SCENARIO/ Berlusconi, la Balena Bianca e l’odore del sangue

Il predellino ha funzionato e vinto proprio grazie ad una struttura molto democristiana – tante correnti, un solo vero capo – che ora sta implodendo sotto gli occhi di tutti. Ogni regione d’Italia ha i suoi galli nel pollaio, dal piccolo Molise dove Iorio e Patriciello, entrambi pidiellini, si scannano (o fanno finta?) un giorno sì e l’altro pure, alla grande Sicilia, che nonostante abbia piazzato nomi grossi tra le fila governative – da La Russa a Schifani, da Alfano a Micicchè, dalla Prestigiacomo ad altri – è internamente dilaniata da un continuo tira e molla politico.

di Andrea Succi

BERLUSCONI_BALENA_BIANCA

“…Ha il volto dell’uomo disperato. Dalle mie parti si dice “sfilusumià”, uno che ha perso il suo aspetto abituale. Gli occhi sono due fessure, gli zigomi sporgono come gelidi speroni, le labbra quasi non si vedono, il colorito è terreo. Il Cavaliere presenta al G8 la maschera della persona angosciata (…), teme di essere spinto a terra…”

Sarebbe interessante scoprire chi si azzarda a scrivere del Cav. in questo modo. Quei guerrafondai del Fatto Quotidiano? Oppure quei comunisti dell’Unità? Più probabilmente quel cagnaccio di D’Avanzo, sul giornale di Carlo De Benedetti, nemico storico di Mr. B.

Dunque, chi ha osato descrivere il Presidente come un morto che cammina? Mai risposta lascerebbe più sbigottiti. L’attacco arriva direttamente dalle colonne di Libero, che oramai permette persino a giornalisti come Giampaolo Pansa – autore del pezzo datato 28 Maggio – di irridere l’illustre padre-padrone.

Classico esempio di fuoco amico, sotto i colpi di uno che si è portato il “Bestiario” dall’Espresso a Libero. Come mettersi in casa una vipera. Nell’allucinante mondo della stampa di destra e di sinistra, viene difficile credere che la libertà di Pansa a Libero sia indice di libertà d’informazione. Nulla è casuale nel mondo dorato del signorotto di Arcore, di cui – evidentemente – fa parte anche Libero.

A breve arriveranno i risultati elettorali di Napoli e Milano, i due ballottaggi più importanti e decisivi per le sorti del Governo e, forse, del berlusconismo targato Berlusconi. Targato Berlusconi. È importante specificarlo, così com’è importante rendersi conto che tolto B. – ammesso che cada – scompaia magicamente tutto il suo codazzo di umani e disumani vizi che permeano, nel profondo, l’italica società.

Perché sono vizi che arrivano da lontano, da una Repubblica che si fonda sui compromessi, sulle correnti, sugli scandali (sessuali compresi), sui dossier contro tizio o caio perché capiscano che è il momento di tacere. La mai troppo rimpianta Balena Bianca, democristiana persino nel nome, si reggeva – in maniera soffice e meno aggressiva – sulle medesime fondamenta che sostengono il berlusconismo.

Tanto è vero che il predellino ha funzionato e vinto proprio grazie ad una struttura molto democristiana – tante correnti, un solo vero capo – che ora sta implodendo sotto gli occhi di tutti. Ogni regione d’Italia ha i suoi galli nel pollaio, dal piccolo Molise dove Iorio e Patriciello, entrambi pidiellini, si scannano (o fanno finta?) un giorno sì e l’altro pure, alla grande Sicilia, che nonostante abbia piazzato nomi grossi tra le fila governative – da La Russa a Schifani, da Alfano a Micicchè, dalla Prestigiacomo ad altri – è internamente dilaniata da un continuo tira e molla politico.

Quando l’odore del sangue di Berlusconi sarà nauseabondo, quando i signorotti che aspirano al trono si sentiranno definitivamente pronti senza correre il rischio di passare per il Giuda politico della situazione, allora se ne vedranno delle belle. Può darsi, nel caso in cui i ballottaggi dovessero regalare risultati sfavorevoli al Pdl, che la resa dei conti sia molto vicina.

Ma quel vecchio bacucco del Premier forse tanto bacucco non è, se – come dicono gli spifferi – ne sta approfittando per fare pulizia all’interno di un partito dove il fetore è oramai ripugnante. Cadranno molte teste lungo la via di Damasco, pare stia addirittura pensando alle primarie (tarocche?), anche se questa ipotesi sembra piuttosto improbabile, nonostante l’approvazione della base pidiellina e leghista. Quel che è certo riguarda l’atteggiamento del Premier, vittoria o sconfitta poco importa.

O meglio. Ha capito che perderà e si sta portando avanti col lavoro. Perché la sconfitta è già arrivata, nei numeri – come ha certificato Termometro Politico qualche giorno fa – e nelle strategie. Quelle piazze vuote, quei fischi a lui e alla Moratti, per non parlare di Lettieri, sono ferite mortali per l’orgoglio del Grande Dittatore. Persino ad Arcore si è fatto trascinare al ballottaggio. Vince o perde, un affronto del genere, perdipiù in casa sua, non era mai accaduto.

 

LEGGI ANCHE

SPECIALE ELEZIONI/ La sconfitta del Governo Berlusconi

15 e 16 MAGGIO/ Elezioni amministrative, ma il test è nazionale…

 

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.