Se il Cav. continua a fare lo sfasciacarrozze: proposte irricevibili per andare subito al voto

Silvio Berlusconi ufficialmente dice: il Governo si farà. Lontano, e nemmeno tanto, dagli obiettivi invece presenta una serie di idee choc con le quali spera di non costruire nulla di solido e di andare alle urne dopo lo scioglimento delle Camere, che Napolitano ha annunciato qualora non si trovi un accordo per il bene del Paese. Da venti anni, ormai, Berlusconi prende a picconate il Paese. Ma la colpa, si sa, è sempre di altri…

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di Viviana Pizzi

Nel bene e nel male è ancora una volta Silvio Berlusconi il responsabile del fallimento dell’Italia sia a livello nazionale che internazionale.

L’ultima figuraccia a Dallas mentre è presente all’inaugurazione della Library dell’ex Presidente Bush. Mentre ascoltava una conferenza cade addormentato come una pera secca, stanco del viaggio aereo ma forse anche dei pensieri sulla politica italiana. Schiacciando un pisolino memorabile del quale le foto sono finite su tutti i media internazionali.

IL PENSIERO RIVOLTO IN ITALIA: AL PDL CONVIENE ANDARE AL VOTO

Da cosa si doveva riposare Berlusconi? Dai tanti pensieri che gli stanno affollando la mente in questi giorni e tutti rivolti al suo futuro e a quello del Pdl. A cui conviene, stando agli ultimi sondaggi, non tanto andare a formare il governo dalle larghe intese che il Presidente della Repubblica Napolitano ha chiesto ma tornare al voto.

Del resto anche il Capo dello Stato lo ha sostenuto: se i partiti tirano troppo la corda le camere verranno sciolte e tutto tornerebbe nelle mani degli italiani. E ora che il semestre bianco è terminato la possibilità è reale.

Silvio Berlusconi invece che temere questa possibilità la auspica, nonostante l’eventualità non faccia parte dei piani di un Napolitano che ha accettato il secondo settennato soltanto per ristabilire ordine in Italia.

Per il Cavaliere però tornare al voto significherebbe più potere e forse una maggioranza assoluta che gli permetterebbe di formare un governo senza scendere a patti col Pd. Infatti secondo il sondaggio Sky Technè la coalizione di centrodestra ora è quasi al 40% dei consensi  con un vantaggio di otto punti sul centrosinistra. E poi quale? Con il Pd da una parte e Sel dall’altra. Per Berlusconi quindi tornare al voto adesso sarebbe un’occasione ghiotta per recuperare quanto perso: il dominio assoluto conquistato nel 2008.

Elezioni che convengono più a Berlusconi che al Movimento Cinque Stelle che si ferma al 21,5% . Accusato da tutti, giornali compresi, di essere il partito più disfattista del panorama politico italiano. Secondo la Ghisleri invece la coalizione di centrodestra è al 34,5% e comunque di quattro punti e mezzo in vantaggio rispetto al centrosinistra con un Pd al 24% e alleati che al momento non lo sostengono come Sel e Psi.


process_cavBERLUSCONI SCIACALLO SULLE MACERIE DEL PD ALZA IL PREZZO

Un Cavaliere che sa di essere il più forte anche se in Parlamento non ha la maggioranza. Essendone consapevole alza il prezzo perché ora è al Pd che non conviene tornare a votare con una situazione di stallo all’interno del suo partito e un’alleanza tutta da costruire.

Per questo motivo alza il prezzo e lo fa con richieste che al centrosinistra, in una situazione di normale confronto politico dovrebbero essere quantomeno irricevibili.

Come gli sciacalli che sanno trarre vantaggio dalle più grandi tragedie come terremoti e catastrofi anche il Cavaliere sta cercando di recuperare quanto più oro possibile da quelle post Romanzo Quirinale. Alzando la posta sulla formazione del nuovo governo.


