PROCESSO RUBY/ Vince la Procura, Berlusconi condannato per concussione e prostituzione minorile a 7 anni di reclusione

Dopo ore e ore di Camera di Consiglio i giudici del Tribunale di Milano riuniti in sezione collegiale hanno condannato il Cavaliere a sei anni di reclusione per concussione e prostituzione minorile. Una sentenza che non è ancora definitiva ma macchia per sempre la carriera politica di Berlusconi. Con pena accessoria, ancora più importante del carcere, dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. I legali faranno appello e tenteranno ancora una volta di smontare le accuse in secondo grado. Un anno in più di quanto aveva chiesto il pm per quanto riguarda la concussione per costrizione.

DI Viviana Pizzi

Ha atteso la sentenza per tutta la giornata nella sua villa di Arcore, la residenza al centro del processo. Erano le 17.20 di oggi quando i giudici presieduti da berlusconi_condannato_concussioneGiulia Turri hanno emesso il verdetto di condanna a 7 anni di reclusione per prostituzione minorile e concussione per costrizione secondo la nuova normativa.  Hanno concesso alla Procura di Milano l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Tutto questo dopo un anno e mezzo di processo e cinquanta udienze. I beni in possesso di Ruby e del compagno sono stati seqeustrati.  All’epoca dei fatti era presidente del Consiglio dei Ministri.

Un dispositivo che accoglie in toto le richieste che furono del pubblico ministero Ilda Boccassini oggi non presente in aula. C’era invece ad attendere la sentenza il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati che con la sua fisicità davanti alla Corte da pieno appoggio ai pm che hanno lavorato sul caso.

Tutto questo per Berlusconi significa, qualora dovesse essere confermato, che mai più potrà candidarsi a una qualsiasi elezione. E che se la condanna per il processo Mediaset dovesse diventare definitiva nel prossimo inverno, Berlusconi decadrà per sempre dalla carica di senatore dovendosi ritirare a vita privata.

LA TESI DELL’ACCUSA: UN SISTEMA PROSTITUTIVO PER SODDISFARE I DESIDERI SESSUALI DI SILVIO BERLUSCONI

L’accusa di prostituzione minorile deriva dal fatto che Karima El Mahoug, conosciuta da tutti come Ruby Rubacuori, era stata ospite da minorenne  nella villa di Arcore.

E avrebbe partecipato, così come altre ragazze presenti, a serate dall’alto tasso erotico nella residenza dell’ex premier. Ruby e tutte le giovani ospiti avrebbe ricevuto soldi e regali. A quelle più compiacenti era addirittura concesso di vivere in appartamenti di via Olgettina a Milano e che ancora oggi per le loro “prestazioni” avrebbero avuto uno stipendio di 2500 euro al mese dall’ex premier. Berlusconi è finito nel tritacarne giudiziario grazie a due leggi varate nel 2006 e nel 2008 dai suoi stessi governi che servivano a combattere in maniere forte la prostituzione minorile.

Il reato di concussione invece si configurerebbe la sera tra il 27 e il 28 maggio 2010. Quando la ragazza minorenne venne portata in Questura a Milano in seguito a un tentativo di furto. Il Cavaliere quella sera era a Parigi e chiamò gli uffici della polizia sostenendo che dovevano lasciarla andare perché era la nipote del presidente Egiziano Hosni Mubarak. Circostanza poi rivelatasi falsa nonostante Ruby fu fatta uscire dagli uffici e affidata alla custodia dell’ex consigliere regionale della Lombardia Nicole Minetti, imputata insieme e Emilio Fede (ex direttore del Tg4) e Lele Mora in un processo parallelo. Dove sono accusati tutti di prostituzione minorile perché non potevano non sapere che la marocchina Karima, non egiziana, era minorenne quando frequentava la villa di Berlusconi. Che in questo caso è stato accusato di aver abusato della sua autorità per tirare fuori la marocchina dal quel brutto pasticcio.

Un sistema che la stessa Ilda Boccassini nella sua requisitoria (quella durata sei ore e durante la quale ha chiesto sei anni di reclusione e l’interdizione berlusconi_condannato_concussione_2perpetua dai pubblici uffici) “prostitutivo organizzato allo scopo di procurare la soddisfazione sessuale di Silvio Berlusconi”.

Per quanto riguarda la vicenda della Questura la Boccassini ha sempre sostenuto che si sapesse che la storia fosse una balla inventata ad arte per far uscire Ruby e garantirle di continuare la sua vita come se nulla fosse. E’ partita proprio da quegli uffici l’indagine che ha poi portato all’istruzione di questo processo e di quello parallelo Minetti- Fede- Mora.

LA DIFESA: NON ESISTONO NE PROSTITUZIONE MINORILE NE CONCUSSIONE

In primis l’avvocatò Niccolò Ghedini ha puntato sul fatto che i giudici del processo Berlusconi siano prevenuti contro Silvio Berlusconi.

Secondo la sua tesi Berlusconi era sempre stato convinto che Ruby Karima fosse una ragazza egiziana e vicina al presidente Mubarak. Secondo la sua ricostruzione i due si sarebbero conosciuti “durante un pranzo istituzionale” . Tesi confermata anche da un ex consigliere di Berlusconi per la politica estera considerato però uno dei testi falsi della difesa dalla procura.

Il Cavaliere inoltre non si sarebbe reso responsabile di nessun reato di concussione perché il fatto non sussiste. Tutto questo perché Ruby non doveva essere né arrestata e né portata in carcere. Secondo il legale poi “non sempre le azioni compiute da un pubblico ufficiale possono essere considerate reati contro la pubblica amministrazione”.

E sulla prostituzione minorile Ghedini ha provato a smontare l’accusa sostenendo che Berlusconi stesso non abbia avuto alcun rapporto sessuale con la minorenne e citando l’articolo 600 bis del codice penale secondo il quale bisogna che ci sia un rapporto diretto tra sesso e il denaro ricevuto altrimenti il reato non c’è.

L’ATTENZIONE DEI MEDIA E LE MANIFESTAZIONI PRO E CONTRO BERLUSCONI

Il processo che si è concluso oggi ha visto più che mai l’attenzione dei vari media arrivati da tutto il mondo. Un leader politico ex premier accusato di prostituzione minorile non si vede tutti i giorni.

In altri paesi europei e negli Usa in particolare un’accusa del genere avrebbe minato già da anni la sua credibilità politica mettendolo fuori dal parlamento. Da noi però l’ex premier non solo è ancora all’interno del sistema ma è riuscito a farsi eleggere senatore della Repubblica. E con il suo partito gioca ancora un ruolo fondamentale all’interno del Governo Letta. Nel capoluogo lombardo tutte le principali testate mondiali e non solo.

Davanti al Tribunale di Milano si sono radunate parecchie persone. Non tutte a dar sostegno ai  giudici che dovevano decidere ma anche per sostenere Berlusconi con al seguito le bandiere di Forza Italia. E c’erano anche donne anziane che hanno avuto il coraggio di sostenere che “tanto lo fanno tutti” una volta intervistate dai colleghi di Repubblica.it durante la diretta video programmata per tutta la giornata.

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