RUBY RUBACUORI/ Chi tentò di rubare quel fascicolo? E perché?

Dalla triste vicenda di soldi&sesso che ha per protagonisti Ruby Rubacuori e Berlusconi, spunta fuori un retroscena inedito e molto strano: alla fine di agosto “sconosciuti forzano la porta del capo dei Gip e cercano di aprire l’armadio dove sono custodite alcune carte dell’inchiesta” a carico di Mora, Fede e Minetti. Perché? Cosa cercavano?

di Carmine Gazzanni

La questione Ruby si tinge di una coloritura sempre più fosca. Mentre, infatti, Berlusconi non sa più cosa dire e scade nel più triste e triviale populismo con indecenti frasi da bar (“meglio essere appassionati delle belle ragazze che gay”) oppure accampa scuse che non si reggono in piedi (“non escludo che alcune manovre contro di me siano organizzate dalla malavita”), dalle indagini sul caso della giovane marocchina si aprono scenari imprevedibili.

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In questi giorni, infatti, assistiamo a dichiarazioni, più o meno ufficiali, da parte della Procura che sembrerebbero chiudere la vicenda. Una bolla di sapone, verrebbe da pensare. Prima infatti è stato detto che la Questura ha agito assolutamente secondo il preciso iter giudiziario nell’affidamento di Ruby a Nicole Minetti; poi è stato detto che il Presidente Berlusconi non è assolutamente iscritto nel registro degli indagati. Insomma, come detto, sembrerebbe tutto cadere nel vuoto.nicoleminetti

Ma ci sono alcune questioni che non tornano, alcune verità confessate, ma poi ritrattate immediatamente. Se, infatti, Ruby in un primo momento si era “sganciata” rivelando alcune verità importanti, in un secondo momento ha negato contatti con Mora, con Fede ed ha affermato di aver incontrato soltanto una volta Berlusconi (mentre prima si parlava di più incontri), il quale gli avrebbe regalato “soltanto settemila euro e una collana di Damiani”, quando invece, nei verbali, si legge che Ruby confessò alle amiche che Berlusconi le aveva regalato un’Audi R8.

Ed ancora. Silvio Berlusconi ha assicurato che Ruby, nei loro incontri, gli avrebbe detto di essere maggiorenne. Tesi, questa, confermata anche dalla stessa ragazza che, agli inquirenti, ha confessato: “raccontai di avere 24 anni”. Ma attenzione: qui la questione si ingarbuglia. Se Berlusconi pensava che Ruby fosse maggiorenne, perché chiamare in Questura e premere affinché fosse data in affidamento alla Minetti? I conti non tornano se si tiene conto che si va in “affidamento” proprio soltanto quando si è minorenni.

Ma non è finita qui. A rendere la situazione ancora più ingarbugliata ci pensano ultime indiscrezioni. Stando ad una nota dell’AGI la vicenda si contorna di altri particolari: già a luglio, infatti, la Procura aveva inviato ai giudici le richieste di intercettazione per Ruby, ma anche per Lele Mora. Ed inoltre già allora era stato aperto un fascicolo  per favoreggiamento alla prostituzione a carico dello stesso Mora, di Emilio Fede e Nicole Minetti.

Ma attenzione. Non è finita qui: alla fine di agosto “sconosciuti forzano la porta del capo dei Gip, Laura Manfrin, e cercano di aprire l’armadio dove sono custodite alcune carte dell’inchiesta. Due giorni dopo, nel mirino, finiscono porta e armadi dell’ufficio del Gip, Cristina Di Censo, titolare dell’indagine”. Insomma, sconosciuti hanno cercato di rubare e manomettere documenti delle indagini. La domanda sorge spontanea: perché mai?

E le stranezze continuano. La Procura, infatti, apre immediatamente un’inchiesta a carico di ignoti, pensando ci sia un legame con l’indagine a danno dei tre “big” Mora, Fede e Minetti. I controlli, tuttavia, non portano ad alcuno risultato e alla fine il caso viene archiviato.

Ma è interessante anche conoscere un altro particolare. Quali erano le carte che interessavano i ladri infiltratisi in Procura? Da alcune indiscrezioni pare che i documenti in questione fossero quelli riguardanti le dichiarazioni di Ruby alle feste ad Arcore a cui avrebbero partecipato due ministre, una conduttrice televisiva e Noemi Letizia.

Probabilmente è solo una coincidenza, uno scherzo del caso. Ma considerando che prima di alcuni giorni fa nessuno conosceva ancora quest’indagine, le perplessità sono difficili da smontare.

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