RENZI/ Il camper del rottamatore, a metà tra Berlusconi e Grillo

Il camper di Matteo Renzi è arrivato anche al Centrum Palace di Campobasso. Sala gremita, ironia velata alla Benigni, rottamatore di applausi, alla ricerca dei consensi di tutti quelli che non si riconosco più né a destra, né a sinistra. Eppure il suo populismo, la politica del ‘porta a porta’ fatta con un camper, la voglia di un governo giovane, composto da persone comuni ci ricorda tanto lo slogan grillino: “uno vale uno”. Mentre il popolo italiano non si riconosce più nei partiti e nelle ideologie, il sindaco di Firenze spara le sue cartucce per le primarie, a metà tra Berlusconi e Grillo: in media stat Renzi.

 

di Maria Cristina Giovannitti

matteo-renziOre 18.30 spaccate, al Centrum Palace di Campobasso, introdotto dal consigliere provinciale Micaela Fanelli, prende la parola Matteo Renzi, sindaco di Firenze in cerca di appoggi politici per le prossime primarie. Non delude il copioso pubblico che ride e applaude le sue battute e i suoi buoni propositi: “Ho 37 anni e mi accusano di essere troppo giovane, eppure mi presento con serietà ed autorevolezza”. Così esordisce dopo un paio di battute che ricordano l’ironia fiorentina di Benigni. Sottolinea la grave ferita che da anni lacera il centrosinistra e che, per ben due volte, ha fatto cadere il governo Prodi. Come non dargli ragione? Eppure lui sembra non fare molto per risanare questa rottura interna: “Se il mio partito -il Pd- avesse le mie idee non avremmo Beppe Grillo al 20 percento. Un paese civile prende le fatture e le mette on line per farvi capire come si spendono i vostri soldi. Io spero che il Pd metta on line le fatture pagate negli ultimi tre anni».

E allora quale sarebbero le idee di Renzi? Ovviamente la politica del nuovo: «Mandare a casa coloro che sono al Parlamento da 25 anni e cambiano solo nomi e simboli ai partiti»; parla di una riduzione dei parlamentari –troppi in un Paese democratico– di abolizione dei vitalizi, niente lampeggianti e scorte per i politici,

E poi un pensiero ai giovani di ‘mezza età’, cioè quelli troppo giovani per trovare lavoro, troppo vecchi per mettersi in gioco; a una politica che si può fare con le persone ‘normali’ –riportandoci alla mente lo slogan grillino ‘uno vale uno’– e un’organizzazione che punti al risparmio del suolo, tutelando l’ambiente e muovendosi verso l’ecologico –uno dei punti cardini del Movimento 5 Stelle.

E poi chiarisce cosa significhi in realtà rottamatore: non è di certo l’idea di un arraffatore di voti –soprattutto dei voti degli apolitici– ma è l’idea di una politica che deve fare largo ai giovani –alla loro grinta e al loro coraggio ma senza escludere gli anziani che, secondo le statistiche dell’Onu, saranno in numero superiore rispetto ai giovani– ed alle persone comuni.

Sottolinea come la sua idea di nuovo disdegna qualsiasi tipo di critica agli avversari seppur una piccola frecciatina la scaglia contro Casini e company.

Ma chi finanzia questa sua campagna elettorale del ‘porta a porta’ su un camper? Ma i cittadini, ovvio: “Voi avete la possibilità di aiutarci”, dice; uno su tre lascia a Renzi e il suo entourageUn supporto di massimo 5/10 euro e questa è la politica della trasparenza anziché quella della vecchia guardia politica che ci sfila migliaia di euro dalle tasse”, sempre a detta dell’istrionico sindaco di Firenze.

Insomma plausi, sorrisi, cenni di consenso e così si spengono le luci sullo slogan MATTEO RENZI ADESSO, anche a Campobasso. Adesso, in questo clima di apoliticità, tocca a noi capire dove sta davvero l’ideologia.

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