PRODUTTIVITÀ PARLAMENTO/ La classifica di Openpolis: palma d’oro per Borghesi, il peggiore è Ghedini

Non era ancora capogruppo Idv  alla Camera, Antonio Borghesi, quando ha incassato il titolo di parlamentare più produttivo d’Italia. Gli è arrivato da Openpolis, la rivista specializzata sull’attività di Deputati e Senatori, ed è calcolato in base agli emendamenti presentati come relatore e primo firmatario. Anche le sue presenze in parlamento sono alte e si attestano all’80, 61%. Tra i suoi atti positivi spicca il voto sulla legge in materia di stalking e la contrarietà alla spending review e alla riforma sul lavoro. Trai partiti, al primo posto l’Italia dei Valori, all’ultimo il Pdl.

 

di Viviana Pizzi

openpolis_classifica_parlamentoLa classifica è stata stilata da Openpolis, la rivista specializzata sulle attività parlamentari di deputati e senatori. Negli ultimi giorni è stata aggiornata quella in cui si indica quali sono i parlamentari che producono di più in Italia. Quelli con l’indice di produttività più alto. Durante i quattro anni di attività romana al primo posto il nuovo capogruppo dell’Italia dei Valori Antonio Borghesi che ha raggiunto il punteggio di 1135, 84 seguito a ruota da Franco Narducci del Pd con 1079, 99. Medaglia di bronzo al pidiellino Bruno Donato che arriva a quota 1048,63. I tre peggiori sono Nicolò Ghedini del Pdl con 11,3 Antonio Angelucci sempre del Pdl con 15,8 e Mirco Tremaglia Fli con 15,9.

Come viene calcolato questo quoziente? Non certo vedendo chi resta più ore seduto dietro ai banchi del parlamento. Per arrivare al numero si controlla innanzitutto che fine fanno gli atti presentati o quali restano soltanto intenzioni.

Non fanno punteggio le interrogazioni che non vengono mai prese in considerazione o i decreti legge che non arrivano neppure alle discussioni in Commissione.

Open polis non dice chi lavora e chi no in parlamento, infatti non viene calcolato neppure il lavoro politico e istituzionali collegato a incarichi parlamentari come quello di presidente o vicepresidente di assemblea. I criteri necessari per arrivare all’algoritmo numerico sono  la presa in considerazione della tipologia dell’atto, il consenso ricevuto, il suo iter e la partecipazione del parlamentare ai lavori.  A ognuno di questi valori viene affidato un numero con il quale si arriva al calcolo dell’indice di produttività.

Per avere più punti è importante essere primo firmatario e relatore di un testo di legge, ruoli ai quali almeno formalmente va attribuito l’esito positivo di un atto, anche se spesso apporre la propria firma sotto a un atto non significa automaticamente averci lavorato.


L’ANALISI DEL LAVORO DI BORGHESI

Borghesi è di certo il deputato che ha partecipato di più di altri a disegni di legge come primo firmatario e come relatore. Anche come partecipazione ai lavori della Camera però non sfigura. Dal 2008 fino ad adesso è stato presente in 8920 votazioni su 11066. La percentuale di presenze alla Camera sono dell’80, 61% contro le 1430 assenze che corrispondono al 12,92% di tutta l’attività parlamentare dall’inizio della legislatura.

In 716 casi è risultato missionario raggiungendo una percentuale del 6,47%. Ha lavorato a quaranta disegni di legge come primo firmatario, a 108 come cofirmatario e a 5 come relatore. Diciannove le mozioni che lo lo hanno visto come proponente. In appoggio agli altri 146 volte. Ha elaborato 61 interpellanze, 99 interrogazioni a risposta orale, 271 interrogazioni a risposta scritta, 26 interrogazioni in commissione, 24 risoluzioni in assemblea, 13 risoluzioni in commissione, 4 risoluzioni conclusive,  367 ordini del giorno in assemblea e infine 6125 emendamenti.

Il suo impegno è stato indirizzato su temi che interessano l’economia, il lavoro, le imprese, lo Stato, la pubblica amministrazione, tasse e imposte, diritto, trasporti, enti locali, finanza, società, giustizia, ordine e sicurezza pubblica, salute, politica, banche istituti e aziende di credito, ambiente e territorio, previdenza e pensioni, finanziamenti.

E’ un fedelissimo del partito perché non ha quasi mai esercitato il cosiddetto “voto ribelle” ossia contrario ai dettami dell’Idv. Ha votato contro la legge sulla spending review, il decreto anticorruzione, e la riforma del lavoro voluta dal Governo Monti. Favorevole è stato alla legge sull’inserimento delle quote rosa nei consigli di amministrazione, all’inserimento dello stalking come reato, alla soppressione delle province e al risanamento ambientale della città di Taranto.

Questi invece i rapporti che intrattiene con gli altri deputati in materia di voto. Si trova maggiormente in sintonia con Sergio Michele Piffari, Giovanni Paladini, Francesco Barbato, David Favia e Pierfelice Zazzera dell’Idv. Riguardo agli altri partiti il suo voto è simile soprattutto a quello dei piddini Marco Carra, Tino Iannuzzi, Massimo Zunino, Sergio Brandolini, Angelo Zucchi, Pierangelo Ferrari, Giampaolo Fogliardi, Raffaella Mariani e Marco Causi.


LA CLASSIFICA DELLA PRODUTTIVITÀ DEI PARTITI

Openpolis ha stilato anche la classifica di produttività in base ai partiti: il primo risulta essere Italia dei Valori con un indice 224, 3 seguita dalla Lega Nord con 142, 7 terzo posto tocca all’Udc con 137,2. Fuori dal podio il Pd con 128,3, Fli con 118,3. Ultimo come partito il Pdl con 117, 9. Chi ha prodotto di meno però è il cosiddetto Gruppo Misto che raggiunge l’indice di 109,4.

I livelli di valutazione che sono stati seguiti sono più o meno uguali a quelli dei singoli parlamentari con qualche variazione aritmetica per il calcolo del quoziente raggiunto.

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