SCANDALO REGIONI/ La Polverini si dimette “per colpe di altri” e Iorio resta al suo posto “per colpe sue”

La ex governatrice del Lazio Renata Polverini spiega a Ballarò di essersi dimessa per colpa di altri. Ma nella nota trasmissione di Rai 3 si fa notare che il governatore del Molise Michele Iorio non fa lo stesso. Nonostante una condanna in primo grado e le tante altre inchieste in cui è coinvolto. Tutto avviene però, nel silenzio del centrosinistra, che nemmeno dopo la chiusura delle indagini sullo Zuccherificio e la richiesta di rinvio a giudizio sull’inchiesta post sisma, ha detto nulla confidando tutte le sue speranze di mandarlo a casa il 16 ottobre, quando a dichiararlo presidente illegittimo potrebbe essere il Consiglio di Stato.

di Viviana Pizzi

polverini_iorioRenata Polverini si è dimessa da governatore della Regione Lazio e ha spiegato le sue motivazioni nella trasmissione televisiva andata in onda ieri sera su Rai 3 Ballarò. Nel suo scontro con il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini però ha tenuto a sottolineare la sua estraneità a vicende giudiziarie.

Io me ne sono andata – ha sottolineato – dite a quelli di sinistra di andarsene pure loro. Qui citate Roberto Formigoni e Michele Iorio, ma Vendola, indagato in due procedimenti, dove sta? Ed Errani, che ha dato soldi a suo fratello, dove sta? Sia corretto, perché io dal 1970 sono l’unica persona che se ne va per colpe di altri e sono orgogliosa di averlo fatto, ha capito? Basta. Non accetto più di essere sotto processo per qualcosa che non ho commesso. Io, Renata Polverini con la dignità che mi contraddistingue, torno ad essere una privata cittadina. Punto. Questo ho fatto io”.

Tra le persone citate in trasmissione guarda caso c’è anche il governatore del Molise Michele Iorio. Che viene messo in mezzo anche dal leader dell’Idv Antonio Di Pietro.

Apprezzo Renata Polverini perché ha rassegnato le proprie dimissioni – ha sottolineato Di Pietro in trasmissione – l’apprezzo più di Michele Iorio che, con tutti gli avvisi di garanzia che ha sta lì e non si dimette”.

Perché mai il presidente della Regione Molise dovrebbe lasciare la sua poltrona? (Oltre al fatto che esiste una motivazione di governatorato illegittimamente come recita una sentenza del Tar Molise del 17 maggio scorso, s’intende.)

Perché oltre ad avvisi di garanzia e processi in corso, come ha ricordato giustamente Di Pietro, ha anche subito una condanna in primo grado: un anno e sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio. Per aver favorito la Bain&Co, società dove lavora uno dei suoi figli, nell’ottenimento di consulenze per la realizzazione della Asrem unica e per lo studio di fattibilità della Termoli- San Vittore.

Uno scandalo di pari dimensioni rispetto a quelli verificatisi nelle altre regioni italiane a cui, anche dopo la nostra campagna dove sono state chieste le sue dimissioni, nessuno sembra voler dar peso. Come avvenuto anche per altre questioni gravi, come il mancato rispetto dei diritti degli operai Fiom della Fiat di Termoli, anche qui tutti sembrano essersi mobilitati solo nei giorni immediatamente successivi alla condanna. Poi più nulla: sui guai giudiziari di Michele Iorio sembra calato il silenzio tombale.

Fino a quando non è stato assolto per lo stesso reato in merito al processo di primo grado riguardo alla realizzazione della centrale turbogas di Termoli dai giudici di Campobasso.

Di Michele Iorio si è sentito parlare di recente a settembre quando il pm Fabio Papa ha inoltrato la richiesta di rinvio a giudizio per il governatore del Molise accusato di aver allargato il cratere sismico  a 84 comuni rispetto agli originari 14: anche qui risponde di abuso d’ufficio ma anche di indebita percezione di denaro pubblico dallo Stato.

Ma i guai del presidente della Regione finiscono qui? Certo che no considerando che proprio nei giorni scorsi sempre il pm Fabio Papa ha chiuso le indagini riguardanti lo Zuccherificio del Molise. Tra le sedici persone che hanno venti giorni di tempo per presentare le controdeduzioni ed evitare così la richiesta di rinvio a giudizio anche il presidente della Regione Michele Iorio insieme all’assessore Gianfranco Vitagliano.

