Privacy, il garante preoccupato per le violazioni “Lo strapotere è inaccettabile”

Presentato il rapporto dell’Autorità: oltre 600 le violazioni e danni per 3 milioni 800 mila euro. L’appello: fermare la violenza verbale in rete. Aumentano segnalazioni e sanzioni.

 

È sulla frontiera del web che si gioca la sfida più difficile della tutela della privacy, valore “ineliminabile” per le democrazie europee: nessun compromesso alviolazione_privacy_garante_preocppuato ribasso, dunque, sulle norme che la proteggono, neanche in nome della sicurezza. Nel pieno dello scandalo Datagate il Garante Antonello Soro, a Montecitorio per la prima Relazione annuale, prende le distanze dal modello Usa e insieme lancia un doppio altolà: allo strapotere dei colossi di Internet e alla violenza verbale in rete. Un tema, quest’ultimo, caro anche alla presidente della Camera Laura Boldrini, che sottolinea l’«urgenza» di pensare «in primo luogo ai soggetti più esposti, come i ragazzi alle prese con il web».

«La pretesa di proteggere la democrazia attraverso la compressione delle libertà dei cittadini rischia di mettere in discussione l’essenza stessa del bene che si vuole difendere», ammonisce Soro, parlando di crescenti timori per le «notizie che arrivano dagli Usa» e ricordando che l’Europa, impegnata nella revisione complessiva delle norme sulla protezione dei dati, attesa nel 2014, «intende ribadire il ruolo centrale delle proprie regole, superando le resistenze degli altri Paesi e delle grandi corporazioni».

Nel mirino del Garante italiano gli operatori “over the top”, i big come Google, Facebook, Amazon «presso i quali si concentra, indisturbato, l’oceano di informazioni che circolano in rete». Uno strapotere che «non può essere più ignorato», come non si può più accettare “l’asimmetria normativa” rispetto alle imprese europee: è giusto, insomma, che i colossi del web si conformino alle nostre regole quando trattano i nostri dati. Tanto più perché la `trasparenza assoluta´ della rete è «un mito» e «non necessariamente significa verità»: l’utente viene «inconsapevolmente guidato nelle scelte» e i «maggiori operatori possono liberamente decidere la gerarchia delle notizie».

Altro tema scottante, la violenza che si coagula nelle piazze virtuali, il dissenso che diventa offesa, la rete che si fa “spazio anomico” in cui si propagano «ingiurie, minacce fondate sull’orientamento di genere, dirette contro le donne o le minoranze etniche o religiose, «con conseguente a volte drammatiche», sottolinea Soro. Ne sa qualcosa Carolina, avverte Boldrini, citando il caso della ragazza di Novara «che pochi mesi fa ha deciso di farla finita dopo che alcuni suoi coetanei che avevano abusato di lei avevano postato su Facebook due video che la ritraevano ubriaca». È ora di responsabilizzare i protagonisti della rete, secondo Soro, bilanciando «il diritto all’anonimato con le esigenze di accertamento dei reati».

Su un fronte aperto e già terreno di scontro, le intercettazioni, Soro annuncia che il Garante adotterà a breve un provvedimento generale «per indicare soluzioni idonee ad elevare lo standard di protezione dei dati trattati ed evitarne indebite divulgazioni». Serve «cautela» per evitare «fughe di notizie, che rischiano di danneggiare le indagini e di violare la dignità delle persone», e «quel `giornalismo di trascrizione´ che finisce con il far scadere la qualità dell’informazione».

violazione_privacy_garante_preocppuato_2Sempre in tema di cronaca giudiziaria, il Garante suggerisce anche «cautele ulteriori rispetto alla Carta di Treviso» per i minori e le vittime e una revisione del codice dei giornalisti, per «coniugare al punto più alto diritto di cronaca e dignità della persona». Una responsabilità alla quale anche Boldrini richiama gli operatori dell’informazione: «distinguano tra ciò che è notizia e ciò che è vicenda privata, perfino pettegolezzo».

Centrale resta la consapevolezza dei singoli, che «devono diventare parti attive «nel pretendere e richiedere la tutela dei propri dati», dice Soro. Un discorso che vale soprattutto per i più giovani, da educare all’uso consapevole di Internet, come ricorda anche Telefono Azzurro.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE –Lastampa.it

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