RIFORMA GELMINI/ Roma, l’epicentro della protesta

Nella giornata convulsa di ieri, Roma ha rappresentato l’epicentro nazionale della protesta. Mentre a Montecitorio si votava il DDL Gelmini, le strade della capitale si riempivano di manifestanti pronti a battagliare pur di difendere il proprio futuro. Resoconto di una giornata molto particolare e dal sapore sessantottino…

riforma_gelmini_protesta_romaAlle 10:00 di ieri mattina studenti di ogni facoltà della Sapienza si sono riuniti in un corteo “contro il governo, contro l’ignoranza”; fuori da piazzale Aldo Moro si sono poi riversati in strada, direzione Termini. In via San Martino della Battaglia vengono raggiunti da un secondo corteo, questa volta costituito da studenti medi: insieme ancora una volta fanno sentire la loro voce, partono i cori e il fumo dei bengala colora il cielo grigio che accompagnerà con la sua pioggia tutta la manifestazione.

Da qui il corteo procede fino a Termini, accogliendo altri studenti che lo hanno raggiunto a mano a mano che avanzava, per poi raggiungere la stazione e proseguire per via Cavour: qui il corteo è arrivato a grosse dimensioni, tanto da non riuscirne a scorgere la testa o la coda. Per strada i canti si alzano fino alle finestre dei palazzi che li circondano, spesso suscitando l’approvazione di chi li osserva, i venditori ambulanti invece approfittano dell’occasione, si sono procurati fischietti da vendere ai manifestanti. “Difendiamo il nostro futuro!”, si sente, fino a quando i cori non raggiungono anche via dei Fori Imperiali. Qui il corteo decide di dedicare un minuto di silenzio alla “morte del diritto allo studio”.

Sempre numerosissimi gli studenti arrivano a piazza Venezia, passano per via delle Botteghe Oscure e Largo Argentina, la meta è Montecitorio. Ma una volta arrivati al Pantheon si scopre che il corteo non vi può accedere: si decide di tornare ed organizzarsi ad Argentina. Da qui ripartono per attraversare il Lungotevere e via di Ripetta; i manifestanti entrano finalmente in via del Corso, provando di nuovo a raggiungere la sede della Camera. Ma la strada è barricata, le camionette della Polizia occupano il passaggio, la tensione sale e Forze dell’Ordine e studenti si scontrano.

Ci sono attimi di panico, in un primo momento c’è un fuggi-fuggi generale, qualcuno se ne è andato, ma presto la folla si ricompatta. Dopo gli scontri il corteo si sposta a Piazza del Popolo, pare ci sia stato almeno un fermato tra i ragazzi dopo le cariche della Polizia. Intonando “Università libera!” bloccano il traffico presso Muro Torto, invadono ancora le strade della città, occupano poi i binari della stazione Termini. Alle 18:40 lasciano Termini per tornare alla Sapienza e discutere delle prossime mosse da compiere in attesa del risultato della votazione e dei prossimi sviluppi.

Sicuramente, l’aver saputo gli esiti della votazione alla Camera ha gettato i ragazzi nello sconforto, ma nei giorni a venire sono annunciate nuove clamorose forme di protesta.

 

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