoi fedeli “di voler scendere dalla croce.


L’AVVENTO DI FACEBOOK E L’ELEZIONE DEL PAPA

Come ormai tutti sanno bene social network non significa soltanto twitter ma anche e soprattutto facebook.  Il primo sito per incontri sociali fondato da Mark Zuckemberg nasce ufficialmente il 4 febbraio 2004.

Quindi quattordici mesi prima della morte di Giovanni Paolo II e dell’elezione di Benedetto XVI. Tuttavia, al pari del fratello Twitter, anche facebook è la prima volta che partecipa direttamente ad un’elezione del Papa.

Infatti nel 2005 la diffusione del potente mezzo di comunicazione, che spesso al pari di Twitter sostituisce non solo i giornali cartacei ma anche quelli on line, non aveva la stessa diffusione che ha oggi. Infatti proprio ai mesi a cavallo tra aprile ed agosto di quell’anno si attribuisce la registrazione del dominio www.facebook.com che andava a sostituire di fatto quelli precedenti che si riferivano ai vari stati di appartenenza.

Eravamo quindi lontani da una comunicazione di massa che avrebbe permesso di commentare, in mondovisione, l’elezione di Benedetto XVI.

Questa volta invece, con oltre 300 milioni di utenti registrati a fine 2012, trasmettere una notizia simile è come bere un bicchier d’acqua. Ed è per questo motivo che anche i maggiori quotidiani on line si interfacciano con il social network creando dei link appositi per comunicare al mondo “il colore della fumata” che esce dalla cappella di piazza San Pietro.

Su questo social network non manca la satira. Quella che ogni giorno, dalle dimissioni del Papa emerito, se ne inventa una nuova per attirare l’attenzione e far sorridere chi con la Chiesa ha un rapporto di amore e odio.

Certo seguire  la notizia “via social network” ha permesso di risparmiare, e in tempi di crisi è davvero necessario, i soldi del pellegrinaggio a San Pietro potendo godere in diretta il privilegio di conoscere la notizia.


I GIORNALI ON LINE SI ADEGUANO: IN PALIO PRESTIGIO, VISITE E SOLDI

Se non si vogliono perdere visite e credibilità bisogna adeguarsi. E i giornali on line lo sanno bene. E c’è chi si organizza con la diretta minuto per minuto per non tenere i propri lettori a secco di notizie mentre c’è anche chi come Corriere.it e Repubblica.it hanno organizzato una diretta video che durerà, molto probabilmente fino alla fine dei giochi.

Ossia quando dalla cupola di Palazzo San Pietro è uscita la cosiddetta “fumata bianca” e quando il nunzio apostolico ha pronunciato la fatidica frase “habemus papam”. Certo la diretta, collegata anche a facebook e twitter ha permesso ai fedeli di tutto il mondo di esserci.

Non ci sono è però soltanto i giornali italiani. Sono infatti 8600 i giornalisti di tutto il mondo accreditati per seguire i lavori dalla sala stampa vaticana. Anche i cinesi, gli australiani e soprattutto i brasiliani e gli statunitensi pronti ad assistere in diretta (loro lo sperano) all’elezione di un Papa loro connazionale.

Anche noi siamo stati  collegati minuto per minuto. E abbiamo detto il nostro “habemus papam”.

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