SCANDALO LAZIO/ Nuovo “caso Fiorito”. Indagato capogruppo Idv: sottratti al partito 500 mila euro

Lo scandalo alla regione Lazio sembra non avere mai fine. Appena trasferito Er Batman a Regina Coeli, ecco spuntare – forse – un nuovo caso Fiorito. Si tratta di Vincenzo Maruccio, coordinatore regionale Idv e capogruppo del partito alla Regione. Avrebbe sottratto al partito tra assegni, bonifici e prelievi in contanti 500 mila euro. Immediata la decisione di Antonio Di Pietro che ha obbligato Maruccio a dimettersi da ogni incarico, nel partito e nella Regione.  “Questa – ha detto Di Pietro – è la risposta concreta quando interviene la magistratura. Ci auguriamo che tutti gli altri partiti facciano così”. Per il momento, però, nessuno lo segue: i vari Fiorito o Zambretti (assessore lombardo arrestato proprio oggi) rimangono ancora sotto la protezione del loro partito (Pdl).

 

di Antonio Acerbis

l43-marruccio-121010095727_mediumNuova perquisizione questa mattina della Guardia di Finanza nella sede del consiglio regionale del Lazio. Ad essere presa di mira, questa volta, è la documentazione contabile del gruppo consiliare dell’Italia dei Valori.

Le indagini ipotizzano il reato di peculato rivolto a Vincenzo Maruccio, coordinatore Idv in Lazio e capogruppo del partito in Regione. Secondo i documenti acquisiti dala GdF Maruccio avrebbe sottratto, tra assegni, bonifici e prelievi in contanti circa 500 mila euro (ma le notizia dicono che probabilmente la cifra potrebbe arrivare anche a 700 mila) di fondi pubblici destinati al partito. Un nuovo caso Fiorito, insomma. Maruccio, infatti, avrebbe girato quest’incredibile somma in suo favore senza motivazioni o con motivazione generiche.

{module Inchieste integrato adsense}

Le indagini sarebbero state avviate dopo una segnalazione della Banca d’Italia alla Guardia di Finanza per movimenti bancari sospetti. Non a caso, secondo indiscrezioni, i controlli sarebbero scattati, oltre che nelle sue abitazioni a Roma e negli uffici della Pisana, anche a Maierato, in Calabria.

La reazione di Antonio Di Pietro alla vicenda è stata immediata: tre ore di tempo a Maruccio per dimettersi da tutti i suoi incarichi, interni ed esterni al partito. Nessuna clemenza, dunque, com’è stato invece per Franco Fiorito che, nonostante ormai in cella, ancora non viene raggiunto da una scomunica ufficiale di Angelino Alfano.

Insomma, da parte del leader Idv piena solidarietà alla magistratura: “Noi dell’Idv – ha detto Di Pietro – abbiamo intenzione di applicare questa regola, come l’ho applicato a me stesso quando nel ‘96 fui anche io sottoposto a una verifica con un avviso di garanzia: quando qualcuno deve rispondere al magistrato corre dal pm e lascia l’attività politica”.

In altre parole, secondo l’ex pm, la magistratura deve fare il suo corso, ma la politica non deve sottrarsi alle proprie responsabilità: “Questa è la risposta concreta quando interviene la magistratura. Ci auguriamo che tutti gli altri partiti facciano così”. Chissà se anche Angelino Alfano seguirà la strada dell’Idv comunicando immediatamente l’espulsione dal partito all’ex assessore di Formigoni Domenico Zambretti che avrebbe ricevuto ben 4 mila voti “appartenenti” alle cosche della ‘ndrangheta lombarda dei clan Mancuso e Morabito-Palamara  in cambio di 200 mila euro. Anzi, vedremo quale sarà l’atteggiamento del segretario Pdl nei confronti dei ben 13 indagati in Regione Lombardia.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.