REGIONALI SICILIA/Musumeci allo sbando apre le porte al dialogo con Beppe Grillo

Il Pdl, sicuro di perdere la battaglia per la conquista dell’assemblea regionale siciliana, tenta di giocarsi l’ultima carta aprendo il dialogo a Beppe Grillo, visti i successi degli ultimi comizi elettorali svoltisi nelle città capoluogo di provincia. Ma il comico genovese per ora risponde picche e attacca Berlusconi: “Non si candida perché in Sicilia sa di prendere il 3% dei voti”. Musumeci gioca il tutto per tutto e rilancia anche la possibilità di accordo tra Lombardo e Crocetta. Che per Giovanna Marano (centrosinistra) altro non sarebbe che la dimostrazione che il candidato Pd rappresenta la continuità col vecchio sistema. Ma il Pd rilancia: “Votare Marano o Cancelleri significa far vincere il berlusconismo”. Peccato che siano gli unici a non avere indagati o condannati nelle liste elettorali mentre proprio Pd e Udc hanno usato lo stesso metro di reclutamento del Pdl.

 

di Viviana Pizzi

nello-musumeciMancano ormai meno di quarantotto ore all’apertura delle urne per eleggere il presidente e i 90 nuovi deputati che andranno a formare la nuova assemblea regionale siciliana. Che la legge elettorale non permetta a nessuna coalizione di ottenere la maggioranza del parlamentino questo è un dato sicuro. Questa incertezza però sta forse confondendo le idee a più di qualcuno. Il meno convinto però di ottenere la vittoria e di poter governare Palazzo d’Orleans è proprio il pidiellino Nello Musumeci.

Che pur di tenere in piedi la sua coalizione bersagliata non soltanto dalla forte concorrenza del vero centrosinistra rappresentato da Giovanna Marano è sempre più in netto scontro anche con chi più naturalmente avrebbe potuto dialogare dal 29 ottobre in poi, ossia con il segretario nazionale di Grande Sud Gianfranco Miccichè.

Delle prove di alleanza con l’Udc che appoggia Crocetta avevamo già parlato. Ma ora Nello Musumeci cerca di giocarsi il tutto per tutto chiedendo anche alla lista del Movimento Cinque Stelle di Giovanni Cancelleri, un patto per governare la Sicilia. Un gesto che però potrebbe costare caro proprio alla coalizione Pdl, Pid, Adc e La Destra che aprendo a chi chiude a tutti i partiti tradizionali mette a nudo tutta la propria paura di perdere la sfida di Palermo e mostrarsi debole per i prossimi appuntamenti elettorali ( le regionali in Lazio e Lombardia e infine le politiche di aprile).

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LE DICHIARAZIONI DI MUSUMECI SU GRILLO

Le parole che nessuno, nemmeno Grillo in persona, si sarebbe mai aspettato sono arrivate dal palco di Palermo dove Nello Musumeci stava parlando ai suoi elettori.

Quando parlo di apertura verso le opposizioni mi riferisco soprattutto al movimento di Grillo, che ieri ha parlato a Catania con le piazze piene. Questo movimento che manifesta nausea per una certa politica pur con un grave deficit di progettualità può essere un valido interlocutore e non credo che possa tirarsi indietro”.

Parole politicamente gravi quelle di Nello Musumeci che mostrano una sola cosa: purché si governi affinché non cambi nulla stringiamo patti anche con i nostri peggiori nemici. Tanto le idee programmatiche non contano e nemmeno i feroci attacchi che Grillo ha sempre rivolto verso la casta rappresentata dal berlusconismo ora in declino. Un Musumeci orfano di quel Berlusconi che fece innamorare i siciliani nel 2001 quando l’ormai vetusta Forza Italia riuscì a garantire al centrodestra nazionale 61 deputati su 61 lasciando a zero il centrosinistra locale. La paura che Grillo possa ottenere la stessa vittoria che fu allora di Berlusconi è tale da chiamarlo alla tavola delle trattative.

Cercare questo tipo di alleanze  però potrebbe produrre risultati tutt’altro che lusinghieri a Musumeci. Forse sarebbe bastato seguire l’esempio di Giovanna Marano e dello stesso Cancelleri per raggranellare qualche consenso in più, presentare liste davvero pulite senza candidati condannati poteva essere forse la soluzione. Invece in questo non ha fatto altro che seguire l’esempio del tanto odiato Gianfranco Miccichè.

