REGIONALI 2013/ Election Day si o no? Il precedente di Abruzzo e Sardegna e quegli 85 euro a testa

Si teme il ricorso all’astensionismo in caso di elezioni regionali a febbraio. Ma il precedente sardo, quando addirittura l’affluenza percentuale aumentò del 4%, sconfesserebbe tutte le paure. E in Abruzzo, dove si votò a dicembre, il dato diminuì di sei punti percentuali, anche se in quel caso entrava in gioco la variabile scontenti dopo lo scandalo che travolse l’ex governatore Ottaviano Del Turco.

 

di Viviana Pizzi

election_day_2013Le crisi politiche all’interno delle Regioni Lazio e Lombardia e la cancellazione delle elezioni regionali molisane del 2011 hanno portato alla decisione del ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri di andare al voto il 10 e l’11 febbraio 2013.

Sulla scelta di tale data ci sono polemiche soprattutto da parte del Pdl sia a livello nazionale che nelle singole regioni. Nel Molise, ad esempio, il coordinatore regionale del fu partito berlusconiano, Ulisse Di Giacomo, ha addirittura invitato il Prefetto di Campobasso a bloccare la convocazione dei comizi elettorali.

Il dato che emerge guardando gli archivi storici delle elezioni regionali e parlamentari è questo: c’è un precedente storico, uno solo, e riguarda le regionali della Sardegna del 15 e 16 febbraio 2009.  In quel caso non si trattava nemmeno di elezioni anticipate come quelle di Lazio, Lombardia e Molise. Per il resto nulla nemmeno alle elezioni politiche ed europee.

 

I PRECEDENTI: SARDEGNA E ABRUZZO

Un dato però emerge: è la seconda volta che si vota a febbraio ma è la terza che si torna alle urne durante un periodo non usuale per le elezioni. Infatti ai canonici aprile, giugno e novembre si aggiunge anche il mese di dicembre 2008 – unico caso di tornata natalizia – quando in Abruzzo è stato sostituito Ottaviano del Turco con Gianni Chiodi dopo lo scandalo sanità.

Anche in quel caso si era ritenuto necessario votare in data inusuale proprio perché l’Abruzzo aveva bisogno di un rinnovamento immediato. Come il Molise, dove si è parlato di emergenza neve nel mese di febbraio. Eppure anche il vicino Abruzzo, a dicembre, poteva andare incontro allo stesso rischio. Ma nessuno ne parlò. Vinse Chiodi con un’affluenza alle urne del 52,1%. Sei punti percentuali in meno rispetto a quando si impose Del Turco con il 58% dell’affluenza.

Nelle Regioni a Statuto speciale – Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna – si è sempre votato tra aprile, maggio e giugno, tranne il già citato caso della regione sarda in cui si votò il 15 e 16 febbraio di tre anni fa.

In quella occasione in Sardegna si recò alle urne il 54,4% dei votanti per eleggere Ugo Cappellacci contro il 50,2% del 13 giugno 2004 quando fu eletto presidente Renato Soru. Il freddo dell’inverno, che nelle zone della Barbagia sa essere duro quanto quello molisano o abruzzese, non ha scoraggiato gli elettori sardi, anzi.

 

I COSTI DELLE ELEZIONI

I contrari alle elezioni regionali a febbraio parlano di costi troppo elevati per la macchina organizzativa. Consultazioni politiche e regionali insieme avrebbero certamente fatto risparmiare milioni di euro e su questo non ci piove.

Infatti stando ai dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze riferiti alle elezioni del 2006, le politiche sono costate 350 milioni di euro. Facendo un rapido calcolo, con un totale elettori pari a 47 295 978, la spesa per ogni votante ammonta a 84,75 euro.

Assodato che il corpo elettorale delle tre regioni chiamate al voto supera i 12 milioni (12.505.611 per l’esattezza) si può facilmente dedurre una stima approssimativa sul reale costo delle prossime regionali 2013, pari a 105.984.960.

Ma come mai un costo così elevato per sole tre regioni? Proprio perché tra quelle coinvolte troviamo le due con il corpo elettorale più ampio (Lombardia e Lazio) pari circa a un terzo di quello totale italiano.

Votare insieme e spendere meno sarebbe l’ideale ma, considerando la crisi delle regioni chiamate al voto, la decisione del Ministro Cancellieri non sembra del tutto campata in aria.

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