Quirinale: ecco tutti i numeri e i grandi elettori per la roulette del nuovo Presidente

Trovare un accordo condiviso per il Colle più alto è difficile quanto necessario. Anche in vista della formazione di un nuovo governo che possa tenere lontano lo spettro delle elezioni. I nomi che circolano sono quelli di Giuliano Amato, Franco Marini, Stefano Rodotà e Massimo D’Alema. Più distaccati i costituzionalisti Sabino Cassese e Gustavo Zagrebelsky. E poi le donne Emma Bonino e Anna Finocchiaro. Ecco tutto quel che c’è da sapere sui meccanismi che porteranno all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

 

di Viviana Pizzi

votazioni_quirinale_come_fareDagli incontri tra i partiti in programma in queste ore dipenderanno le quotazioni di ciascun nome. L’elezione del Presidente della Repubblica però resta prima di tutto una questione di numeri e di grandi elettori. Senza tener conto di questi dati è quasi impossibile fare qualsiasi previsione.

 

COME SI VOTA E CHI VOTA: FUMATA BIANCA CERTA ALLA QUARTA VOTAZIONE

Nella giornata di domani Camera e Senato si riuniranno in seduta comune. Tra 630 deputati, 315 senatori più 4 a vita e 58 grandi elettori provenienti dalle venti regioni italiane i votanti saranno 1007. Durante le prime tre chiamate occorreranno i due terzi dell’intera assemblea che corrispondono a 672 voti. In assenza di accordi condivisi sarà praticamente impossibile eleggere in breve tempo il nuovo inquilino del Quirinale. Pd- Pdl e Lega Nord arrivano a 777 voti. Se uniamo anche quelli di Scelta Civica si sale addirittura a 838.  Il Movimento Cinque Stelle resta a quota 108 deputati e 54 senatori non avendo eletto nessun rappresentante regionale. Unire questi numeri a quelli degli altri schieramenti potrebbe essere possibile soltanto intorno a una probabile elezione di Stefano Rodotà arrivato terzo alle Quirinarie indette da Beppe Grillo. I nomi non piacciono però nemmeno alla Lega che potrebbe votare un candidato donna di bandiera.

Alla quarta votazione, così come avvenuto anche per i presidenti di Camera e Senato, anche per l’elezione del Capo dello Stato basta la maggioranza assoluta, che in numeri si traduce con 504 preferenze.

Può il centrosinistra da solo arrivare a questi numeri? Stando a calcoli oggettivi sembra che li sfiori. La coalizione può contare su 345 deputati e 123 senatori che in totale arrivano a 468 parlamentari. Le preferenze decisive sono quindi quelle dei grandi elettori provenienti dalle Regioni. La coalizione di Bersani può contare su questi numeri: uno a testa per Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Liguria, Campania, Calabria, Abruzzo, Sardegna e Sicilia, due invece per l’Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Marche, Molise, Puglia e Basilicata. In totale i grandi elettori di centrosinistra sono 27 che sommati ai 468 tra deputati e senatori si arriva a 495 voti.

Per la fatidica soglia delle 504 preferenze mancano soltanto 9 unità ma non dovrebbe essere difficile trovarle soprattutto se nel frattempo si arriverà a nomi condivisi non soltanto dal centrosinistra. Voti che potrebbero arrivare da Scelta Civica se si proporrà il nome di Romano Prodi o dal Movimento Cinque Stelle nel caso di Stefano Rodotà.

Al momento non si conoscono i tempi tecnici di questa tornata elettorale si suppone però che entro l’inizio della prossima settimana l’Italia avrà il suo Presidente della Repubblica.

 

I GRANDI ELETTORI: ECCO CHI SONO REGIONE PER REGIONE

Cinquantotto grandi elettori per venti regioni. Un panorama politico più complesso rispetto a quello di Deputati e Senatori di cui ormai si conoscono i numeri partito per partito. Il quadro dei delegati ora lo presentiamo passando in rassegna tutte le persone elette specificandone anche l’appartenenza. Tranne che in Valle D’Aosta, dove il delegato previsto è uno solo, nelle altre diciannove regioni sono tre. Due rappresentanti vanno alla maggioranza e uno all’opposizione.

