SCENARIO MOLISE/ Frattura ufficializza la rottura: “Romano è un avversario”

Il leader del centrosinistra (o di quel che rimane del centrosinistra) chiarisce una volta per tutte quanto sta accadendo nella coalizione. “Massimo Romano per me è un competitor”. E intanto l’esponente di Costruire Democrazia continua le sue battaglie, con il chiaro intento di intercettare il voto degli scontenti e mangiare terreno al Movimento Cinque Stelle (e chissà cos’altro…). Il centrodestra? Tutti a prendere il sole: “Tanto con questi vinciamo facile”. 

di Viviana Pizzi

romano_di_laura_frattura1La notizia era già nell’aria ma oggi Paolo Di Laura  Frattura l’ha ufficializzata sulle colonne di Infiltrato.it. “Massimo Romano è un nostro competitor” – queste le parole del candidato alla presidenza regionale nel 2011 – “non fa parte più del centrosinistra”.

Tutto questo a cosa porta? A uno scenario elettorale (qualora il Consiglio di Stato convalidi la sentenza del Tar Molise di annullamento della competizione dello scorso anno) che avrà come minimo quattro candidature alla poltrona governativa.

Da un lato il centrodestra di Michele Iorio, dall’altro Paolo Di Laura Frattura con Pd, Sel, Idv e Federazione della Sinistra, e come battitori liberi Massimo Romano o Nicola Magrone con Costruire Democrazia e il Movimento Cinque Stelle di Antonio Federico.

I candidati diventerebbero cinque se anche il centrodestra si spaccasse. Ma per ora l’unica certezza è che Frattura si è stancato dei giochini di Romano e gli ha sbattuto, una volta per tutte, la porta in faccia: “Massimo Romano non fa più parte del centrosinistra“. Non che Romano faccia resistenza, anzi, piuttosto condivide: “Con questa coalizione non ho nulla da dire”.

Cosa ha provocato la spaccatura? I diversi comportamenti tenuti in Consiglio Regionale su questioni capitali per la Regione quali lo Zuccherificio del Molise, i vitalizi  e (ultima dal punto di vista temporale) il voto su Molise Dati.

Certo è che nella giornata di ieri il segnale evidente della scissione lo aveva dato anche il segretario del Pd Danilo Leva, quando aveva invitato tutti ad abbassare i toni indicando tra chi si sarebbe fatto più male proprio la persona che aveva avuto l’ardire di alzare il termometro dello scontro politico (il riferimento chiaro era proprio a Massimo Romano).

Ma è lo stesso Frattura poi a mostrare i muscoli e a dimostrarsi freddo nella sua convinzione di riuscire a vincere la probabile competizione elettorale del 2013.

A Isernia – sostiene da sempre il leader del centrosinistra molisano – abbiamo vinto la sfida contro la famiglia Iorio restando in coalizione. Massimo Romano non era con noi. Ce la possiamo fare anche questa volta, ne sono convinto”.

E non si può certo dire che abbia torto: stando ai fatti, e al netto di quanto accaduto nel post-voto, a Isernia il centrosinistra di De Vivo ha ribaltato la famiglia Iorio, nonostante la coppia Romano-Mazzocco si fosse messa di traverso. Più di qualcuno ritiene che il peso politico di Costruire Democrazia sia pressochè ininfluente e che l’ars oratoria di Romano, urlata e vigorosa, nasconda in realtà un’insicurezza latente, un bisogno di emergere per non scomparire. Vero? Falso? Toccherà seguire gli sviluppi della Dinasty molisana per capirlo fino in fondo. E se l’estate politica regala così tanti colpi di scena, prepariamoci ad un autunno bollente, dove verranno messe in campo armi non convenzionali per una campagna elettorale che si annuncia la più infuocata degli ultimi anni. 

Il passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica rischia di fare morti eccellenti e la realtà è una sola: chi scompare ora, scomparirà per sempre. 

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