REFERENDUM 2011/ 4 quesiti, ma attenti al trucco…

Acqua (due quesiti), nucleare e legittimo impedimento. Tanta carne al fuoco per gli italiani, che dovranno rispondere in massa per raggiungere il quorum e far sentire la propria voce. Vota “Si” per dire no e “No” per dire si. “In ogni caso hai il 50% di probabilità di azzeccarla”, irrideva Giorgio Gaber. E allora che fare? Non andare a votare, che tanto non serve a niente, come ripete Berlusconi? Assolutamente no, perché la guerra contro un Sistema corrotto è fatta di tante battaglie e le prime quattro si giocano proprio il 12 e 13 Giugno.

di Andrea Succi

libert--partecipazioneCi siamo quasi. Oramai mancano pochi giorni a quel 12 Giugno, data in cui gli italiani saranno chiamati a votare su 4 referendum. Privatizzazione dell’acqua (2 quesiti), nucleare e legittimo impedimento. Mica bruscolini. Forse stiamo parlando di una delle tornate referendarie tra le più importanti nella storia repubblicana. Secondo il Molleggiato nazionale, alias Adriano Celentano, sarebbe in gioco il futuro stesso del Paese e più o meno sulla stessa lunghezza d’onda è il Direttore di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio.

Come al solito l’Italia è spaccata in due, ma questa è una costante che va avanti dai tempi dei guelfi e dei ghibellini. Da una parte le ragioni del si, dall’altra quelle del no. Con una specifica fondamentale: vota si per dire no e vota no per dire si. Perché questi tatticismi cervellotici che confondono le idee ai cittadini?

Giorgio Gaber, che ultimamente va tanto di moda persino tra i politici e sui media tradizionali (come Rino Gaetano..) ne “La Democrazia” diceva questo: “Il referendum, per esempio, è una pratica di “Democrazia diretta”… non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di Valico Barberino-Roncobilaccio, ha effettivamente qualche difficoltà. Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo “Sì” se vuol dire no, e “No” se vuol dire sì. In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla. Ma il referendum ha più che altro un valore folkloristico perché dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati… tutto resta come prima e chi se ne frega.”

E in effetti questo rischio ci sarebbe, com’è accaduto in altri casi più o meno recenti (finanziamento ai partiti e canone Rai, ad esempio), dove gli escamotage per aggirare la volontà popolare sono stati trovati piuttosto in fretta. Da qui potrebbe nascere una delle ragioni per cui da circa un quarto di secolo nessun referendum proposto raggiunge il quorum: l’ultimo risale proprio al 1995 e in ballo c’era anche la questione sulla privatizzazione della Rai e quindi sul canone da pagare o meno. Quorum raggiunto, Rai da mantenere pubblica, canone da non pagare, ma ad oggigiorno siamo ancora qui ad ascoltare Grillo che ci dice di “non pagare il canone”.

Allora che fare? Non andare a votare, che tanto non serve a niente? Assolutamente no, perché la guerra contro un Sistema corrotto è fatta di tante battaglie e le prime quattro si giocano proprio il 12 e 13 Giugno.

Ma bisogna stare in guardia, conoscere il proprio nemico, sapere che gioca sporco e imparare dagli errori commessi in passato e dalle vittorie future che nulla è scontato, quando in ballo ci sono interessi enormi (nucleare e acqua su tutti) di lobby agguerrite e pronte a tutto pur di arricchirsi alle spalle dei cittadini.

Naturalmente con la complicità dei gerontocrati italiani, sempre proni verso il Potere, mai rassegnati nell’accettare compromessi (oggi si dice così, prima si chiamavano mazzette).

In questo lungo dossier sui referendum abrogativi per i quali cittadini sono chiamati ad esprimersi, proviamo a indagare in profondità sia le problematiche legate al nucleare sia quelle dietro la privatizzazione dell’acqua. E il legittimo impedimento? Qui la faccenda si semplifica. Basta chiedersi: la legge è uguale per tutti, si o no?

La battuta finale la lasciamo a Giuseppe Onufrio, il Direttore di Greenpeace Italia, che chiude l’intervista pubblicata su Infiltrato.it con parole decise e perentorie: “Non far rappresentare il tuo pensiero da un altro. Qualunque cosa tu pensi esprimila.

Questo è il senso di una democrazia partecipativa, questo è il senso della libertà.

 

LEGGI IL DOSSIER SUI REFERENDUM

REFERENDUM 12 GIUGNO/ Acqua, la lobby che ha paura del “si”

NUCLEARE/Si o no? Inchiesta sull’energia dal passato inquietante

REFERENDUM 2011/ Legittimo impedimento, la legge è uguale per tutti?

GIUSEPPE ONUFRIO/ Il Direttore di Greenpeace Italia è deciso: “I pazzi siete voi, se non andate a votare”

 

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