Rapporto ecomafia 2013, criminalità organizzata da record: fattura 17 miliardi di euro

Una economia che continua a proliferare nonostante la pressante crisi che continua ad affliggere il pianeta. Quasi la metà dei reati si verificano nelle regioni ad alta densità di criminalità organizzata. Prima regione del nord interessata dai reati è la Liguria.

 

Legambiente ha presentato il nuovo rapporto sulle Ecomafie 2013. Nel documento tutta una serie di dati e informazioni che permettono di fare rapporto_ecomafia_2013una fotografia alquanto precisa e dettagliata sullo stato della legalità in Italia e su come la criminalità organizzata riesca ad allargare sempre più il proprio giro d’affari.

Un ambito capace di fruttare poco meno di 17 miliardi di euro di fatturato, con un totale di 34mila reati accertati, oltre a 28mila persone denunciate e a 8mila sequestri compiuti. Aumentano anche il numero di clan coinvolti, da 296 a 302, mentre i comuni sciolti per infiltrazione mafiosa salgono da 6 a 25.

Il 45,7% dei reati complessivi si registrano nelle regioni dove la presenza mafiosa è maggiore, come nel caso di Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, ma a queste seguono Lazio e Toscana. La prima regione del nord è la Liguria.

Quella delle Ecomafie è l’unica economia che continua a proliferare anche in un contesto di crisi generale. Che continua a costruire case abusive quasi allo stesso ritmo di sempre mentre il mercato immobiliare legale tracolla. Con imprese illegali che vedono crescere fatturati ed export, quando quelle che rispettano le leggi sono costrette a chiudere i battenti. Un’economia che si regge sull’intreccio tra imprenditori senza scrupoli, politici conniventi, funzionari pubblici infedeli, professionisti senza etica e veri boss, e che opera attraverso il dumping ambientale, la falsificazione di fatture e bilanci, l’evasione fiscale e il riciclaggio, la corruzione, il voto di scambio e la spartizione degli appalti. Semplicemente perché conviene e, tutto sommato, si corrono pochi rischi. Le pene per i reati ambientali, infatti, continuano ad essere quasi esclusivamente di tipo contravvenzionale e l’abbattimento degli edifici continua ad essere una eventualità remota. Anzi, agli ultimi 18 tentativi di riaprire i termini del condono edilizio si è anche aggiunta la sciagurata idea di sottrarre alle procure il potere di demolire le costruzioni abusive” ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza relativamente al campo dell’edilizia abusiva.

Dopotutto questo ramo della criminalità è salito dal 9% del 2006 allo stimato 16,9% per il 2013. Un campo in cui per realizzare le opere basta un terzo dell’investimento complessivo e che in caso di demolizione non determina perdite così elevate: un ramo in cui tentare quindi, visto che delle ordinanze totali emesse dai tribunali, solo il 10,6% sono state eseguite.

Oltre a essere in crescita il numero di incendi boschivi, che se già nel 2012 avevano avuto una sorta di boom record quest’anno sono riusciti a salire ancora, anche gli illeciti contro animali e fauna selvatica hanno evidenziato una ascesa costante.

La regione con maggiori crimini accertati è la Campania, ma quella con il maggior numero di persone denunciate è la Puglia; al nord domina invece larapporto_ecomafia_2013_2 Lombardia, ma va segnalato il Trentino Alto Adige, che in un anno ha visto triplicarsi gli illeciti compiuti.

Fermare la criminalità organizzata è sempre più difficile, visti i mezzi a disposizione delle forze dell’ordine e delle autorità competenti; a questo poi si aggiunge la capacità delle organizzazioni a cogliere le nuove opportunità che il mercato globale offre. Un dato che si evidenzia anche nei sequestri compiuti nei porti, che vedono una crescita del materiale requisito all’incirca raddoppiato rispetto allo scorso anno.

A proteggere queste attività illecite anche la corruzione, in costante crescita, che ha portato a 195 arresti in Campania, 102 in Lombardia, 71 in Toscana, 63 in Sicilia, 58 in Basilicata e 56 in Piemonte.

A tutto questo si aggiungono i danneggiamenti al Made in Italy, in particolare alla filiera agro-alimentare, ma anche al patrimonio culturale, con 1.026 furti di opere d’arte compiuti nel 2012. Risultati che valgono da soli circa un punto percentuale del Pil nazionale.

Tabella dell’illegalità:

Regione – infrazioni accertate – percentuale sul totale

Campania – 4.777 – 14,0%

Sicilia – 4.021 – 11,8%

Calabria – 3.455 – 10,1%

Puglia – 3.331 – 9,8%

Lazio – 2.800 – 8,2%

Toscana – 2.524 – 7,4%

Sardegna – 2.208 – 6,5%

Liguria – 1.597 – 4,7%

Lombardia – 1.390 – 4,1%

Emilia Romagna – 1.035 – 3,0%

Veneto – 995 – 2,9%

Umbria – 953 – 2,8%

Basilicata – 952 – 2,8%

Abruzzo – 822 – 2,4%

Piemonte – 799 – 2,3%

Friuli Venezia Giulia – 769 – 2,3%

Marche – 668 – 2,0%

Trentino Alto Adige 621 – 1,8%

Molise – 358 – 1,0%

Valle D’Aosta – 45 – 0,1%

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Articolotre.com

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