Nella Valle D’Aosta è stato eletto il presidente della Regione Augusto Rollandin di centrodestra (Union Valdotaine). In Trentino Alto Adige il governatore Rosa Thaler (Svp centrosinistra), il presidente della provincia autonoma di Trento e Pino Morandini entrambi Pdl. In Friuli Venezia Giulia il numero uno dell’assemblea legislativa Maurizio Franz (Lega Nord), il vicepresidente della giunta Luca Cipriani (Pdl) e il consigliere Franco Bussa (Pd).

Passiamo ora alle grandi regioni del Nord governate dalla Lega Nord. Nel Veneto ci sono il  presidente di giunta e consiglio Luca Zaia e  Clodovardo Ruffato Pdl  e Franco Bonfante del Pd. In Piemonte ci saranno Roberto Cota (presidente della Giunta) e i consiglieri Wilmer Ronzani Pd e Luca Pedrale Pdl. In Lombardia il governatore Roberto Maroni (Lega), il presidente dell’assemblea legislativa Raffaele Cattaneo (Pdl) e Umberto Ambrosoli (coordinatore del centrosinistra).

Poi c’è la Liguria che ha eletto il presidente del consiglio regionale Roberto Monteleone (Udc), il governatore Claudio Burlando (Pd) e il vicepresidente dell’assemblea Luigi Morgillo (Pdl). E l’Emilia Romagna che porta a Roma il governatore  Vasco Errani e il presidente dell’assemblea Palma Costi entrambi Pd e il consigliere Enrico Aimi (Pdl).

Nelle regioni rosse di Toscana e Marche le nomine più difficili. Da Firenze sono arrivati i nomi del governatore Enrico Rossi (Pd), del presidente e del vicepresidente del consiglio Alberto Monaci (Pd) e Roberto Benedetti (Pdl). Da Ancona rientra il numero uno della Giunta il renziano Pd Gian Mario Spacca, quello dell’altro Pd Vittoriano Solazzi insieme a Giacomo Bugaro del Pdl.

Dall’Umbria arriveranno il governatore Catiuscia Marini (Pd) il presidente dell’assemblea regionale Eros Brega (Pd) e Massimo Mantovani del Pdl. Per il Lazio il presidente Nicola Zingaretti (Pd)  e il numero uno dell’assemblea Daniele Leodori (Pd) insieme al consigliere Mario Abbruzzese (Pdl). Dall’Abruzzo stesse cariche: il governatore Gianni Chiodi e il presidente dell’assemblea Nazario Pagano (Pdl entrambi) insieme al capogruppo Pd Camillo D’Alessandro.

quirinale_nome_condivisoMolise e Puglia sono le uniche due regioni a non portare il loro governatore tra i grandi elettori. Quelli che arrivano da Campobasso sono i consiglieri Salvatore Ciocca (Pdci), Francesco Totaro (Pd) e Angela Fusco Perrella (Pdl). Da Bari invece il presidente del Consiglio Onofrio Introna (Sel) e i vicepresidenti Antonio Maniglio (Pd) e Nino Marmo (Pdl).

Dalla Campania arriveranno il governatore Stefano Caldoro e il presidente dell’assemblea regionale Paolo Romano entrambi Pdl e Giuseppe Russo (Pd). Per la Basilicata il presidente della Giunta e quello del consiglio Vito de Filippo e Vincenzo Santochirico (Pd) e Paolo Pastelluccio (Pdl). Dalla Calabria il governatore Giuseppe Scopelliti (Pdl) e i capigruppo di Pdl e Pdl Giampaolo Chiappetta e Sandro Principe.

La Sicilia elegge il presidente Rosario Crocetta del Pd e i consiglieri Francesco Cascio (Pdl) e Giovanni Ardizzone (Udc). Chiudiamo con la Sardegna da dove arrivano i presidenti di giunta e consiglio Ugo Cappellacci e Claudia Lombardo (Pdl) e il capogruppo Pd Giampaolo Diana.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.