SCENARIO/ La nuova sinistra: avvisi ai naviganti

Nella monnezza di Napoli affogano Berlusconi e Bassolino, Pdl e Pd. E miracolosamente rinasce il voto pulito. Con un de Magistris capace di stravincere alla Valenzi di un terzo di secolo fa. Ora comincia la battaglia (lo stesso vale per Pisapia a Milano). Attenti a chi salta sul carro del vincitore, agli “occasionisti” di turno, ai terzopolisti in cerca d’affari dietro l’angolo. E’ invece il tempo di raccogliere e organizzare, per una Napoli e un’Italia diverse, la forza e le voci di tutti gli indignati.

di Andrea Cinquegrani – La Voce delle Voci

scenario_la_nuova_sinistraCapita di rado una partita del genere: uno che fa di tutto per perdere, autogol acrobatici, calci negli stinchi dei compagni, corna al pubblico, aggressione ad arbitro e guardalinee, assist agli avversari. Avversari dal canto loro inesistenti, fantasmi sul campo, i primi che vorrebbero a tutti i costi non vincere quella stramaledetta gara. Cosi’ e’: Berlusconi prende una legnata in faccia – altro che il Duomo in miniatura costato dure sedute dal dentista, ma ritempranti vis a vis con la igienista orale – il Pdl e’ in frantumi, cocci sparsi dappertutto lungo la penisola, ma il Pd non vince, anzi straperde in piazze come Napoli dove ha regnato per un ultra quindicennio. Un paese sul baratro, senza lo straccio di un governo e senza un barlume di credibile opposizione. Che fare, allora? Ed ecco che i cervelli della nostra sinistra entrano in fase di ebollizione e partoriscono fantastici scenari prossimi venturi. Guardate il drem team che si delinea in campo.

Apre il tema Pierluigi, il supersegretario Bersani in versione Martin Luther King: qua ci vuole un accordo con la Lega, gli scippiamo il Bossi come 15 anni fa e facciam Tremonti premier. Poi pian pianino andiamo al voto, con calma, caso mai anche alla scadenza prevista e ci salgo poi io a palazzo Chigi. Semplice come il ragu’ sui tortellini!

Scientifico, ecco il dream Maximo: e’ necessario il matrimonio con Casini, che ci porta pure in dote un Caltagirone con i suoi vagoni di miliardi al seguito. Poi, del tutto logiche, le seconde nozze con Fini e tutto il terzo Polo, con il festante codazzo: ‘o ministro Pomicino che caso mai lo facciamo tornare al Bilancio per risanare i conti dello Stato, il Bocchino ovunque che lo mettiamo all’informazione, ‘a cavalletta Alfredo Vito alle politiche familiari perche’ cosi’ facciamo 100 mila progetti di solidarieta’. Prosegue il dream Maximo, il sogno dell’uomo che per anni al governo non «s’e’ mai sognato di toccare le antenne del Cavaliere», come ha rivelato a uno sbalordito Parlamento Luciano Violante del 2001. A Casini promettiamo il Quirinale, che tanto Napolitano e’ ben contento se facciamo finalmente una sinistra “credibile”, “affidabile” e “praticabile” come lui desidera.

‘O dream, pero’, rischia di arenarsi sui primi grandi scogli che avanzano. Come ce la faremo mai coi soldi? E’ vero che non riformeremo mai i partiti e ruberemo come al solito palate miliardarie dalle tasche dei cittadini alla faccia del referendum che abrogava il finanziamento pubblico oggi in vita come “rimborsi elettorali”. Ma poi?

Ecco, allora, l’altro grande sogno che si compone, piano piano, quatto quatto – in perfetto stil veltronian prodiano – il Grande Patto per il Futuro: non solo con il Grande Centro, i Casini-Fini-Rutelli boys, ma anche con la finanza e gli industriali che scalpitano. Ma non l’avete sentita, la compagna Emma Marcegaglia, pronta a scendere in campo con tutto il suo cuore e la sua passione? Mentre da mesi rombano i motori di casa Montezemolo, deluso dalla Rossa di Maranello, e pronto con le sue truppe al fianco del rosso (sic) Max?

Finale della favola. Nella monnezza di Napoli affogano Berlusconi e Bassolino, Pdl e Pd. E miracolosamente rinasce il voto pulito. Con un de Magistris capace di stravincere alla Valenzi di un terzo di secolo fa. Ora comincia la battaglia (lo stesso vale per Pisapia a Milano). Attenti a chi salta sul carro del vincitore, agli “occasionisti” di turno, ai terzopolisti in cerca d’affari dietro l’angolo. E’ invece il tempo di raccogliere e organizzare, per una Napoli e un’Italia diverse, la forza e le voci di tutti gli indignati.

 

Tratto da La Voce delle Voci di Giugno 2011

 

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