RIMBORSI ELETTORALI/ Quanto prenderanno i partiti? Ma Fini, Ingroia e Giannino a bocca asciutta.

Il momento clou è arrivato. Sui partiti entrati in Parlamento – Movimento 5 Stelle compreso – sta per piovere una marea di denaro. 159 milioni di euro per la precisione. Quanti rinunceranno? Ma ecco le cifre, sigla per sigla.

 

rimborsi_elettorali_febbraio_2013Quasi 160 miloni. Per la precisione, 159: sono gli euro di rimborsi elettorali che spettano ai partiti reduci dalla “battaglia” del 24 e 25 febbraio. Il conto lo fa Repubblica, che ironizza: chissà che nostalgia, per i tesorieri, pensando ai 407 milioni complessivi incassati nel 2008, prima del taglio (parziale) ai costi della politica. In ogni caso, è una pioggia di soldi che innaffia tutti quanti. O almeno, chi in Parlamento ci è entrato.

SOLDI PER TUTTI (O QUASI) – Fini, Ingroia, Giannino e Di Pietro, quindi, resteranno a bocca asciutta e il dolore delle tasche sarà pari a quello dell’orgoglio. A ridere, invece, sono partiti lillipuziani come Grande Sud (350mila euro), I tirolesi del SVP (366mila euro), il Mefagono di Crocetta (398mila euro), il Centro Democratico (422mila euro). Poi si sale, leggermente, con Udc (1,5 milioni), Fratelli d’Italia (1,6 milioni) e Sel (5,1 milioni). Mario Monti, gran deluso di queste elezioni, perlomeno incasserà due volte: 7,1 milioni alla Camera con Scelta civica e 8 milioni al Senato con l’omonima Lista Monti. In calo di consenso ma quinta per ordine di rimborsi è la Lega Nord, a quota 7,3 milioni.

GRILLO STRAPAGATO, MA… – Sul podio, naturalmente, i primi tre partiti italiani per seggi e voti complessivi. Il Pdl incasserà 38 milioni, il Pd 45,8 milioni. E il Movimento 5 Stelle? Grillo ha fatto il boom nelle urne e non solo: il Movimento ha diritto a 42,7 milioni di euro, un bel gruzzolo. Il guaio, o la fortuna (visto che su questo i grillini hanno basato gran parte della loro campagna elettorale), è che quei soldi i 5 Stelle non possono prenderli. Le nuove norme, infatti, prevedono che un partito, per godere del rimborso elettorale, debba dotarsi di uno statuto. Il “non partito” di Grillo, al massimo, ha un “non statuto”. Quindi? Per chi come i 5 Stelle ha sempre fatto guerra all’idea stessa di rimborso (considerato un finanziamento pubblico), difficile pensare a una retromarcia, altamente impopolare.

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