RIVOLUZIONE CIVILE/ Ecco il programma Arancione: mafia zero, nessun privilegio, diritto al lavoro.

Partito personale, movimento di giudici, cartello elettorale e chi più ne ha più ne metta. Con queste parole l’informazione di regime, quella che appoggia le candidature di Monti, Berlusconi e Bersani, dipinge il neonato Movimento “Rivoluzione Civile”. Come abbiamo già visto, lo spazio dedicato a questo movimento è nettamente inferiore a quello di cui dispongono i concorrenti che combattono all’interno degli schemi.

 

di Viviana Pizzi

rivoluzione-civile-ingroia_programma_elezioni_2013In pochi si sono fermati a capire quale fosse l’identità del movimento. Soltanto quei giornali liberi, quelli non chiamati a distorcere la realtà in base agli interessi di questo o quel politico. Dei dieci punti con i quali Rivoluzione Civile si appresta a entrare nella carovana elettorale si sa davvero poco grazie soprattutto a un’informazione manipolata. Le adesioni, annunciate dallo stesso Antonio Ingroia,  fanno capire che si tratta di un movimento che combatterà le mafie. Il sostegno dell’associazione Libera, la candidatura di Franco La Torre (figlio di Pio La Torre) e l’appoggio di Salvatore Borsellino dicono questo: si tratta di un movimento contro la malavita organizzata.


LEGALITÀ E ANTIMAFIA AL CENTRO DEL PROGRAMMA

Vogliamo che la legalità è la solidarietà – si legge nel primo dei dieci punti presentati– siano il cemento per la ricostruzione del Paese e vogliamo – aggiungono nel quarto – una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo non solo il contenimento ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico”.  Tutto questo significa quindi che Rivoluzione Civile non candiderà inquisiti nelle proprie liste. Al contrario di chi ha permesso che entrassero nelle primarie e le vincessero anche.

Ci vogliono regole certe per l’incandidabilità dei condannati e dei rinviati a giudizio per i reati gravi. Con il ripristino del reato di falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi eliminando le leggi ad personam. Le persone della società civile che entreranno nelle liste avranno un Dna “pulito” e libero da qualsiasi commistione con le aule di giustizia. Perché per lottare contro la mafia non bisogna “far infiltrare” gente che ci ha avuto a che fare nel presente e nel passato. Una ventata di aria nuova che si vedrà nell’atto della presentazione delle liste elettorali. Candidati che verranno selezionati in base alla competenza, al merito e al cambiamento.

 

RIVOLUZIONE CIVILE E I PARTITI DELL’ALLEANZA

Le polemiche sui partiti all’interno del movimento “Rivoluzione Civile” sono state superate. C’era chi vedeva nell’alleanza una possibilità per Italia dei Valori, Verdi, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Federazione della Sinistra di riciclarsi.

La risposta a questo problema è stata già fornita: Antonio Ingroia sarà capolista alla Camera in tutte le circoscrizioni d’Italia. Al secondo posto saranno inserite persone della società civile ( es come Franco La Torre) e solo al terzo posto verranno i partiti. Qualche personaggio di questi ultimi potrà essere eletto ma la preferenza si da alle persone nuove e pulite. Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, si è detto “onorato di cedere il posto di capolista ad Antonio Ingroia”. Angelo Bonelli dei Verdi sta meditando anche di non candidarsi affatto. Diliberto e Ferrero si comporteranno come l’ex pm dell’Italia dei Valori: cederanno il passo alle personalità della società civile.

 

RIVOLUZIONE CIVILE: C’È ANCHE LA LAICITÀ DELLO STATO

Rivoluzione Civile non è solo lotta antimafia. Gli altri sette punti del programma dimostrano che non si tratta di un cartello elettorale ma di idee studiate a tavolino.

