RIMBORSO IMU/ Ecco come fare per recuperare l’intero maltolto versato nel 2012

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È la tassa più odiata dagli italiani, quella che al 50% della popolazione ha tolto la possibilità di festeggiare un Natale dignitoso. Ci sono famiglie che hanno pagato fino a 1.400 euro. Ora però arriva una novità che riguarda la possibilità di richiedere il rimborso per quanto versato alle casse dello Stato nell’arco del 2012. La motivazione risiede nell’incostituzionalità dell’Imu, certificata anche dall’UE. Risultato: i cittadini italiani potrebbero recuperare miliardi di euro. All’interno dell’articolo abbiamo inserito la possibilità di scaricare in formato pdf il modello per il rimborso dell’Imu.

 

IL PERCORSO PER RECUPERARE IL DENARO

L’Imu è un’imposta municipale propria. Ed è proprio per questo motivo che le richieste di rimborso vanno presentate al Comune dove l’immobile per cui si è pagato è ubicato e deve essere corredata di ricevute di pagamento.

Per completare la domanda non bisogna recarsi da nessun consulente o associazione di categoria, perché può essere scaricata gratuitamente da qui ed essere compilata senza spendere alcuna forma di denaro. Il modello è conforme in base a quanto previsto dall’articolo 6 al comma 3 dello statuto del contribuente.

Esiste naturalmente un termine entro il quale bisogna presentare le domande ed è fissato entro il 28 febbraio 2013.

C’è  tuttavia il rischio che il Comune di competenza non dia alcuna risposta all’istanza di rimborso. Così come avviene sul versante giudiziario si può proporre appello alla Commissione Tributaria Provinciale evidenziando le ragioni di incostituzionalità dell’odiosa imposta varata dal Governo Monti.

Il procedimento va avanti anche  chiedendo la remissione degli atti alla Corte Costituzionale. Successivamente se una delle Sezioni di Commissioni Tributarie italiane verifica la fondatezza e la rilevanza della questione di costituzionalità proposta rimetta gli atti alla Corte Costituzionale che sarà tenuta ad esaminarla e pronunciarsi.

I contribuenti interessati potranno chiedere e ottenere il rimborso di quanto pagato soltanto se l’imposta verrà dichiarata anticostituzionale. 

LE MOTIVAZIONI DEL RICORSO

Il rimborso è dovuto soltanto se la quota Imu è superiore a dodici euro. L’unica motivazione che spinge a ottenerlo è proprio l’incostituzionalità della norma.

Tutto questo deriva dall’applicazione imposta dal decreto legge 201/ 2011 in merito alla crescita dei conti pubblici in una particolare situazione di crisi.

Quali sono i vizi contestati all’Imu? Hanno origine e derivazione dalla scelta di sviluppo della sua base imponibile che si identifica nei valori immobiliari rivalutati di colpo e di imperio in forma lineare.

Secondo l’applicazione del decreto legge non hanno alcun collegamento con i valori economici reali sottostanti ed in più senza flessibilità nella previsione di criteri correttivi successivi.  

Una flessibilità che sarebbe necessaria proprio per la caratteristica principale dell’imposta Imu che è e resta una patrimoniale permanente.

Nella meccanica della valutazione dell’Imu risiede anche l’errore iniziale della moltiplicazione della tassa che si amplifica proprio con l’avanzare della crisi. Ridotta in termini poveri lo sbaglio è quantificato con l’aumento esponenziale della tassa imposta proprio quando le casse dello Stato sono più vuote. Naturalmente proprio quando il cittadino, schiacciato dagli effetti della crisi (disoccupazione, pil in calo ecc) si trova a dover pagare un ‘imposta che rischia anche di quintuplicarsi.

Un altro errore del calcolo del valore dell’Imu è riferito ai valori immobiliari. Questi ultimi infatti scendono però il debito che deriva dalla tassa è sempre uguale.

Il principio anticostituzionale della tassa è riferito proprio alla incapacità dei più poveri a far fronte a questa tassa evidenziando la diseguaglianza sociale.

Un esempio pratico: l’Imu viene calcolata soltanto in base al valore della casa senza tener conto delle effettive capacità del proprietario di pagarla o meno. Due case di cento metri quadrati possono essere infatti possedute sia da un impiegato statale con stipendio fisso e quindi in grado di far fronte alla spesa, sia a un disoccupato che magarti ha ereditato l’immobile da parenti defunti.

Nel secondo caso, in contrasto con quanto impone la Costituzione, si toglie al secondo il diritto di poter disporre del proprio bene mettendolo in condizione (in caso di indigenza) di disfarsene.

È questo un assurdo ulteriormente incostituzionale perché da una parte la Costituzione favorisce l’accesso alla “proprietà dell’abitazione” e “tutela il risparmio”, dall’altra parte l’Imu va in direzione radicalmente opposta: non favorisce l’accesso ma il decesso della proprietà dell’abitazione, non tutela ma attenta alla base stessa del risparmio. 

QUANTO INCASSATO DALLO STATO E QUANTO SI POTREBBE RECUPERARE

In totale lo Stato dal pagamento dell’Imu ha incassato 24 miliardi di euro. Tre solamente dal pagamento delle imposte sulla prima casa.

Una richiesta totale o parziale di rimborso dell’imposta potrebbe portare anche al recupero di metà di questi fondi.  Cosa che di certo aumenterebbe il debito pubblico dell’Italia di qualche miliardo di euro ma che di fatto sarebbe ininfluente visto che ormai alla fine del 2012 è stata superata la soglia dei duemilamiliardi.

Per ogni cittadino però recuperare il denaro speso potrebbe significare però rientrare in possesso di quella fonte necessaria per una vita dignitosa. Per ora non si hanno ancora stime ufficiali di quanti cittadini abbiano finora presentato la domanda. Fino al 28 febbraio, data di scadenza, il numero però è destinato ad aumentare in maniera vertiginosa.

E nel caso in cui la Corte Costituzionale ritenga fondati i motivi di ricorso dei cittadini questo significherebbe una sola cosa per il Governo Monti: un altro fallimento, un’altra legge sbagliata dopo quella sul lavoro. Chi ne paga le conseguenze? Come al solito i cittadini.

SCARICA IL MODELLO RIMBORSO IMU – CLICCA QUI 

PRECISAZIONI A CURA DELLA REDAZIONE

Non fatevi ingannare da chi dice che è una bufala. Diverse associazioni consumatori – da Altroconsumo, a Contribuenti.it fino a Sportello Consumatori e Lega Consumatori – si stanno muovendo in questo senso, per presentare ai comuni la domanda di rimborso dell’Imu.

Il modello di rimborso Imu che trovate su L’Infiltrato, scaricabile in formato pdf, è stato ripreso dal sito del Comune di Darfo Boario Terme, ripulito da ogni riferimento specifico del Comune in questione e adattato – a norma di legge – affinchè fosse presentabile in tutta Italia.

Ma basta andare sul sito del proprio Comune di residenza per trovare il modello specifico da scaricare e presentare all’Ufficio Tributi.

Per quanto riguarda l’incostituzionalità dell’Imu, la conferma ufficiale si è avuta leggendo il “Rapporto 2012 su Occupazione e Sviluppi Sociali” redatto dall’Unione Europea, che ha definito l’Imu in violazione di almeno tre principi costituzionali.

Buon 2013.

 

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