ROTTAMATORI/ Pd, Matteo Renzi parla da…capo

Quelli che … quando passano fischia tutta la città.

Li chiamano i “rottamatori”. O meglio la “ghenga dei rottamatori”. O ancora i ”Matteo boys“. Sono spietati, non hanno rispetto per gli anziani (quelli del Pd). Vogliono mandare a casa i baroni del Partito Democratico a colpi di bresaola, per i nordisti, e salumi toscani per il resto. Sono temuti dai vertici del partito, si pongono come le forze nuove, le idee nuove. Sono i “bulli della politica”.

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Vogliono capire dove vuole andare il Pd. Un mistero questo per tutti. Ma i fischi se li sono beccati anche loro, dai Circoli del partito a Roma. I fischi ormai se li beccano tutti e i rapporti con il quartier generale del Pd  crollano e diventano sempre più oscuri. Inspiegabilmente, la convention nazionale dei Circoli democratici è stata spostata , dalla fine di ottobre ai primi di novembre, negli stessi giorni di “Prossima fermata Italia”.

Matteo Renzi, sindaco di Firenze e capo dei rottamatori, non si nasconde e afferma: Non pensavo che la paura della rottamazione facesse questo effetto”. Il trentacinquenne Toscano, ex arbitro di calcio ed ex educatore degli scout, vuol dare il pensionamento “anticipato” ai dinosauri del Pd. Uno scontro a viso aperto, una lotta quasi impossibile. D’Alema? A casa. Bersani? A casa. Finocchiaro? A casa. Veltroni? In Africa.

Renzi da qualche settimana accumula gettoni di presenza in note trasmissioni televisive. Fa sul serio. Si è messo in testa di mandare a casa i vecchi e sta facendo di tutto per raccogliere consensi. L’impresa è ardua, ma lui stufo di vedere scaldare le poltrone organizza nel fine settimana, appena trascorso,“Prossima fermata Italia”, da lui stesso definita una “semplice chiacchierata sul futuro dell’Italia”. Un’incontro tra trentenni riformatori-rottamatori incentrato sul dibattito della precarietà, sulla legalità, sul debito pubblico e sulla voglia di mandare a casa i vecchi.

È il sindaco più amato d’Italia, è giovane, deciso e pragmatico. Sfida i guru della sinistra che a loro volta lo definiscono “maleducato” (Finocchiaro). Ma lui è coraggioso, vuole fare piazza pulita nei vertici del partito perché dice : “Nel mondo cambiano i politici e i partiti sono gli stessi. In Italia cambiano i partiti ma i politici no”. Chiara e diretta la semplificazione storico-politica dei partiti italiani.FirenzelIBMlavorerconMatteoRenzi

Ma Matteo Renzi è credibile? Dal suo volto pinocchiesco una persona direbbe di no, eppure è sostenuto da migliaia di persone. Il suo marketing politico va a gonfie vele. In un mese la sua popolarità è cresciuta moltissimo.

A Firenze lo amano e sono già pronti, alla fine del mandato, a rinnovargli la fiducia. Ha aperto una frattura nel partito. I senatori fanno finta di niente, ma lui è lì convinto, e segue la sua strada. Bersani alla convention di Firenze non c’era e Staino (noto vignettista) si chiede perché. Vuoi vedere che il segretario del Pd è permaloso?

Ce la farà Renzi a salire sempre più in alto fino ai vertici del partito? Riuscirà a spodestare gli ancorati D’Alemiani, Prodiani ecc. dalle loro posizioni? L’impresa appare ardua o quasi impossibile.

Ma lui, intanto, va avanti con gli incentivi sulla rottamazione.

 

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