REFERENDUM/ La Rai (Ballarò) censura: ma la raccolta firme non teme bavaglio e continua

Nonostante la censura mediatica – l’ultima ad opera del “democratico” Floris – cerchi di oscurare i referendum anti-casta e anti-Fornero che l’Italia dei Valori sta portando avanti, la raccolta firme prosegue incessante e, anzi, trova nuovi appoggi: Articolo21, Il Popolo Viola, Sel, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi e Fiom. Tutti hanno partecipato alla manifestazione contro il bavaglio Rai ai referendum. E allora tocca chiedersi: perchè il Sistema teme che il Popolo italiano possa esprimersi in merito ai quattro quesiti proposti da Antonio Di Pietro? Vediamo perchè.

 

di Viviana Pizzi

referendum_articolo_18_anti_castaCon le primarie del centrosinistra alle porte arriva anche la puntata di Ballarò del 20 novembre: in studio insieme ai competitor Matteo Renzi e Bruno Tabacci anche il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, la giornalista Lucia Annunziata, Giorgio Airaudo della Fiom Cgil, Flavio Tosi sindaco di Verona e Leoluca Orlando primo cittadino di Palermo e portavoce dell’Italia dei Valori.

 

LA CENSURA DI BALLARÒ

Dopo due ore e dieci di discussione su svariati temi tra cui il governo Monti, l’effetto delle banche sull’economia e l’aumento dissennato delle bollette dell’energia elettrica, il dibattito si sposta sulla casta.

E quando Renzi prova a “spacciarsi” come l’unico tra i candidati alle primarie a essersi schierato pubblicamente contro il finanziamento pubblico ai partiti e contro la diaria ai parlamentari, scatta immediato l’intervento di Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, che chiede – o meglio tenta di farlo – un parere riguardo ai quattro quesiti referendari per i quali l’Italia dei Valori sta raccogliendo le firme in tutte le piazze d’Italia dal 13 ottobre scorso.

In particolar modo Orlando voleva risposte proprio sulla questione sollevata dal collega primo cittadino fiorentino.

Cosa succede però all’interno dello studio di Giovanni Floris? Si blocca immediatamente la discussione e si chiede al presidente dell’Istat Enrico Giovannini di cambiare argomento.

E visto che lo scambio di opinioni continuava, il conduttore ha chiesto di abbassare i microfoni di tutto lo studio escluso quello di Giovannini.

Coincidenza vuole che la discussione sia stata censurata proprio alla vigilia  della manifestazione davanti alla Rai organizzata Antonio Di Pietro, che da giorni denuncia la scarsa attenzione da parte della tv di Stato sulla questione Referendum.

 

CONTRO IL BAVAGLIO RAI

Il day-after, alle 11.30, è stato organizzato un flash mob davanti alla sede Rai di viale Mazzini sulla censura dei referendum. In prima fila c’erano Antonio Di Pietro per l’Italia dei Valori, Massimo Smeriglio per Sinistra Ecologia e Libertà, Paolo Ferrero per Rifondazione Comunista, Manuela Palermi per i Comunisti Italiani, Nando Bonessio per i Verdi, Francesca Re David per la Fiom, Massimo Torelli e Sandro Medici per Alba, Nicola Nicolosi per Lavoro e Società Cgil e Gianni Rinaldini per la Cgil che vogliamo.

È stata registrata tra l’altro l’adesione del giornalista Carmine Foria, dell’onorevole Vincenzo Vita del Pd insieme al collega Beppe Giulietti e delle associazioni Popolo Viola, Articolo 21 e Move on.

La manifestazione, intitolata “Par Condicio al lavoro”, era dedicata in particolar modo a far conoscere i quesiti per l’abrogazione dell’articolo 8 della manovra economica dell’agosto 2011 e per le modifiche dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Il flash mob è seguito a una richiesta pervenuta al Cda della Rai che secondo il comitato promotore è stata sistematicamente ignorata.

Ci rivolgiamo a voi – si legge nella missiva–  per sottolineare la scomparsa dalla radiotelevisione pubblica dell’informazione sulla raccolta di firme per i referendum sul lavoro, promossi da un largo schieramento di forze sociali, sindacali e politiche; in un momento così delicato per la vita del nostro paese, ci appelliamo alla vostra sensibilità democratica, affinché non sia oscurato un tema che sta coinvolgendo in una libera discussione centinaia di migliaia di persone in tutt’Italia”.

Secondo i promotori, i referendum rappresentano “un argine alla disaffezione verso la politica, offrono un’occasione di partecipazione a tanti cittadini che altrimenti troverebbero solo la strada della rabbia e della contrapposizione verso le istituzioni; sono uno dei più alti momenti della democrazia, tramite essi gli elettori possono correggere leggi che ritengano sbagliate e dannose e partecipare più compiutamente alla vita democratica del paese, com’è avvenuto con le più recenti consultazioni referendarie”.

Il Comitato teme che una sistematica censura sulla raccolta firme metta in pericolo l’esito positivo della stessa. Non è tollerabile che il servizio pubblico escluda sistematicamente dall’informazione quelle persone che non possono informarsi tramite la rete e che hanno come unico canale preferenziale quello della Tv: e pensiamo alla fascia di pensionati sensibile per natura sui temi referendari.

 

LAVORO E CASTA: 4 REFERENDUM

Due quesiti sono rivolti ai lavoratori: il primo riguarda l’abrogazione alle modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori operate con la sciagurata Riforma Fornero che legalizza i licenziamenti per “motivi economici” e toglie il diritto di scelta tra l’indennizzo e il reintegro in fabbrica.

Il secondo riguarda la cancellazione dell’articolo 8 della manovra economica varata dal governo Berlusconi che abroga il contratto nazionale del lavoro e permette a tutte le aziende di decidere caso per caso quale sia il salario dei lavoratori.

I referendum anti-casta invece prevedono l’abolizione della diaria ai parlamentari e del finanziamento pubblico ai partiti, quest’ultimo già bocciato dagli italiani nel 1993 ma rientrato dalla finestra sotto il nome di rimborso elettorale.

Ma alla casta, quella che controlla le televisioni (anche la Rai) tutto questo probabilmente non conviene. E da questo scatta la necessità di censurare referendum che, qualora passassero, potrebbero davvero migliorare la vita dei cittadini italiani.

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