ROBA DA PDL/ Al rogo gli omosessuali. Ma Silvio candida il fidanzato di Alfonso Signorini

Silvio Berlusconi non si smentisce mai. Dopo aver inserito nelle sue liste una decina di candidature impresentabili ecco che spunta anche quella incoerente. Si tratta di Paolo Galimberti, compagno di vita di Alfonso Signorini e piazzato all’ottavo posto al Senato delle liste Pdl in Lombardia. Il suo nome è stato inserito certamente per la sua amicizia con Marina Berlusconi e spinto anche dalle performance positive di Signorini nei confronti del Cavaliere. Eppure il Cav non si è mai pronunciato a favore delle coppie di fatto, dell’adozione di bambini da parte di coppie gay o di diritti per gli omosessuali. Insomma, si tratta dell’ennesima azione incoerente di B.

 

di Viviana Pizzi

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Siamo in piena campagna elettorale e di spulciare le liste non si finisce mai. E dopo una serie di candidature impresentabili arriva la prima “candidatura incoerente”. Si tratta di quella di Paolo Galimberti, compagno di vita del direttore del settimanale “Chi” Alfonso Signorini, sistemato all’ottavo posto delle liste Pdl al Senato in Lombardia.

Candidatura blindata? Certo che sì se si pensa che prima di lui ci sono altri sette nomi corrispondenti ad altrettanti pezzi da novanta. Il numero uno infatti è proprio Silvio Berlusconi che potrebbe scegliere altre regioni per entrare a Palazzo Madama, poi Roberto Formigoni che potrebbe andare a governare la Regione Lombardia e lasciare il posto al Senato.

Poi Bondi, Bonaiuti, Mantovani, Romani e Caliendo candidati anche loro in altre circoscrizioni. Poi c’è lui Paolo Galimberti che nonostante la sua dichiarata omosessualità non ha mai nascosto il suo “amore politico” per Silvio Berlusconi. Lo stesso Cavaliere che è stato difeso a spada tratta proprio da Alfonso Signorini durante il periodo di caduta libera della popolarità dovuta al Bunga Bunga.


IL PERCHÈ DELLA CANDIDATURA DI GALIMBERTI: UN RICONOSCIMENTO DEL BUON LAVORO DI SIGNORINI

Era il periodo nero del berlusconismo. Veronica Lario lasciava per sempre suo marito salvo chiedere poi un risarcimento di centomila euro al giorno per i danni subiti. Patrizia D’Addario apre i suoi diari e racconta dei rapporti sessuali col Cavaliere. Poi c’è la storia della diciottenne Noemi Letizia per finire alla colossale bugia di Berlusconi per salvare dalla Questura di Milano l’ormai nota Ruby Rubacuori.

E così mentre tutti lo attaccavano per aver detto che “Ruby era la nipote di Mubarak”, che faceva Alfonso Signorini? Invitava la donna al suo programma del 2011 denominato “Kalispera” in onda su Canale 5  e le permetteva di dichiarare pubblicamente di “avere un fidanzato che la amava molto e di non aver mai fatto sesso con Berlusconi.

berlusconi-signorini-fidanzato_candidatoIn molti parlarono allora di un’intervista concordata con lo stesso Berlusconi che ebbe allora il merito di rendere il Cavaliere un po’ meno antipatico agli occhi delle masse che lo guardano acriticamente e che non riescono a coglierne le strategie e le menzogne. Pur di salvare la faccia si rivolge al direttore di giornali gossippari più vicino a lui : Alfonso Signorini. Un lavoro che lo stesso Berlusconi ha giudicato buono tanto da permettere l’ingresso delle liste del Senato proprio a quel Paolo Galimberti imprenditore in Euronics e presidente dei giovani di Confcommercio di entrare nelle sue liste.

Nel suo curriculum risultano anche frequentazioni con Marina Berlusconi. La sua è una rappresentazione di un berlusconismo anarchico che non tiene conto delle ideologie di partito. Soprattutto di una importante che segna l’inizio della candidatura incoerente. Il Cavaliere, che tanto si è espresso sempre in maniera contrastante sui diritti degli omosessuali poi si mette in casa un gay dichiarato? A noi, nonostante le cose che Berlusconi deve a Signorini, pare alquanto strano.


CANDIDATURA INCOERENTE: UN GAY IN UNA COALIZIONE CHE ODIA I GAY

Per Silvio Berlusconi ora qualsiasi cosa fa brodo pur di vincere le elezioni e superare il Pd nei sondaggi. Per questo motivo la candidatura di Galimberti avrebbe potuto anche significare quell’apertura al mondo omosessuale tanto decantata poco meno di un mese fa.

Nella quale disse che “se si ha una maggioranza che consente di cambiare il codice civile, si possono riconoscere anche giuridicamente le coppie di fatto anche omosessuali”.

Un’apertura che però, lo ricordiamo, arriva dopo molte altre chiusure avvenute negli anni. Per questo ci chiediamo: come farà Galimberti a stare in una coalizione e sedere negli stessi banchi del Senato con chi nel novembre scorso ha votato e fatto bocciare, insieme all’Udc di Casini la proposta di legge contro l’omofobia portata in aula da Pd e Idv? Noi pensiamo che sia difficile perché proprio i suoi colleghi di partito dissero no a una proposta che portava all’equiparazione dei reati contro gli omosessuali a quelli di tipo razzistico.

La chiusura di Berlusconi al mondo gay non si ferma qui purtroppo. Era il 26 febbraio del 2011, quando le elezioni erano lontane ma aveva ancora dalla sua parte la Chiesa nonostante il Bunga Bunga. Nei tempi in cui l’alleanza con la Lega era solida arriva quella che suole definirsi una mazzata nei confronti del mondo omosessuale. Nonostante tra i suoi amici fidati ci fossero già Signorini e Galimberti.

Chissà se lo avranno ascoltato quando ha dichiarato che “finché il Pdl sarà al governo non ci sarà mai un’equiparazione tra matrimoni tradizionali e unioni gay, così come non ci saranno adozioni per genitori single.

Certo cambiare idea si può. Noi però ci chiediamo come si comporterà Galimberti qualora venga eletto al Senato quando si tratterà di votare leggi in favore o contro il mondo omosessuale. Seguirà le direttive del Cavaliere votando contro i suoi principi di gay oppure voterà le leggi in favore del suo orientamento sessuale tradendo di fatto le direttive del suo capo politico?

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Certo è che il dubbio amletico potrebbe accompagnarlo per tutta la legislatura. Per questo motivo la sua con il Pdl sarà bollata come la più grande “candidatura incoerente” delle elezioni politiche del 2013. Se sarà eletto e se finirà nella lista nera dei senatori con più voti ribelli lo sapremo soltanto nei prossimi mesi grazie al fedele studio dei colleghi di Openpolis. Di certo anche noi seguiremo con attenzione le sue votazioni al Senato per capire se oggi abbiamo ragione nel definire il suo comportamento politico incoerente.

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