Reddito di cittadinanza, la Casta boccia il provvedimento del M5S sul gioco d’azzardo: vincono le lobby

Pdl Pd e Scelta Civica votano, al Senato, contro il provvedimento del M5S che voleva istituire un fondo per le categorie disagiate sfruttando le entrate che derivano dal gioco d’azzardo. 7,9 milioni di euro, il gettito 2012, che avrebbe sfamato dieci milioni di italiani. Approvate invece le mozioni di Pdl, Pd e anche della Lega, solo teoricamente all’opposizione. I fatti parlano chiaro.

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di Viviana Pizzi

Finanziare la proposta di reddito minimo garantito attraverso il denaro proveniente dal gioco d’azzardo. Era la proposta del Movimento Cinque Stelle presentata in aula dal nuovo capogruppo al Senato Nicola Morra che ne era il primo firmatario. Cosa è accaduto all’interno di Palazzo Madama? Il partito delle larghe intese (Pd- Pdl e Scelta Civica) ha detto no. La votazione è terminata con 181 contrari e 50 favorevoli (Sel e Movimento Cinque Stelle). La lega Nord ha preferito fare orecchie da mercante e astenersi. Alla faccia della finta opposizione al Governo Letta. I dati precisi del tabellone elettronico sono stati pubblicati direttamente dal profilo di Beppe Grillo.


RESPINTO IL PROGETTO GRILLO: APPROVATA INVECE LA SOCIAL CARD DEL PD E LA MOZIONE DELLA LEGA NORD SUL FEDERALISMO FISCALE

Il governo delle larghe intese ha poi voluto dare un’altra dimostrazione della forza dei numeri. Lo ha fatto approvando un documento a firma di Stefano Lepri del Pd che impegna il Governo ad adottare misure urgenti contro la povertà, prevedendo nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, l’incremento del fondo nazionale per le politiche sociale e la sperimentazione della social card.

La mozione impegna il governo a procedere alla distribuzione delle risorse del fondo per le politiche sociali nell’ambito della Conferenza Stato Regioni.

Che le proposte del Movimento Cinque Stelle non vengano prese in considerazione per partito preso, lo dimostra l’approvazione della mozione della Lega Nord illustrata dal senatore Raffaele Volpi. Nella quale si chiede al governo di adottare il federalismo fiscale destinando al contrasto della disoccupazione e dell’emergenza abitativa le risorse provenienti dall’applicazione dei costi standard.

Bene va anche la mozione del Pdl firmata da Giuseppe Esposito che impegna a riferire annualmente al Parlamento sulle iniziative contro la povertà in termini di sostegno al reddito e ai servizi della famiglia.

NOVANTA MILIARDI DI EURO DIETRO AL GIOCO D’AZZARDO DI CUI 7,9 INCASSATI DALL’ERARIO. CI SI POTEVANO SFAMARE DIECI MILIONI DI ITALIANI

Vediamo ora a cosa hanno dovuto rinunciare i poveri italiani per colpa di lotte intestine all’interno del parlamento. Nel 2012 gli italiani hanno speso 90 miliardi di euro in lotterie e scommesse. L’erario ha incassato 7,9 milioni di euro. Ora se questo denaro fosse stato destinato tutto ai nuovi poveri dando un reddito minimo garantito di 790 euro al mese si potevano sfamare dieci milioni di italiani. E se invece ne volevano destinare la metà, 395 euro al mese, a vivere meglio sarebbero stati venti milioni di italiani. Non poco possiamo dirlo francamente.

Le logiche di partito però hanno prevalso e la legge sul reddito minimo garantito non è passata lasciando nella povertà assoluta tutte quelle persone che per ora non hanno un lavoro, circa il 12% degli italiani stando ai dati Istat.

Il denaro secondo i pentastellati doveva servire per attuare politiche sociali per l’occupazione per inoccupati dai 30 ai 54 anni e per le donne inattive in particolare. Insomma tutte quelle categorie a rischio esclusione sociale che per ora saranno ancora più escluse.  Mentre i parlamentari continuano a non privarsi di nulla e a guadagnare circa sedicimila euro al mese.

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