SCUOLA/ Parte il concorsone delle polemiche: uno su 25 ce la farà

Un esercito di precari, dai 28 ai 60 anni, pronti ad accaparrarsi gli 11.542 posti a disposizione nelle scuole pubbliche, tramite un test da 50 domande a risposta multipla da terminare in 50 minuti: sessanta secondi per ogni risposta. Sarà vera gloria? Le prove preselettive terminano domani e in serata si conoscerà già la percentuale di chi potrà accedere alla prova scritta. E già fioccano le polemiche su una prova nozionistica e troppo tecnica che, molto probabilmente, non riuscirà a individuare i migliori formatori per i nostri figli.

 

di Viviana Pizzi

Oltre 320 mila partecipanti per 11.542 posti a disposizione ripartite tra scuola dell’infanzia, scuola primaria (elementare) , secondaria inferiore (media) e secondaria superiore (licei e istituti  tecnico professionali). Detta alla Morandi maniera uno su venticinque ce la fa.  Stiamo parlando dell’ormai famoso “concorsone” della scuola pubblica istituito dal ministro Francesco Profumo. Chi supererà le prove selettive previste tra oggi e domani potrà successivamente prendere parte al vero concorso fatto di scritti e orali che dovrebbe terminare nella primavera del prossimo anno. Le cattedre a disposizione verranno occupate dal prossimo anno scolastico (2013-2014).

 

COME SI SVOLGE LA PROVA PRESELETTIVA

concorsone_scuolaIl quizzone si svolge esclusivamente con l’utilizzo del pc. Ogni aspirante insegnante, in 2500 aule messe a disposizione in tutta Italia, si siede dietro al computer digitando nome, cognome e codice fiscale  e in cinquanta minuti deve rispondere a cinquanta domande di cultura generale. I quesiti sono unici per tutti i posti e le cattedre messe a disposizione dal Ministero per la pubblica istruzione. Il risultato del test potrà essere visualizzato dal candidato immediatamente e direttamente dalla postazione che gli viene assegnata.

Solo chi supererà questa selezione verrà ammesso alle successive prove scritte e orali. Un regolamento rigido che ha suscitato non poche polemiche perché sono stati ammessi alla preselezione soltanto gli insegnanti abilitati lasciando fuori quei laureati che non ancora hanno raggiunto l’obiettivo. Non c’è distinzione nel giudizio poi tra il neo abilitato (che in realtà non si è mai seduto dietro a una cattedra) e chi invece è ancora precario dopo decenni di supplenze e sacrifici.

Gli aspiranti docenti si trovano al loro ingresso nell’aula della prova  davanti a un referente amministrativo e uno informatico. Toccherà a quest’ultimo avviare la prova che verrà effettuata usando soltanto monitor e mouse. Dopo cinquanta minuti esatti il software si bloccherà e il referente informatico passa e carica i risultati  di ciascuno su una pendrive. Il risultato appare dopo pochi minuti: esito e votazione. Quanti saranno i promossi e i bocciati si saprà definitivamente soltanto domani sera. Per chi non è abituato a quiz a risposte multiple superare il test sarà di certo più difficile. Si tratta ancora una volta di quei precari che magari non hanno cattedra ma da quindici anni effettivamente insegnano.

Tutti riuniti in un unico calderone che potrebbe favorire principalmente chi ha familiarità con i giochi enigmistici e lascia fuori l’esperienza con lo studente (che un insegnate sebbene precario acquisisce con gli anni).

Cosa riguardano i test a cui sono stati sottoposti gli aspiranti insegnanti? Semplicemente  hanno l’obiettivo di accertare le capacità logiche (18 domande), di comprensione del testo ( 18 domande) , le competenze digitali (7 domande) e linguistiche in una delle seguenti lingue a scelta: tedesco, inglese, francese, spagnolo (7 domande). Tutte a risposta multipla con quattro opzioni a disposizione: una giusta e tre sbagliate.

Le competenze, come si potrà notare,  attengono tutte la sfera nozionistica e che non comprendono minimamente il rapporto tra insegnante e studente, fondamentale nella formazione di quest’ultimo che in una vera scuola non dovrebbe apprendere solo ed esclusivamente nozioni. Il superamento della prova consiste nel ottenere un punteggio non inferiore a 35/50. La possibilità massima di errore è quindi di quindici risposte. Le domande errate comportano una penalizzazione di mezzo punto. Quindi se si è in dubbio su qualcosa è meglio non rispondere per evitare una esclusione più facile.

