SCENARIO/ B. e gli (ir)responsabili: “Inglorious Bastards…”

Silvio Berlusconi non può proprio dormire sonni tranquilli. E non solo per la questione estera con tutto il peso di una guerra drammatica quanto illegittima come quella libica; non solo per la valanga di processi che il premier si troverà ad affrontare. La partita che preoccupa e non poco Berlusconi, probabilmente anche la più delicata perché più imminente, è quella che si sta giocando nei palazzi di potere con i cosiddetti (molto cosiddetti) “Responsabili”…

di Carmine Gazzanni

Berlusconi-mitra

29 parlamentari senza gloria che si ritrovano tra le mani il destino di questo Governo. Denis Verdini e i suoi stretti collaboratori continuano a fare la spola tra Palazzo Chigi e Montecitorio per tranquillizzare gli animi del plotoncino salva-premier. Un manipolo di “carneadi” qualsiasi, la maggior parte voltagabbana, transfughi dai partiti con i quali sono stati eletti ed ora traghettati da Berlusconi in cambio di qualche poltrona più comoda e più remunerata. Unico (de)merito: essere riusciti a far galleggiare un Governo oramai senza più alcuna forza istituzionale, tanto in politica interna (vedi quanto accaduto ieri: la maggioranza è stata sconfitta dall’opposizione su un emendamento del Pd sull’edilizia), quanto in politica estera (vedi la guerra in Libia).

E questi parlamentarucoli tanto sono sconosciuti, quanto spregiudicati. Silvio Berlusconi lo sa bene: soltanto pochi giorni fa due di loro hanno atteso fuori dalla sala della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera (dove si votava sul caso Ruby) finchè un bel sms li ha rassicurati sulla nomina di Saverio Romano (che, per inciso, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione con l’aggravante mafiosa) a Ministro della Cultura. I due, allora, sono entrati ed hanno salvato ancora una volta il premier.

Ma, d’altronde, l’indecenza morale è evidente: i Responsabili sono pronti a tutto, anche a ricattare un Governo intero pur di ottenere qualche poltrona di spicco. Forse nemmeno il premier avrebbe potuto mai aspettarsi tanta spregiudicatezza. Di contro, però, lo stesso Berlusconi non può proprio fare a meno dell’appoggio incondizionato di questi parlamentari, sebbene sappia che la fiducia non si conquisti a parole o per ideali, ma a suon di incarichi e stipendi. Ed è, dunque, assolutamente disposto a versare altro denaro pubblico (nonostante uno spaventoso debito pubblico) perché il suo più grave problema, ora come ora, è superare i perigliosi scogli del processo Ruby, intorno al quale stanno montando ogni giorno di più intercettazioni che mostrano la veridicità delle ipotesi di reato della Procura di Milano. E di questo sono consapevoli anche i Responsabili, anzi: proprio per questo possono alzare in continuazione la posta in gioco.

E allora, mentre i carneadi attendono la prossima tornata di nomine, il premier cerca di mantenere calme le acque: “il rimpasto sarà completato entro la fine della prossima settimana”, ha assicurato il Presidente del Consiglio ai parlamentari Responsabili, riuniti a cena a palazzo Grazioli. In ballo ci sono quattro posti da Sottosegretario e uno da Viceministro: poche poltrone che fanno gola a troppi. Proprio per questo pare che i malumori stiano crescendo. E, sebbene il loro capogruppo a Montecitorio, Luciano Sardelli, avanza tesi bislacche secondo le quali “non c’è alcuna fretta“ perché “a noi non interessano le poltrone”, le divisioni in seno alla corrente parlamentare continuano ad accentuarsi.

Già l’elezione di Romano ha provocato, d’altronde, profonde rotture tra i 29 parlamentari salva-premier. Basti pensare a quanto dichiarato da Giancarlo Lehner (eletto col Pdl, ma passato con i Responsabili come supporto), il quale ha definito i Responsabili stessi “zatteranti naufragati in transatlantico, assenteisti naturali, sottosegretari e ministri oblomovisti sono il trittico inverecondo di una maggioranza”.

Ma le divisioni sono forti proprio e soprattutto per via delle imminenti nomine. Anche perché i nomi dei papabili sono molto di più rispetto ai cinque posti a  disposizione. Un plotone di “ex” pronti ad azzufarsi per le cariche messe a disposizione da Berlusconi: l’ex finiania Catia Polidori, l’ex volto noto del Tg1 Francesco Pionati (ex Udc), gli ex Pd Massimo Calearo, Mario Pepe e Bruno Cesario, gli ex Idv Antonio Razzi e Domenico Scilipoti. Solo per citare i più noti. Senza dimenticare, poi, la componente portante dei Responsabili, Noi Sud, nel quale ci si divide tra chi sostiene Antonio Milo e chi invece propende per Elio Belcastro.

E tutti sono pronti a fare a gomitate per ricoprire una carica importante in quest’ultimo scampolo di legislatura, prima di tornare nell’oscurità dalla quale sono emersi.


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