SCENARI 2013/ L’apice della ‘Grande Crisi’ economica e la politica kafkiana

Per il prossimo 2013 gli italiani hanno bisogno di una politica che faccia sognare, senza illusioni. Questa la priorità nell’agenda politica ‘post Monti’, a seguito di un governo che ha avuto come esigenze quelle di pareggiare i conti e restituire credibilità all’Italia, solo attraverso tasse e riforme. Il 2012 sarà ricordato come l’anno della ‘Grande Crisi’ che, per alcuni economisti come Nouriel Roubini, raggiungerà il suo apice proprio nell’anno venturo. Dalla metamorfosi kafkiana di Monti – da tecnico a politico – passando per il rottamatore Renzi e per il comunicatore e despota Grillo, i nuovi scenari politici ed economici italiani, per il 2013, hanno bisogno di speranze.

 

di Maria Cristina Giovannitti

Protagonista del 2012: la Grande Crisi. Nell’anno che stiamo per lasciarci alle spalle, si è raggiunto l’apice della recessione; è stato necessario l’intervento del governo tecnico di Monti per tamponare la deriva economica del Paese e la perdita della credibilità. Politica dei tagli, della spending review, delle tasse e delle riforme, nessun segno di speranza per gli italiani né evidenziata da Monti&co., né dai resoconti dei sondaggi: tutto è stato in calo ed in negativo. Abbiamo familiarizzato con un camaleontico Monti entrato in gioco per salvare baracche e burattini da tecnico, tramutatosi poi in abile politico al punto da non aver avuto il coraggio di ‘tagliare’ vitalizi e vantaggi della politica ma continuando a sparare sulla croce rossa: cultura e servizi per i cittadini. Sacrifici, sacrifici, sacrifici: aveva ripetuto tra le lacrime la Fornero. E così fu.

truth_is_in_rubiconIl duemiladodici è stato l’anno della scoperta del bosone, della tragedia della Costa Concordia e del comandante Schettino. C’è stato l’avvento del rottamatore Matteo Renzi e della sua politica contro i ‘dinosauri del Parlamento’ e le elezioni siciliane con la vittoria di Crocetta che hanno evidenziato per la prima volta in maniera concreta, con il boom di astenuti, la perdita di ideali e la diffidenza verso la politica da parte degli italiani.

Come sarà il post Monti? Secondo le stime più catastrofiche, come quelle dell’economista Nouriel Roubini, la ‘Grande Crisi’ toccherà l’apice nel 2013: il calo del Pil dovrebbe proseguire fino al primo semestre del prossimo anno, rendendo così la crisi la più lunga degli ultimi venti anni. Secondo l’Istat, l’economia italiana è in calo del 3,2 percento nonostante ci siano anche le spese di Natale e Capodanno e la disoccupazione passerà dal 10,6 percento del 2012, all’11,4 percento del 2013.

Nonostante tutto nell’agenda politica ‘post Monti’ la priorità vitale e necessaria per non degenerare in toto sarà offrire una politica del sogno e della speranza. Non delle illusioni, ma del sogno. Gli italiani hanno pagato l’Imu, circa 24 miliardi di euro, l’1,5 percento del Pil; si apprestano a pagare la Tares; l’imposta di bollo sui conti finanziari e le addizionali. L’età della pensione si allontana come se fosse una chimera, c’è il più alto tasso di disoccupazione giovanile e la spesa pubblica è diminuita come 15 anni fa. Tante le tasse, altrettante le riforme, il buio delle statistiche sempre più scoraggianti. Nel 2013 gli italiani hanno urgente necessità di vedere una luce oltre il buio del tunnel del debito pubblico.

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