Roma capitale degli sprechi: 3 direttori per una sola Asl

La Asl di Roma si ritrova con tre direttori generali: Franco Condò nominato da Francesco Storace nel 2009 era stato “rimosso dalla carica per gravi disavanzi digestione negli esercizi finanziari del 2003/2004/2005”. Oggi viene reintegrato nel ruolo perché ha vinto il ricorso al Tar. Intanto come direttore – con un contratto che scadrà a novembre – c’è ancora Maria Sabia nominata da Renata Polverini. Il caso Sabia rasenta il paradosso: prima fa entrare dalla finestra Condò, nominandolo suo consulente, poi viene condannata per danno erariale dalla Corte dei Conti. Intanto la Sabia è direttore generale della stessa Asl contro cui ha mosso una causa per “licenziamento illegittimo”, che vince. Terzo direttore è Angelo Tanese, voluto dal nuovo presidente Zingaretti ed insediatosi con necessità “al fine di garantire un’efficace azione di riordino presso la Asl”.

 

di Maria Cristina Giovannitti

asl_romaChe confusione la storia dell’Azienda Ospedaliera Locale di Roma. Con la nuova giunta Zingaretti viene sfornato nuovo di zecca, ed anche con una certa velocità, il direttore generale della Als di Roma, Angelo Tanese. L’Azienda Ospedaliera è un servizio primario per mezzo milione di cittadini ed ora riunisce i municipi di Prati, Aurelia, Monte Mario e Cassia Flaminia.

Per questo motivo, e con celerità, Zingaretti vuole Tanese e lo mette per iscritto nell’urgente decreto: “Al fine di garantire un’efficace azione di riordino presso la Asl”. Peccato che la nomina di direttore di Tanese, più che riordino, contribuisce a creare confusione perché si somma a quelle di altri due direttori generali, Sabia e Condò.

IL DIRETTORE CONDO’ ESCE DALLA PORTA ED ENTRA DALLA FINESTRA – Il primo direttore generale della Asl di Roma è stato Franco Condò ma nel 2009 viene rimosso dalla carica. Piero Marrazzo, allora Presidente della Regione, giustifica questa scelta scrivendo nella delibera che Condò è accusato di aver creato: “gravi disavanzi di gestione per gli esercizi finanziari tra il 2003/ 2004/ 2005”. Inoltre a questo si aggiungono altre inadempienze come per esempio la violazione dei principi di buon andamento dell’amministrazione, violazione di legge ed ulteriori gravi motivi riconducibili al mancato rispetto degli indirizzi regionali in materia di mantenimento dei costi.

Insomma una serie di motivi che decurtano Condò, il quale – però – esce dalla porta e rientra dalla finestra grazie a Maria Sabia, il nuovo direttore generale nominato dall’allora presidente della Regione Renata Polverino. Sabia, una volta insediatasi alla carica, nomina Condò – lo stesso che era stato espulso dalla Asl – come suo consulente. Intanto Condò fa causa alla Asl e vince il ricorso al Tar. Ciò significa che per ora è in una sorta di limbo: sarà reintegrato come direttore generale seppur – per il momento – resta sospeso senza percepire stipendio.

 

asl_roma_condo_sedeIL CASO DI MARIA SABIA CHE FA CAUSA ALLA ASL DOV’E’ DIRETTORE – Questa vicenda è davvero particolare: Maria Sabia è direttore amministrativo della Asl di Roma dal 2003 al 2005 dopodiché viene licenziata. Nel periodo in cui è disoccupata fa causa all’Asl per “licenziamento illegittimo. Intanto viene coinvolta, insieme a Franco Condò, nell’indagine della Corte dei Conti per danno erariale per alcuni lavori di ristrutturazione dell’Ospedale S.Spirito di Roma non fatti bene al punto che dopo alcuni mesi si sono spesi altri soldi per gli stessi lavori.

Nonostante questi precedenti, una volta decurtato Condò il presidente Polverini la sceglie per essere alla guida della Asl di Roma, come se avere una causa proprio contro l’Azienda ed  un’accusa di danno erariale fossero i giusti requisiti per essere il nuovo direttore generale. La Sabia rientra nella Asl però stavolta la situazione è paradossale: al contempo è in causa contro se stessa in un evidente conflitto d’interessi. I giudici emettono la sentenza: la Asl deve risarcirle 157.636 euro più le spese legali fino al giorno in cui la cifra non sarà liquidata.

Questo significa che il nuovo direttore vedrà la cifra del risarcimento lievitare per ogni giorno di ritardo nel pagamento. Ecco perché la Asl cerca di pagare il suo direttore il prima possibile con 229.260 euro di risarcimento, come scritto nella determina. Intanto anche Maria Sabia è direttore generale, per lo meno fino alla scadenza del contratto a novembre.

Nel Paese di pulcinella, quindi, accade anche questo: direttori rimossi a rientrati per vie traverse ed una sola Asl che si ritrova con tre direttori alla guida ma soprattutto tre stipendi da pagare.

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