REGIONALI SICILIA 2012/ Tutti corrotti? No, le alternative si chiamano Marano e Cancelleri

La coalizione di Giovanna Marano, candidata con Idv, Sel, Federazione della Sinistra e Sicilia Libera, è l’unica – insieme al Movimento Cinque Stelle di Giancarlo Cancelleri – a non presentare candidati inquisiti o condannati per la carica di Deputato alla Regione Sicilia. Il suo programma è tutto a favore dei lavoratori, delle donne e per una sanità pubblica. Grillo risponde invece con i suoi comizi di piazza e le sue quotazioni salgono a vista d’occhio.

 

di Viviana Pizzi

marano_cancelleriNello Musumeci, Rosario Crocetta e Gianfranco Micciché – lo abbiamo detto – hanno messo in campo liste con all’interno quaranta candidati tra condannati e inquisiti. Un numero record se si considera che si viene fuori dalla doppia gestione prima di Cuffaro e poi di Lombardo.

E proprio mentre tra Crocetta e Lombardo si sospetta che ci sia un inciucio sul voto disgiunto, ci sono altre formazioni politiche che hanno fatto davvero quello che hanno detto. Si tratta dei candidati che sostengono Giovanna Marano (voluta  da Idv, Sel, Federazione della Sinistra, Verdi e Libera Sicilia) e del Movimento Cinque Stelle, che corre alla Presidenza con Giancarlo Cancelleri.

Gli uni contro gli altri, politicamente parlando, pronti a rappresentare quella Sicilia che vuole cambiare e non seguire la massima di Tomasi di Lampedusa. Entrambe le formazioni non hanno al loro interno nessun candidato condannato o inquisito ma fanno dell’antimafia un valore fondante per la costruzione del dopo Lombardo. Nessuna delle due liste ha sostenuto di voler fare accordi sottobanco per governare la Regione. In particolare Giovanna Marano si è detta indisponibile a dialogare con Rosario Crocetta (Pd- Api- Udc)  proprio perché in realtà lo considera “il vero erede della politica di Raffaele Lombardo”. E si oppone così fermamente a chi a sinistra parla di “voto utile” proprio in favore del candidato Udc-Pd.

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I PROGRAMMI DELLE LISTE MARANO E LA NASCITA DELLA SUA CANDIDATURA

Chi è Giovanna Marano? Una donna proveniente dalla Fiom Cgil che ha portato avanti lotte a favore dei lavoratori per oltre 25 anni, una personalità tutt’altro che arrendevole convinta che l’unico cambiamento reale per la Sicilia sia votare per le sue liste.

È scesa in campo il 28 settembre chiamata in causa da Claudio Fava, che si è dovuto ritirare all’ultimo momento per non aver presentato in tempo la richiesta di trasferimento di residenza in Sicilia. Un errore tecnico che verrà rimediato dopo le elezioni perché Fava stesso, in caso di vittoria della Marano, rientrerà in gioco ricoprendo la carica di vicepresidente. I valori portati avanti dal mancato candidato alla presidenza sono gli stessi ereditati anche dalla Marano, con l’unica differenza che Claudio Fava puntava l’accento più su temi di diritto mentre le esperienze dell’aspirante presidente della Regione Siciliana portano il programma naturalmente a virare su questioni relative al lavoro.

La prima lotta che verrà portata avanti, in parallelo con l’antimafia, è quella contro gli sprechi e gli eccessi di consulenze che ci sono stati in questi anni all’interno della Regione Sicilia. Un punto di rottura con gli oltre 800 consulenti di cui si era circondato l’ex presidente Raffaele Lombardo. Si farà di tutto per utilizzare i diciassette miliardi di euro di fondi europei stanziati per l’isola che stranamente non sono stati spesi.

La candidatura di Giovanna Marano ha avuto anche qualche intoppo, il sostegno di Susanna Camusso (segretario regionale della Cgil) a Mariella Maggio rientrata proprio nel listino di Rosario Crocetta. Nonostante tutto, avendo ereditato buona parte del programma elettorale di Claudio Fava, non si sente molto in svantaggio rispetto agli altri aspiranti alla presidenza dell’assemblea regionale siciliana. Si meraviglia che la segretaria del sindacato abbia scelto di schierarsi ma il voto non lo chiede ai tesserati ma ai siciliani e alle siciliane che hanno a cuore il cambiamento della Regione.

La Marano però terrà ben presente il suo bagaglio sindacale e  ripartirà soprattutto dai progetti di sviluppo mancati per la Sicilia, si tenterà di recuperare sulla penalizzazione industriale provocata da attività che sono state costrette a lasciare l’Isola per colpa della crisi o anche del malaffare della malavita organizzata. Per recuperare l’occupazione punta innanzitutto sul recupero dei fondi europei che potrebbero creare nuovi posti di lavoro.

