Regione Lazio, bocciato l’emendamento per togliere il vitalizio a Fiorito e Maruccio: Casta salva Casta

Il provvedimento era stato presentato dal consigliere regionale Valentina Corrado. Si puntava a togliere il diritto alla pensione agli esponenti della scorsa legislatura, in particolare “Batman” Fiorito e Maruccio, coinvolti nello scandalo che ha portato alle dimissioni di Renata Polverini. Grazie all’accordo delle altre forze politiche tutto resta com’è e i vitalizi sono aboliti soltanto da questa legislatura. Con buona pace di chi ha già scroccato e continuerà a farlo.

 

di Viviana Pizzi

batman_fiorito_vitalizi_siEra il 22 aprile quando i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle del Lazio hanno presentato un emendamento denominato norma anti Fiorito.

Si trattava di una normativa generica che puntava ad impedire a tutti i consiglieri regionali appartenenti alla scorsa legislatura, quella delle spese pazze che ha portato in carcere proprio il capogruppo Pdl e quello Idv Vincenzo Maruccio, per aver sperperato i fondi della Regione Lazio per i propri interessi personali.

L’inchiesta che portò alle dimissioni di Renata Polverini e ha fatto si che alla Pisana si dovesse votare nuovamente a febbraio.

Cosa è però accaduto nelle scorse ore? Che la IV commissione finanza del Lazio ha pensato bene di mantenere intatti i privilegi per chi ha già tanto speso con i soldi della politica. Come vediamo è stato bocciato l’emendamento  del consigliere regionale Valentina Corrado del Movimento Cinque Stelle che chiedeva proprio di abolire i vitalizi e gli assegni relativi precedenti la cui erogazione non è ancora iniziata. Dovendo restituire ai potenziali aventi diritti anche i contributi versati.

Un privilegio, come previsto dalla quarta commissione Bilancio della Regione Lazio verranno aboliti soltanto per i consiglieri appartenenti alla legislatura in corso e a quelle che verranno.

Franco Fiorito, nel 2005, da sindaco di Anagni era stato condannato dalla Corte dei Conti a restituire 3mila euro al Comune per averli spesi per autopromozione e indagato ancora per peculato e associazione a delinquere per aver fatto, da consigliere regionale,  in due anni, 109 bonifici, dal conto del Pdl al proprio conto corrente, di importi compresi tra 4mila e 8mila euro, per un totale di 753mila euro, riportanti la causale: “Articolo 8 della legge regionale 14/98”, cioè quella del “rimborso delle spese sostenute per mantenere il rapporto eletto/elettoreconfigurandosi il reato dell’incaricato di pubblico servizio che sottrae soldi.

maruccio_vitalizi_si_lazioDopo tutti questi scandali avrà anche diritto alla pensione da consigliere regionale così come  ne ha Vincenzo Maruccio dell’Idv arrestato per peculato e per aver sottratto 500 mila euro al partito per giocare ai videopoker.

Con buona pace del governo delle larghe intese che agisce indisturbato anche all’interno della Pisana e che permette il gattopardismo: tutto cambi affinché tutto resti uguale.

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