 

GRILLO RISPONDE ALL’APPELLO ATTACCANDO BERLUSCONI

Cosa farà Giovanni Cancelleri se andrà ad occupare posti in assemblea regionale siciliana non lo possiamo sapere da ora. Al momento per lui risponde Beppe Grillo nei comizi di Catania e Caltanissetta.  E le sue parole contro il Pdl restano quelle dure di sempre

Berlusconi – ha sottolineato il comico genovese – sa di perdere in questa terra non si candida più perché sa che in Sicilia prenderebbe il 3%. Ha capito che è finito”. Poi si è rivolto direttamente a tutti i siciliani.

Ovunque voi siate, a Toronto in Canada, a Little Italy a New York, ad Alice Spring al centro del deserto australiano o nelle mille terre del Sud America, ascoltatemi. Io ho bisogno del vostro aiuto, la Sicilia ha bisogno del vostro aiuto e anche l’Italia, che spesso vi è stata matrigna e vi ha costretto a lasciare la vostra isola, ha bisogno di voi. Potete fare molto, cambiare tutto perché, almeno una volta nella Storia, tutto cambi veramente”. Si è espresso anche contro le altre forze politiche con queste parole: Non scendono in piazza perché hanno paura di confrontarsi con voi”.

 

STORACE E IL SOSPETTO MICCICHÈ- CROCETTA

Ad attaccare Gianfranco Miccichè per conto di Nello Musumeci scende in campo anche il leader de “La Destra” Francesco Storace. In un comizio in favore del suo candidato ha parlato di “voto sprecato” in caso di preferenza al segretario nazionale di Grande Sud. E ha sferrato anche lui l’attacco di cui si era parlato anche nei giorni scorsi diretto all’ex governatore Raffaele Lombardo accusato di fare il gioco di Crocetta (Pd Udc) portando i voti su di lui e non su Miccichè. Un altro estremo tentativo per rilanciare la campagna elettorale di Musumeci. Un’altra cosa che però potrebbe ritorcersi anche contro il candidato casiniano accusato politicamente di fare accordi anche con lo stesso Musumeci dopo aver ricevuto il no definitivo al dialogo da parte della candidata del nuovo centrosinistra Giovanna Marano.

Ma Gianfranco Miccichè non ci sta e in una dichiarazione ripresa da Repubblica.it accusa direttamente Musumeci  di aver tirato per la giacca proprio Raffaele Lombardo.

Mi dispiace dire che la rabbia del signor Storace, che tira fuori menzogne ridicole sul presunto voto della mia coalizione a Crocetta, nascono da una telefonata che Silvio Berlusconi ha fatto al presidente Lombardo tentando in tutte le maniere di convincerlo a non votare Miccichè. La risposta da parte del presidente Lombardo è stata di rifiuto netto”.

 

GIOVANNA MARANO E L’ULTIMA STOCCATA A CROCETTA

Giovanna Marano che rappresenta invece la Sicilia non corrotta insieme all’Idv, Sel, Fds, Verdi e Libera Sicilia continua invece nella sua battaglia di legalità e contro l’inciucio Crocetta (sostenuto dal Pd e Udc) – Lombardo.

Se è vero che i candidati dell’Mpa danno indicazioni di voto per Crocetta – ha sottolineato Giovanna  Marano – sarebbe l’ennesima conferma che quest’ultimo è in perfetta continuità con Lombardo. Non dimentichiamoci  che il Pd ha sostenuto quello stesso Lombardo che ha portato l’isola al collasso e adesso pretende di presentarsi come il nuovo. Noi siamo gli unici che non hanno mai avuto nulla a che fare né con il lombardismo né con il cuffarismo. Da giorni chiediamo un confronto pubblico con gli altri candidati ma hanno paura di noi, del nostro programma, perché non abbiamo scheletri nell’armadio”.

Le risponde Sergio D’Antoni, membro della segreteria nazionale del Partito Democratico. “In Sicilia votare il candidato di Beppe Grillo o Giovanna Marano significa di fatto contribuire a rinvigorire e far tornare il berlusconismo”. Peccato però che proprio questi ultimi sono gli unici due a non aver presentato candidati condannati o indagati nelle liste elettorali.

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