Una differenza sostanziale con Claudio Fava c’è e si vede ad occhio nudo: l’essere donna e la battaglia della Marano a favore dell’inserimento del gentil sesso nelle politiche della Regione Siciliana. Si è sempre battuta per il riequilibrio della rappresentanza tra uomini e donne nella politica perché “per salvare la Sicilia l’apporto delle donne è davvero fondamentale”. E’ convinta che lo Stato sociale sia indebolito anche a causa di un loro basso impiego. Ma la sua battaglia va oltre le questioni del lavoro. Infatti Giovanna Marano è scesa in campo contro il femminicidio, da lei ritenuto una vera e propria emergenza proprio in Sicilia, dove c’è stata l’ultima vittima famosa della ferocia dell’uomo (Carmela la diciassettenne che è morta sotto i fendenti dell’ex cognato per difendere la sorella dalle sue continue violenze). “Una mattanza– sostiene- che colpisce pesantemente la nostra realtà e che va combattuta con iniziative di prevenzione ma anche intensificando le pene per chi pensa di attentare al corpo delle donne con la violenza”.

La candidata alla presidenza dell’Ars arriva direttamente dall’esperienza lavorativa in campo sanitario. Per la riforma del settore ha delle idee ben precise riconsegnandola a un’ispirazione di tipo pubblico che deve funzionare. Farlo significa scegliere direttori generali competenti e farlo con un bando di evidenza pubblica che accerti davvero le capacità di ciascuno di loro. Non è efficiente tagliare la spesa se non c’è una rete di emergenza. Bisogna appianare le divergenze di prezzi tra una provincia e l’altra: il costo di una siringa continua a rimanere diverso tra Palermo e Catania. Ci sono risorse da valorizzare e tante competenze professionali che continuano a mantenere in piedi un sistema. Anche in Sanità come negli altri settori la Marano punta in primis sulla trasparenza.

 

ANTONIO DI PIETRO E LA CANDIDATURA MARANO

Già Claudio Fava aveva raccolto il pieno appoggio di Antonio Di Pietro per il cambiamento della Sicilia. Su Giovanna Marano ha espresso toni altrettanto entusiastici.

La scelta di candidare Marano – ha dichiarato Di Pietro – fa comprendere come l’alleanza che si è creata in Sicilia, di cui l’Italia dei Valori è parte integrante, rappresenti la migliore risposta a chi oggi vuole allontanare le persone perbene dal voto, a quei cittadini che vogliono partecipare e chiedono il rinnovamento della classe dirigente e del modo di fare politica”.

Il leader Idv allarga il discorso anche a livello nazionale: “In Sicilia e in Italia c’è fame di lavoro, ma per ottenere nuovi posti c’é bisogno di aprire nuove fabbriche e che si sviluppino nuove attività. Italia di Valori – non è al Governo, ma se lo fosse, quei soldi utilizzati per acquistare aerei da combattimento, li utilizzeremmo piuttosto per incentivare nuove imprese che assumono e che lo fanno a tempo indeterminato”.

La Sicilia perbene potrebbe scegliere di votare per Giovanna Marano. Le preferenze potrebbero essere divise con il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo con Giancarlo Cancelleri.

 

CANDIDATURE CORROTTE E L’EFFETTO GRILLO

La campagna anticorruzione è un tema comune anche al Movimento Cinque Stelle che, al pari delle liste di Giovanna Marano, non ha inserito nessun personaggio che avesse processi in corso o condanne passate in giudicato.

Per Beppe Grillo la sfida in Sicilia rappresenta tantissimo: la conferma della validità delle scelte messe in campo fino a questo punto. Per ora circolano simulazioni di voto che lo porterebbero ben oltre le aspettative, si parla del 15% dei consensi. Qualora si verificasse questa possibilità più potrebbe eleggere più di un deputato all’interno dell’assemblea regionale siciliana. E puntare a sconfiggere i valori portati avanti finora dalla casta. L’obiettivo principale del Movimento Cinque Stelle è la drastica riduzione dello stipendio dei deputati da diciassettemila euro al mese a 2500. Cosa però che aveva urlato anche Claudio Fava dal palco di Vasto durante il settimo incontro nazionale dell’Idv.

Come avvenuto anche con le altre competizioni elettorali però la figura di Beppe Grillo rischia di oscurare quella del candidato Giovanni Cancelleri soprattutto a livello nazionale. Dove della lista più che i nomi ricordano la nuotata attraverso lo stretto di Messina che ha catalizzato tutta l’attenzione mediatica.

Quando arriva Grillo le piazze sempre piene Gira che gira, paese dopo paese, il Movimento Cinque Stelle fa il boom di consensi. Chi è invece Cancelleri? Una persona dal volto nuovo mai stato impegnato in politica. Ha 37 anni è un geometra di Caltanissetta.

Cancelleri è stato scelto al termine di una riunione dei delegati dei meetup della Regione, tenutasi presso la biblioteca Scarabelli di Caltanissetta. I delegati hanno sommato i voti di tutti i gruppi attivi espressi sui curricula pubblicati online. Oltre al candidato presidente, sono stati votati anche i candidati all’Assemblea regionale siciliana con lo stesso metro di valutazione.

Queste le due alternative alla candidatura degli inquisiti, la Sicilia dove può ancora cambiare tutto. Una ventata di novità sarebbe anche un bel segnale contro la malavita organizzata.

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