Questa legge elettorale non s’ha da fare: no all’abolizione del Porcellum

Alla fine la mozione è stata bocciata dopo una discussione incandescente che rischiava di spaccare il Pd. Si trattava della richiesta di tornare al mattarellum presentata dal parlamentare Roberto Giachetti e sostenuta da altri cento colleghi.  Per ora, quindi, il Porcellum resta in vita.

 

di Viviana Pizzi

porcellum_no_abolitoI voti contrari, in linea con l’accordo governativo Pd – Pdl, non sono soltanto del Partito di Epifani ma anche di quello di Berlusconi. Solo il primo firmatario della proposta, coerente con se stesso, ha votato a favore.

Uno dei firmatari, il piddino Giuseppe Civati che aveva detto no al Governo Letta, spiega così il suo voto contro la sua stessa firma: “È contro la mozione Giachetti che avevo firmato e come me tanti altri. Il M5S ha votato a favore e il Pd ha fatto un altro errore madornale. Nel gruppo avevamo votato a favore in trenta, gli altri hanno votato contro il ritorno al Mattarellum in ragione del percorso di riforme con il Pdl che prende il via oggi. Ora, se ho votato come il gruppo chiedeva di fare in aula, non è in ragione di un’adesione al ripetuto richiamo all’ordine (di cui sono stati protagonisti tutti i leader), ma perché non conta proprio niente che dieci deputati del Pd votino una cosa diversa dal gruppo (limitandosi a non schiacciare il tastino, magari). Anzi. Fa solo più male”.

Il Movimento Cinque Stelle infatti pur non firmando la mozione aveva deciso di dire insieme a Sel purchè non rimanesse il porcellum.

   

COSA PREVEDEVA LA MOZIONE ESAMINATA DALLA CAMERA

Si chiedeva innanzitutto di valutare i diversi disegni di legge presentati dai deputati di schieramento variegato in merito alla questione della legge elettorale. Successivamente però la mozione entrava nel merito e indicava alla Camera dei Deputati l’iter da seguire per abrogare definitivamente il porcellum. Con l’obiettivo di poter dare un governo al Paese.

Ecco che cosa si legge testualmente in quella che viene chiamata mozione Giachetti proprio perché il primo firmatario è Roberto Giachetti del Pd ma di estrazione renziana.

Ricordando che i referendum sulla legge elettorale presentati nel 2009 e nel 2011 sono andati a vuoto  nel primo caso per la mancanza del raggiungimento del quorum e nel secondo perché i quesiti sono stati giudicati inammissibili i firmatari hanno inteso così sostenere la necessità di tornare al mattarellum.

“L’unica modifica al vigente sistemahanno sottolineato i firmatari della mozione –  che possa coagulare in tempi brevi il consenso di un’ampia maggioranza parlamentare è il ritorno alla previgente disciplina, ovvero al cosiddetto Mattarellum; si tratta di una riforma da approvare subito per garantire che un’eventuale consultazione elettorale anticipata non si realizzi più con l’attuale legge elettorale, ma che allo stesso tempo potrà essere superata qualora in sede di riforme costituzionali si approdi a soluzioni che richiedano un sistema elettorale diverso” .

 

antonio_martino_forza_ita_2TRA I CONVINTI DEL MATTARELLUM C’ERA IL NUMERO DUE DI FORZA ITALIA ANTONIO MARTINO MA ANCHE IL CAPOGRUPPO DI SEL GENNARO MIGLIORE INSIEME AL FIOM GIORGIO AIRAUDO

Le firme alla mozione che abbiamo appena illustrato sono circa 100. Quello che lascia interdetti forse quasi tutti è da quali partiti arrivano. Gli unici che non hanno firmato sono i parlamentari del Movimento Cinque Stelle. I leghisti invece avevano già espresso il loro favore in un disegno di legge apposito.

Venendo all’attualità vediamo che la seconda firma non è di un piddino e nemmeno di un montiano ma del pidiellino Antonio Martino. Per chi non riesca a fare mente locale subito ricordiamo che si tratta del parlamentare eletto nelle liste di Silvio Berlusconi da ormai venti anni e riconfermato anche a febbraio. Non è tutto perché stando a una ricostruzione storica accurata sul suo personaggio vediamo che la sua è stata nel 1993 la seconda tessera di Forza Italia dopo quella del Cavaliere, ministro degli Esteri nel primo governo Berlusconi e a capo del dicastero della Difesa nel secondo e nel terzo succedutisi dal 2001 al 2006.

Insieme a lui però hanno firmato lo stesso documento anche Giuseppe Civati, il piddino di sinistra noto per non aver votato la fiducia al Governo Letta e del suo alleato Antonio Decaro. Non è tutto perché sempre sulla stessa lista ci sono anche le firme del capogruppo alla Camera di Sinistra Ecologia e Libertà Gennaro Migliore e dell’ex sindacalista Fiom Giorgio Airaudo.

Con loro anche Gea Schirò, Mario Caruso e Pierpaolo Vargiu di Scelta Civica, Manfred Schullian del gruppo misto minoranze e Renata Bueno rappresentante del Maie- Movimento associativo italiani all’estero nato da una costola ex diessina.

Senza naturalmente elencare anche gli altri deputati di Pd e Sel che hanno firmato questa mozione.

 

IL MATTARELLUM E LE PREFERENZE CHE NON VENGONO ESPRESSE

Il Mattarellum non è altro che un sistema elettorale maggioritario corretto da una quota proporzionale pari a un quarto dei seggi di Camera e Senato.

L’Italia era suddivisa in 475 collegi uninominali per la Camera e 232 per il Senato. Nessun candidato poteva presentarsi in più di un collegio e i rimanenti seggi erano assegnati con un metodo proporzionale.

Sergio_MattarellaPer l’attribuzione dei 155 seggi residui ai quali accedevano solo i partiti che avevano superato lo sbarramento nazionale del 4%.Il calcolo veniva effettuato con il metodo hare dei quozienti naturali. Le poltrone venivano poi ripartite fra le 26 circoscrizioni plurinominali in cui era suddiviso il territorio nazionale all’interno delle quali i singoli candidati — che potevano corrispondere a quelli presentatisi nei collegi uninominali — venivano proposti in un sistema di liste bloccate senza possibilità di preferenze.

Per quanto riguarda il Senato, gli 83 seggi proporzionali venivano assegnati, secondo il dettato costituzionale, su base regionale. In ognuna venivano assommati i voti di tutti i candidati uninominali perdenti che si fossero collegati in un gruppo regionale, ed i seggi venivano assegnati utilizzando il metodo D’Hondt delle migliori medie.  

Per ora però in nessuno dei casi (porcellum e matterellum) era prevista però la preferenza. E la democrazia diretta di cui tutti parlano latita. In un sistema elettorale dove non si potrà mai decidere chi mandare a casa.

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