PRIMARIE/ Il caso più assurdo a Isernia: torna dall’Erasmus per votare, porta la giustificazione ma…

Pier Luigi Bersani ha vinto, Matteo Renzi ha perso. Il sindaco di Firenze ha subito precisato che nessuno avrebbe parlato di brogli dopo i risultati. Eppure un dato è oggettivo: sugli oltre 120 mila richiedenti, poco più di settemila sono riusciti ad ottenere il fatidico “sì” per partecipare al ballottaggio delle primarie. Si dirà: non c’erano valide motivazioni per accettare le “giustificazioni”. Certamente. Quanto accaduto a Isernia, però, lascia più di un dubbio: una studentessa Erasmus, tornata a casa anticipatamente proprio per partecipare al voto, non è stata ammessa al ballottaggio. Nonostante si sia attenuta scrupolosamente al regolamento. E nonostante avesse messo a disposizione anche i biglietti aerei a testimonianza della bontà delle sue parole.

 

di Antonio Acerbis

foto_stanstedSalve, vorrei chiedervi alcune informazioni. Una persona che al primo turno non ha votato può votare al ballottaggio?”.

Angela è una studentessa molisana in Erasmus in Inghilterra. È lei che scrive questa mail, il 29 novembre, direttamente al comitato nazionale per le primarie Italia bene comune. La richiesta è semplice: torno apposta dall’Inghilterra per poter partecipare al ballottaggio Renzi-Bersani, per motivi indipendenti dalla mia volontà non ho potuto votare al primo turno (non ero in Italia), posso ora?

La risposta è inequivocabile: “la procedura di ammissione al secondo turno è nella delibera n.25”. In effetti così è. Andando a leggere proprio questa delibera si evince che “spetta al Coordinamento provinciale valutare la consistenza o meno delle cause, indipendenti dalla volontà dell’elettore, che ne hanno impedito l’ iscrizione all’Albo degli elettori entro il 25 novembre”. Insomma, la decisione è a discrezione del singolo Coordinamento provinciale, precisato che ci devono essere consistenti motivazioni “indipendenti dalla volontà dell’elettore”.

Perfetto: la ragione è più che valida. Non ci saranno problemi. D’altronde lo stesso comitato nazionale gira ad Angela l’indirizzo e-mail per contattare direttamente il Coordinamento provinciale di Isernia. A questo punto siamo al 30 novembre (anche le date sono importanti, dato che, da regolamento, le “giustificazioni” possono essere inviate proprio entro il 30). Scrive la studentessa al comitato isernino: “Salve, vi scrivo per la partecipazione al secondo turno delle elezioni primarie. Ho inviato ieri la mia richiesta di iscrizione al secondo turno che suppongo vi sia già pervenuta. In ogni caso ribadisco ancora una volta di essere stata impossibilitata a votare al primo turno in quanto mi trovavo in Erasmus universitario in Inghilterra, organizzato dall’università la Sapienza di Roma. Sono disposta a fornirvi i biglietti aerei che testimoniano la mia assenza in Italia. Vi ringrazio in anticipo, cordialmente”.

foto_1Nulla di più chiaro. Peccato, però, che non lo sia stato per il Coordinamento provinciale di Isernia. Nessuna risposta, infatti, arriva alla ragazza. Niente. Silenzio assoluto. Nonostante tutto fosse avvenuto secondo le regole. Nonostante Angela avesse messo a disposizione anche i biglietti aerei a testimonianza della bontà delle sue parole (biglietti aerei di cui Infiltrato.it è venuto in possesso e che, a scanso di equivoci, pubblichiamo).

La vicenda, però, non finisce qui. Arriviamo al primo dicembre. Non potendo Angela telefonare perché in viaggio dall’Inghilterra, a prendere il telefono è il ragazzo della studentessa, il quale contatta una dei tre membri del Coordinamento, Sara Ferri, la quale, peraltro, è anche coordinatrice provinciale di Sel. Ma niente da fare. Siamo fuori tempo massimo, dice. “Mi sono sentito dire da Sara Ferri – ci racconta il ragazzo di Angela – che non è colpa sua se Angela se n’è ricordata il 30”. Peccato, però, che – come detto – da regolamento il 30 novembre è giorno utile per presentare la propria giustificazione e, nel caso, essere ammessi all’Albo. D’altronde, se così non fosse, per quale ragione metter su un Coordinamento se non per occuparsi di queste vicende, leggere le mail e rispondere – a prescindere – valutando la consistenza delle motivazioni? Come ad esempio è accaduto a Roma. Secondo quanto ci è stato detto dal Coordinamento della capitale, lì sono arrivate circa 17 mila mail. E tutte hanno ricevuto risposta. Perché a Isernia si è preferito non rispondere nonostante le mail arrivate siano state poco più di cento?

Insomma, Angela non solo aveva validi motivi per partecipare al ballottaggio, non solo è tornata apposta dall’Inghilterra, non solo non è stata ammessa. Ma, nei fatti, non è stata nemmeno degnata di una risposta. Nonostante il Coordinamento debba assolvere proprio a questi compiti.

D’altronde non c’è affatto da sorprendersi. Secondo i dati sarebbero oltre 120 mila le “giustificazioni” arrivate al comitato Italia Bene Comune. Di queste, però, poco più di sette mila sono state accettate. Meno del 10%. In alcune città la vicenda sembrerebbe ancora più clamorosa. A Livorno, ad esempio, su 1094 richieste arrivate (951 mail, 50 lettere, 93 fax), non ne è stata accettata nemmeno una. A Empoli soltanto 11 su 1331. In tutta la Lombardia poco più di mille su un totale di 25 mila domande. Numeri che, ovviamente, lasciano pensare.

Non sarebbe convenuto, a questo punto, a scanso di equivoci e possibili lamentele, precisare nero su bianco che soltanto gli iscritti all’Albo per il primo turno avrebbero poi potuto partecipare al ballottaggio? Perlomeno Angela – e tante come lei – si sarebbero risparmiate un viaggio. Inutile.

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