Tra i reati contestati sempre il solito abuso d’ufficio insieme alla truffa, al falso materiale e alla ricettazione. Il pm Papa ha indagato sulle attività e i passaggi di proprietà dello Zuccherificio dalla famiglia Tesi a Remo Perna. Prima della chiusura delle indagini la Guardia di Finanza aveva provveduto a sequestrare i bilanci dello Zuccherificio riferiti agli anni 2008, 2009 e 2010.

Basterebbe tutto questo a chiedere le dimissioni del presidente della Regione Michele Iorio? Certo che si. Ma a parte Antonio Di Pietro, che lo ha fatto pubblicamente anche ieri sera a Ballarò sembra non pensarci nessuno. Tutti concentrati sulla sentenza del Consiglio di Stato del 16 ottobre prossimo in cui potrebbero essere i giudici amministrativi a costringerlo a levare le tende da Palazzo Moffa.

Di dimissioni spontanee non se ne parla proprio. Visto che non lo ha fatto nemmeno dopo la condanna di primo grado, i consiglieri regionali di centrosinistra nemmeno dopo lo scandalo Polverini hanno il coraggio di chiedere a Iorio di fare un passo indietro e lasciare dopo undici anni tutti i centri di potere che gli hanno permesso di mettere insieme questo sistema di potere.

Ma ai più smemorati bisogna ricordare che non sono solo questi i guai giudiziari del presidente Michele Iorio.

Oltre alle già citate c’è infatti anche una richiesta di rinvio a giudizio per l’assunzione del primario di chirurgia dell’ospedale Veneziale di Isernia Cristiano Huscher. Nell’inchiesta della procura di Campobasso ci sono anche il figlio Luca e l’ex manager Sergio Florio. La contestazione di abuso d’ufficio era relativa al fatto che lo stesso Iorio avesse fatto assumere il luminare perché “insegnasse il mestiere al figlio” nell’ospedale della sua città-

Chi non ricorda la vicenda della nave Termoli Jet soprannominata “La nave dell’amore” . Qui il presidente della Regione Michele Iorio deve rispondere di truffa, abuso d’ufficio e falso ideologico. Insieme a lui sono indagati tutti gli assessori della giunta in carica nel 2005. L’inchiesta era stata aperta a Larino ma spostata a Campobasso dopo sei anni. Si rischia ora la prescrizione dei reati ma gli illeciti potrebbero rimanere in piedi. Tutti insieme approvarono una delibera per il finanziamento dell’acquisto della nave Termoli Jet di 791mila euro in favore del gruppo Larivera che gestiva i viaggi turistici con la Croazia.

Nessuno dimentica il coinvolgimento di Iorio nelle inchieste Black Hole che hanno decapitato i vertici della sanità bassomolisana.

Il presidente della Regione deve rispondere di abuso d’ufficio nello stralcio dell’inchiesta madre passato a Campobasso. Ma è indagato anche nel filone principale spostato a Bari insieme ad altre 117 persone. I reati anche qui sono già prescritti ma le responsabilità potrebbero rimanere intatte.

Michele Iorio è stato anche rinviato a giudizio per quanto riguarda l’inchiesta sull’Imam Molise della Procura di Larino. Il giudizio è arrivato nel luglio scorso. I reati contestati sono abuso d’ufficio, falso ideologico e truffa. Si tratta di fatture gonfiate, mancata rispondenza tra rendicontazione finanziaria e gli strumenti effettivamente acquistati dalla scuola di musica frentana diretta da Gaetano Venditti, marito di Sabrina De Camillis (Deputata Pdl).

Ultima ma non meno importante è l’inchiesta denominata “Open Gates”. Dove si contestano reati di natura ambientale, corruzione, concussione, falso, favoreggiamento. Si tratta di un’inchiesta sulle violazioni ambientali e irregolarità nel controllo e  nelle analisi dei reflui smaltiti nel depuratore del Cosib. Basta tutto questo a chiedere le dimissioni del presidente Iorio? Secondo noi sì come avevamo già ribadito nella nostra campagna di febbraio. Ma il consiglio regionale lo ricordiamo tace.

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