TOGLIERE L’IMU: PROPOSTA IRRICEVIBILE

La prima proposta che ha presentato al Pd è stata quella di togliere l’Imu e abbassare la pressione fiscale. Un qualcosa che, quando nel 2008 ha eliminato dal novero delle tasse l’Ici sulla prima casa ha portato ad uno sconquasso talmente forte da dover creare la nuova Imposta Municipale Unica.

Che tra l’altro è stato lo stesso Berlusconi ad approvare insieme ai montiani dell’allora Udc e ai piddini. Togliere l’Imu secondo il Cavaliere deve essere una di quelle garanzie necessarie alla nascita del nuovo Governo. Il Pd potrà mai accettare senza perdere credibilità con il popolo italiano? Certo che no e se lo facesse sarebbe soltanto per non ritornare alle urne subito, mandando l’Italia al macero. La sua controproposta? Ridurre lee spese della macchina dello Stato perché l’Imu costa “solo 4 miliardi” come ha dichiarato a “La Stampa”.

I MINISTERI: “NIENTE TECNICI, GIUSTIZIA A NOI”

Silvio Berlusconi, convinto di riuscire ad ottenere tutto o sperando di ottenere lo scioglimento delle   Camere e il conseguente ritorno alle urne l’ha sparata grossa anche sull’attribuzione dei Ministeri sui quali il piddino Enrico Letta scioglierà le riserve tra domani e dopodomani.

Il primo punto sul quale Berlusconi si è contraddetto rispetto al passato ma ha voluto precisare la sua totale indisponibilità è nell’inserimento dei ministri tecnici. A favore di quelli politici e, in particolare, provenienti dalla sua area per controbilanciare la nomina di Letta junior come presidente del Consiglio.

Cosa vuole per se? Una nomina che potrebbe non piacere agli elettori piddini, soprattutto a quelli duri e puri che non accettano nemmeno l’alleanza con il Pdl. E di cui Letta stesso deve tener conto se vuole pensare, in vista dell’assemblea del Pd prevista il 4 maggio, di non dissolvere il partito.

Silvio Berlusconi vuole che il Ministero della Giustizia e quello delle Telecomunicazioni finiscano entrambi nelle sue mani. Trattandosi di tematiche scottanti che lo riguardano direttamente come i processi nei quali è coinvolto e il conflitto di interessi che lo coinvolge essendo titolare di Mediaset. Proposte che dal Pd bersaniano, quello sconfitto durante Romanzo Quirinale, sarebbero parse irricevibili. Vedremo cosa farà Letta o se favorirà il ritorno alle urne. Intanto sul nome del saggio Luciano Violante ancora non è stato detto nulla.


MINISTERI PARTE SECONDA:L’ECONOMIA A ME O A BRUNETTA”

silvio_brunetta_schifoAltre due le proposte choc che ha presentato al tavolo delle trattative e lo ha fatto attraverso l’intervista a “La Stampa”.

Se ci fosse davvero volontà di collaborare– ha sostenuto- dovrebbero offrire a me l’Economia che ero candidato in campagna elettorale. Non lo faranno, ma vedrei bene Brunetta: è litigioso ma intelligente”.

Napolitano ha parlato di ministri di nuova generazione e possibilmente donne. La risposta di Berlusconi a queste indicazioni è stata altrettanto irricevibile dal Pd che non dovrebbe accettare nomi di prima fascia e già utilizzati: tra i più gettonati ci sono quelli di Maria Stella Gelmini che andrebbe di nuovo a ricoprire il ruolo di ministro della Pubblica Istruzione e di Mara Carfagna. Entrambe finite nell’occhio del ciclone dello scandalo chiamato Bunga Bunga e di cui tutto il mondo ha amari ricordi legati all’Italia. Addirittura è stato fatto anche il nome dell’ex missina Alessandra Mussolini, la nipote di Benito secondo cuiIl diavolo veste Prodi”.

Nomi che il Pd non può ricevere e con i quali il Pdl punta a una sola cosa: tornare al più presto alle urne. Cosa alla quale non ambisce nemmeno il Movimento Cinque Stelle perché ha dichiarato: “Saremo opposizione responsabile”. E il Pdl? Sarà Partito di distruzione libera con scopo urne subito.

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