 

LE ESERCITAZIONI PRIMA DELLA PROVA E LE RELATIVE DIFFICOLTÀ

I quesiti somministrati ai candidati tra oggi e domani sono stati estratti da una banca dati del sito del Miur pubblicata il 23 novembre. Tutti i candidati hanno avuto modo di esercitarsi anche se non hanno avuto la possibilità di memorizzare le risposte giuste visto che questa parte della cosa non veniva pubblicata. Un numero ingente di moduli pari a 8.481.184 sono stati scaricati da internet per evitare di vedersi bocciare dopo la prova preselettiva. E 300.387 sono stati i candidati che hanno utilizzato il simulatore gratuito messo a disposizione del ministero per prepararsi alla prova. Quasi la totalità quindi che hanno sentito la necessità di essere al passo coi tempi. Meno del 2% coloro che non hanno sfruttato questa possibilità.

In precedenza però c’erano già state delle polemiche sulla preparazione ai quiz e riguardavano i tirocini formativi attivi meglio conosciuti come TFA.

Le prove a scelta multipla da somministrare ai candidati – ha denunciato chi si è rivolto a questo tipo di formazione – erano fatte spesso di domande somministrate in maniera erronea. Alcuni quiz non avevano nemmeno la risposta esatta”.

Insomma anche qui tante polemiche che hanno svalutato comunque un concorso che ha molti punti oscuri ancora da chiarire.

I sindacati di categoria tra cui la Cisl scuola hanno definito “intollerabile” la modalità con cui i giovani sono stati preparati al concorso.

 

CHI HA PARTECIPATO: NUMERI, SESSO, ETà

Quello che si sta svolgendo in queste ore è un vero e proprio concorsone rosa: al contrario di settori come la politica quello dell’insegnamento è molto aperto al gentil sesso. Infatti, tra i partecipanti, 258.476 sono donne con una percentuale pari all’80%. Solo 62.734 sono uomini raggiungendo il 20%. Il futuro dell’insegnamento è donna.

L’età media è alta, pari a quasi 39 anni: per gli uomini si alza a 40, mentre per le donne è di 38 anni. La metà dei partecipanti – 158.879 – ha un’età compresa tra i 36 e i 45 anni, mentre il 40% è under 35. Solo il 9% tra i 46 e i 55 anni.

Dulcis in fundo tra chi si prepara a diventare insegnante di ruolo per completare l’età pensionabile c’è anche chi ha un’età superiore ai 55 anni. Visto che ora la pensione si raggiunge a 67 non è mai troppo tardi per avere una propria cattedra e non spostarsi mese dopo mese da una città e l’altra per lavorare. Queste persone sono 2.812. Della serie non si è mai troppo vecchi. Procedure computerizzate e domande a risposta multipla purtroppo potrebbero penalizzare proprio loro che finirebbero la loro carriera da precari esodati della scuola.

Come mai ci sono persone con un’età cosi alta? È semplice da spiegare. L’ultimo concorso bandito nella scuola è datato 1999. I 55 enni di oggi allora avevano 42 anni e facevano parte delle vecchie supplenze ottenute magari con la dotazione organica aggiuntiva (vecchia Doa) e con la dotazione organica provvisoria (Dop). Il loro destino? Probabilmente andare in pensione da precari senza avere avuto mai la sensazione di aver raggiunto qualcosa di concreto. Senza alunni ai quali si è potuto insegnare per tre anni consecutivi, senza una scuola in particolare da portare nel cuore e da raccontare ai propri figli e nipoti. Il ministro Profumo promette che il prossimo concorso verrà effettuato tra tre anni. I prossimi governi manterranno le promesse? Ai posteri l’ardua sentenza.

 

IL MINISTRO PROFUMO: MENO PRECARI

Oltre al prossimo concorso fra tre anni tra le promesse del ministro Profumo anche la riduzione sistematica del precariato nelle scuole di ogni ordini e grado. Lo ha annunciato nel suo messaggio ai futuri insegnanti di cattedra nel quale gli ha fatto gli auguri di buon concorsone.

In bocca al lupo a tutti i candidati – ha dichiarato il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo – affrontate questa giornata con serenità. Le prime nomine si avranno con l’anno scolastico 2013/14. Il risultato sarà immediato. Credo che questo concorso possa costituire un buone esempio anche per altre amministrazioni. Nel tempo avremo meno precari e una continuità di progetto“.

Gli insegnanti sperano che Profumo si ricordi di queste dichiarazione. Perché, come disse Caio Tito al Senato Romano, “Verba volant scripta manent

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.