Nel secondo dei dieci punti si parla di laicità dello Stato. Tutto questo significa eliminare qualsiasi privilegio finora concesso alla Chiesa cattolica. Quello più scandaloso l’esenzione dal pagamento dell’Imu. Al centro di tutto anche i diritti della persona e le differenze di genere. Questa ultima specifica riguarda soprattutto la tutela delle donne e del loro ruolo nella società. Oggi lavora soltanto una donna su due, poche quelle inserite nella vita politica. Su questo lavorerà Rivoluzione Civile. La sua politica sarà tutta indirizzata al loro inserimento nel mondo del lavoro. Un passo che le aiuterà anche nella lotta contro la violenza. Perché una donna che lavora è meno subordinata economicamente al marito e in caso di violenze, può più liberamente uscire dalla spirale e rendersi autonoma. Diritti della persona significa anche tutela delle persone omosessuali per i quali verranno proposte leggi che li riconoscano meglio nella società.

 

RIVOLUZIONARE CON L’EDUCAZIONE

Rispettare le donne e le persone lo si fa garantendo una scuola pubblica migliore. Che valorizzi gli insegnanti e gli studenti con l’università e la ricerca non sottoposta al controllo dei privati. Solo con una scuola che educhi bene i propri giovani si può rivoluzionare l’Italia. Un docente valorizzato si presenta al lavoro con più voglia di fare e si pone meglio nei confronti degli studenti che sono i veri destinatari del sapere. Coloro che non dovranno essere educati soltanto con delle semplici nozioni ma con dei valori che arriveranno con una scuola pubblica non più vista come un’azienda privata ma come un laboratorio di vita e di cultura.

 

RIVOLUZIONARI PIU’ SANI E CON PIÙ DIRITTI

Una persona che è impegnata nella rivoluzione civile deve avere dalla sua parte la sanità. Con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del settore. La salute del cittadino passerà anche per il rispetto dell’ambiente. Un rivoluzionario che quando lavora ha più diritti e per il quale venga rispettata la democrazia nei luoghi di lavoro con il ripristino al reintegro se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento. La contrattazione collettiva nazionale del lavoro deve tornare ad essere al centro della scena politica. Su questo ultimo aspetto non si dice altro di più di quello già chiesto nei referendum portati avanti dai partiti politici con la richiesta dei referendum per i diritti dei lavoratori.

Per garantire più lavoro è necessario che gli imprenditori possano sviluppare progetti di ricerca senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse. Senza più banche che chiedano e ottengano, come è avvenuto negli ultimi tredici mesi , che chiedano di incrementare le proprie entrate a svantaggio di chi è costretto a chiudere le proprie aziende creando poi aumento della disoccupazione e scatenando poi il fenomeno dei suicidi economici. Basta a tutto questo con la redistribuzione di tasse e tributi.

RIVOLUZIONARE INFORMANDO

Un obiettivo importante della Rivoluzione civile è anche quello di ristabilire un equilibrio all’interno del sistema informazione. Uscire dalla lottizzazione tutta Udc- Pdl- Pd e gli altri quotidiani nazionali. Per farlo è necessario innanzitutto che tutti i partiti, non solo quelli della coalizione che sostiene la rivoluzione, escano dal consiglio di amministrazione della Rai. Successivamente è necessario che escano anche da quelli degli altri enti pubblici.

In generale però l’informazione non dovrebbe essere soggetta ad alcun tipo di bavaglio. Solo promuovendo la conoscenza integrale di ciò che accade è possibile esserne consapevoli e fare qualcosa di effettivo per cambiare le sorti dell’Italia. Se la verità viene ogni giorno coperta dagli interessi di questo o di quel partito la rivoluzione sarà un obiettivo sempre più lontano.

Questo è lo schema della Rivoluzione Civile. E questi i suoi punti del programma.  E’ tutto nero su bianco anche sulle pagine dei social network dedicati. Che ogni giorno aumentano le loro iscrizioni. Sui giornali e le televisioni “tradizionali”? Emergono solo le polemiche.

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