Processo Mediaset, la corte d’Appello respinge la richiesta di sospensione: ora il Cav. rischia grosso

Seconda sberla giudiziaria in pochi giorni. Dopo essersi visto negare l’istanza di trasferimento da Milano a Brescia per i processi Ruby e Mediaset, ora Berlusconi si ritrova con un’altra gatta da pelare: niente sospensione per il processo Mediaset. E ora le cose si complicano, per il Cav.

 

avvocato_ghedini_mediaset_no_sospensioneNessuna sospensione al processo d’appello sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv da parte del gruppo Mediaset. Lo hanno deciso i giudici della seconda sezione penale della corte d’appello di Milano, che hanno respinto la richiesta della difesa di Silvio Berlusconi. “La pronuncia della Consulta non risulta decisiva ai fini della definizione della presente fase di gravame”, ha sostenuto la corte presieduta dal giudice Alessandra Galli.

La difesa di Silvio Berlusconi, come era stato preannunciato, aveva chiesto la sospensione del dibattimento (ripreso dopo la decisione della Cassazione di non trasferire il procedimento a Brescia) in attesa della decisione della Consulta relativa al conflitto di attribuzione sollevato nel marzo del 2010 sull’ordinanza con cui il tribunale aveva negato il rinvio di un’udienza per legittimo impedimento. Il procuratore generale si era opposto alla richiesta della difesa e aveva chiesto di proseguire regolarmente l’udienza.

Silvio Berlusconi, in primo grado, era stato condannato a quattro anni per frode fiscale e in secondo grado il pubblico ministero aveva chiesto la conferma della sentenza che prevede anche cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. già prima dell’inizio dell’udienza, Berlusconi, intervenendo al Tg5, aveva parlato del processo e della possibile condanna. “Con una sentenza che mi vuole condannare a quattro anni di carcere – aveva detto l’ex premier – con l’interdizione dai pubblici uffici si verifica un attacco ai miei diritti politici: dovremo dar vita prima o poi ad una inchiesta in Parlamento per verificare questa situazione e per porre fine ad un fenomeno come questo”.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Repubblica.it

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