Scandalo in Sicilia, per i Politici escort e viaggi con i fondi per i disoccupati

Diciassette persone arrestate, compresi gli ex assessori regionali Sparma e Gentile. Tra gli indagati il senatore Pdl Scoma.

 

I fondi pubblici destinata ai disoccupati siciliani finivano in viaggi, cene eleganti e serate con escort, per politici e faccendieri. È quanto accertato dall’ultimascandalo_in_siciliaescort_e_cose_vari inchiesta della Guardia di Finanza che a Palermo ha notificato 17 ordinanze di custodia cautelare – richieste dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e da un pool di altri 5 sostituti – e ha eseguito dei controlli a Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento siciliano. Tra le persone finite in manette anche il manager Faustino Giacchetto, definito il «re della pubblicità», la moglie Concetta Argento e poi gli ex assessori regionali Gianmaria Sparma e Luigi Gentile. L’ennesima inchiesta sull’uso dei fondi pubblici alla Regione Siciliana ha portato alla scoperta di un vero e proprio comitato d’affari che, con la complicità di politici e funzionari, avrebbe pilotato gli appalti per grandi eventi intascando anche i fondi comunitari destinati a progetti per la formazione professionale di giovani disoccupati.

I fondi pubblici destinata ai disoccupati siciliani finivano in viaggi, cene eleganti e serate con escort, per politici e faccendieri. È quanto accertato dall’ultima inchiesta della Guardia di Finanza che a Palermo ha notificato 17 ordinanze di custodia cautelare – richieste dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e da un pool di altri 5 sostituti – e ha eseguito dei controlli a Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento siciliano. Tra le persone finite in manette anche il manager Faustino Giacchetto, definito il «re della pubblicità», la moglie Concetta Argento e poi gli ex assessori regionali Gianmaria Sparma e Luigi Gentile. L’ennesima inchiesta sull’uso dei fondi pubblici alla Regione Siciliana ha portato alla scoperta di un vero e proprio comitato d’affari che, con la complicità di politici e funzionari, avrebbe pilotato gli appalti per grandi eventi intascando anche i fondi comunitari destinati a progetti per la formazione professionale di giovani disoccupati.

GLI ARRESTI – A 5 delle 17 persone arrestate sono stati concessi gli arresti domiciliari mentre per gli altri si sono aperte le porte del carcere. Contestualmente è stato disposto il sequestro del capitale sociale e dei beni aziendali di 5 società e dei beni degli indagati per un valore complessivo di oltre 28 milioni di euro. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere, alla corruzione, alla truffa e false fatturazioni. Ci sono poi 40 indagati tra cui molti politici.

I NOMI – Gli arrestati oltre ai due ex assessori regionali Gianmaria Sparma e Luigi Gentile e al manager Fausto Giacchetto (indicato come il «cervello» della truffa) sono Stefania Scaduto, Francesco Riggio, Pietro Messina, Concetta Argento, Claudio Lo Nigro, Domenico Di Carlo, Luciano Muratore e Antonino Belcuore. I domiciliari sono stati concessi a Carmelo Bellissimo, Sandro Compagno, Massimo Sala, Elio Carreca e Bruno Devita. Una persona, di cui ancora non è stata resa nota l’identità, è tuttora ricercata.

GLI INDAGATI – Tra i 40 indagati «eccellenti» anche il senatore del Pdl Francesco Scoma, ex assessore al Lavoro. Dovrà rispondere di corruzione perscandalo_in_siciliaescort_e_cose_vari_2 aver ricevuto 26.000 euro da Giacchetto in viaggi, contributi per spese elettorali e biglietti per lo stadio. La procura ha già inviato la richiesta di autorizzazione al Senato per il sequestro dei 26 mila euro. E poi l’ex presidente dell’assemblea regionale Francesco Cascio. Indagati pure gli ex assessori Santi Formica (Pdl) e Carmelo Incardona, all’epoca dei fatti di Grande Sud, come l’ex consigliere comunale di Palermo, Gerlando Inzerillo. Per tutti si ipotizza il reato di corruzione, eccetto che per Cascio, indagato per finanziamento illecito dei partiti assieme all’ex deputato regionale del Pd, Gaspare Vitrano, che era già imputato di corruzione in un’inchiesta sugli appalti dell’eolico. E ancora risultano indagati l’ex assessore al lavoro Lino Leanza (ex Mpa e poi Udc) l’ex deputato regionale del Pdl, Salvino Caputo e Salvatore Sanfilippo candidato sindaco a Santa Flavia. Indagato anche l’ex amministratore delegato del Palermo calcio, Rinaldo Sagramola. Giacchetto avrebbe acquistato spazi pubblicitari dal Palermo calcio fatturando cifre superiori a quelle pagate.

LE ESCORT – L’inchiesta è stata focalizzata sull’attività del Ciapi (Centro Interaziendale Addestramento Professionale Integrato) destinatario di un contributo di 15 milioni di euro finanziato dal Fondo Sociale Europeo. «Il presidente pro tempore ed il responsabile della comunicazione, con la complicità di altri funzionari pubblici – spiegano gli inquirenti – hanno ottenuto fraudolentemente contributi pubblici, utilizzando anche fatture false per oltre 40 milioni di euro». Parte dei contributi sarebbero stati utilizzati, tra l’altro, «per ragalie varie a noti esponenti politici, cui sono state finanziate anche le campagne elettorali». E ancora per viaggi, cene e serate con escort. In un secondo filone di indagine riguarda la gestione di «Sicilia Grandi Eventi». Gli stessi esponenti del Ciapi «attraverso una fitta rete di conoscenze e legami con funzionari pubblici», avrebbero pilotato gare d’appalto della Regione Siciliana.

IL PROCURATORE – «Dalle indagini è emerso che i fondi europei, che si dovevano impiegare per migliorare le nostre condizioni, sono stati sperperati in modo indecoroso per arricchire privati» ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo nel corso della conferenza stampa. «È un fatto riprovevole moralmente» ha concluso. Soddisfazione è stata espressa dal governatore Rosario Crocetta. «Esprimo con profonda convinzione gratitudine nei confronti della magistratura e della guardia di finanza che hanno svolto le indagini su episodi di corruzione registrati negli anni precedenti all’assessorato al Turismo -afferma- l’azione della magistratura aiuta la Regione e il popolo siciliano a liberarsi dal malaffare e dalla mala politica».

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Alfio Sciacca su Corriere.it

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