POST ELEZIONI/ Isernia: il Sindaco De Vivo e lo spauracchio della vecchia politica

Ad Isernia, per manifesto errore nella scelta del candidato del centro destra, ha vinto un sindaco dell’area di centro-sinistra. Il valore aggiunto di Ugo De Vivo, professionista stimato,è indubbio. Tuttavia è un momento delicato in cui è necessario far avvertire alla popolazione che ci si avvia su una nuova strada nella guida del territorio. Ed è proprio qui che si avverte, a distanza di una settimana dai risultati elettorali, il concreto pericolo di ricadere nel solito pantano della vecchia politica con in più la debolezza legata alla composizione del consiglio.

di Carlo Flai

spauracchioCosa ci si potrebbe aspettare dal sindaco per un reale cambiamento?

In primo luogo dovrebbe spiegare la reale situazione del bilancio e la reale situazione attuale della macchina amministrativa comunale, da accompagnare con un programma per la città di alto respiro capace di far comprendere che un nuovo futuro è possibile. Dall’edilizia, così come l’ha delineata nei suoi intenti, al fine del recupero del patrimonio esistente, alle nuove politiche energetiche, alla realizzazione del ciclo dei rifiuti a residuo zero, ad un nuovo assetto urbanistico con il potenziamento delle aree verdi, ad una rivalutazione del mercato cittadino per la promozione delle produzioni locali, alla promozione di una nuova politica culturale e la possibilità di utilizzo dell’Auditorium anche con formazione di consorzi a valenza multi regionale che possano ammortizzare le spese di gestione non sostenibili dal solo comune di Isernia.

Il programma dovrà essere condiviso con la cittadinanza, così come promesso e diventa, a tal fine, fondamentale una comunicazione costante con la gente e la trasparenza delle decisioni.

Se questo dovesse avvenire, Ugo De vivo eviterebbe il pantano della vecchia politica, entrerebbe in sintonia con i cittadini ed aiuterebbe la città d’Isernia in primis, ma anche tutta la Regione, ad avere una speranza nel futuro.

Riuscirà il sindaco ad assumere questo gravoso compito nella massima autonomia?

C’è bisogno di una nuova etica nella gestione della cosa pubblica e nella politica. Se ciò non avviene questo territorio sarà destinato ad una decadenza senza ritorno.

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