PDL/ Effetto Polverini sul partito: dimissioni a catena. Solo Alemanno prova a resistere

Renata Polverini non è più il presidente della Regione Lazio. Ma Gianni Alemanno, al contrario delle ultime voci venute fuori, resiste e resta al suo posto: sindaco di Roma. Ma intanto da Ostia a Bologna passando per Savona ci sono esponenti politici che si ribellano al “modello Batman”. A Lecco invece il primo esempio di Pdl che vuole cambiare: il presidente dell’Aler di Lecco è stato costretto alle dimissioni dopo aver forato le gomme dell’auto di un disabile.

di Viviana Pizzi

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Le dimissioni di Renata Polverini dalla Regione Lazio e le recenti dichiarazioni di Franco Fiorito su quello che avveniva all’interno del Pdl locale oltre che nello scenario politico romano, stanno creando scompiglio anche nel partito di Berlusconi. In questi giorni si susseguono le riunioni per trovare la quadra del cerchio e ripartire dopo lo scandalo dei fondi regionali. Un no certo allo sfaldamento del Pdl in favore di nuovi soggetti politici lo ha sottolineato l’onorevole Fabrizio Cicchitto secondo cui “se il partito si sfarina finisce il centrodestra”. Per dare una linea chiara alla nuova linea si attendono le dichiarazioni di intenti di Berlusconi sulla sua candidatura a premier oppure sullo scioglimento del partito in vista di una creazione di un soggetto politico diverso e con facce nuove. Ma intanto a livello locale ci sono movimenti e scandali in tutte le regioni. A partire proprio dallo stesso Lazio dove si annunciavano le dimissioni di Gianni Alemanno da sindaco di Roma. Dopo qualche ora dalla circolazione della notizia è stato proprio lui stesso a smentire la notizia.

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ALEMANNO: RESTO SINDACO DI ROMA NON MI DIMETTO

Le sinistre dovranno trovare un altro strumento per battermi– ha sostenuto Alemanno-resto sindaco di Roma”. Con queste parole ha stoppato definitivamente le voci di chi lo voleva alla canna del gas e pronto alla election day Regione e Campidoglio

Alemanno è davvero stanco di sentir parlare del suo gettare la spugna e accusa le sinistre e i giornali di parlarne ormai ogni mercoledì come fosse il “mercoledì delle dimissioni.”  Il centrosinistra, a parere del primo cittadino della capitale, sta cercando di smontare una eventuale sua ricandidatura mostrando solo paura. 

 OSTIA: SI DIMETTE UN CONSIGLIERE COMUNALE

 Il lido di Ostia è a pochi chilometri da Roma: l’effetto Polverini è arrivato quasi immediatamente fino al cosiddetto “tredicesimo consiglio”. Anche qui la maggioranza in consiglio comunale è di centrodestra. E all’interno di essa si sono sentite le onde sussultorie del sisma generato dall’affaire Fiorito.

Il consigliere Pdl Riccardo Colagreco si è dimesso facendo venir meno l’unità all’interno della Giunta comunale.

Il suo ritiro dalla scena ostiense lo ha motivato alle telecamere di Ostia Tv. “Mi sono dimesso – ha sostenuto – perché stanco di non realizzare nulla. Per rispetto dei miei elettori e dei miei figli. E anche per stimolare i consiglieri di destra e di sinistra a fare il proprio lavoro”. Le sue dichiarazioni sono state smentite dal capogruppo del Pdl Salvatore Colloca ma tutto questo non è bastato a far ritornare Colagreco sui suoi passi.

BOLOGNA: SI AUTOSOSPENSONO DUE CONSIGLIERI COMUNALI

Da Ostia a Bologna la musica è la stessa. La stanchezza per quello che succede è palpabile. Al Comune infatti i pidiellini Lorenzo Tomassini e Patrizio Gattuso sono usciti dal partito, decidendo di autosospendersi e non prendere parte ai meeting del loro precedente gruppo consiliare.

Il loro è un segno di protesta nei confronti dei dirigenti del partito locale al quale chiedono di “assumere un atteggiamento di rottura senza se e senza ma” nei confronti dell’attuale situazione politica. I due sono convinti, e lo chiedono direttamente al segretario nazionale Angelino Alfano, di azzerare l’attuale classe dirigente perché per loro è impossibile aver creato il male e trovare successivamente la cura. Hanno chiesto un confronto all’ex guardasigilli per sapere cosa ne è delle primarie e di inserire delle regole per le assemblee a livello locale. Non si sono dimessi soltanto per contestare quello che è successo nel Lazio ma soprattutto “per chiedere più trasparenza sia a livello nazionale che locale”. L’ultima richiesta, forse quella più astronomica, è la pubblicazione on line di tutte le spese.

SAVONA: IL PDL ROMANO FACCIA AMMENDA E RICOMINCI DA ZERO

A Savona non sono i singoli a dire basta ai “Batman Fiorito”. Ci ha pensato direttamente il coordinatore provinciale Andrea Valle insieme agli altri rappresentanti locali del partito di Berlusconi.

I batman dell’ultim’ora– ha sottolineato all’Hotel Riviera Suisse di Savona il coordinatore provinciale- hanno poco di supereroi. Dobbiamo stare lontani anche da imbarazzanti maschere di maiali. Il coordinamento provinciale di Savona ha sempre fatto sul serio: è da febbraio che si lavora e si riunisce regolarmente, e ora siamo più determinati che mai – sono le parole di Valle – Oggi, l’unico punto all’ordine del giorno, è quello con cui si chiede al partito romano di fare il punto della situazione per ciò che concerne il coordinamento regionale ligure, anche perché ormai è risaputo che, da ben un anno e mezzo, non si riunisce, e sarebbe dunque il caso di mettere ordine”.

Azzeramento totale quindi secondo i dirigenti di Savona. Il comportamento di Franco Fiorito, che si vanta di stare meglio in carcere che nel Pdl, e al quale sono stati sequestrati diversi beni tra i quali la villa del Circeo, non piace a chi ha scelto la carriera politica non solamente per arricchire il proprio portafogli.

SCANDALO LECCO: IL DIRIGENTE PDL CHE FORA LE GOMME DI UN’AUTO DI UN DISABILE COSTRETTO A DIMETTERSI

Antonio Piazza, dirigente Pdl e presidente dell’azienda lombarda per l’edilizia residenziale di cui è presidente a Lecco, si è reso responsabile di un episodio che ha del grottesco. Aveva infatti parcheggiato la sua Jaguar nel posto riservato ai disabili. Uno dei destinatari veri del parcheggio ha provveduto a segnalare la cosa ai vigili urbani chiedendo a Piazza di spostare la propria auto. In primo luogo l’ex dirigente Pdl è stato costretto ad eseguire gli ordini. Ma una volta che l’invalido si è allontanato Piazza gli ha forato le gomme della vettura.

Inquivocabile quanto accaduto: il tutto era stato ripreso dalle telecamere della zona. Immediato il provvedimento del Pdl che lo ha costretto a dimettersi dal suo incarico nonostante lui non fosse affatto d’accordo.

Le mie dimissioni – si è giustificato il numero uno dell’Aler lecchese con i quotidiani locali – non sono assolutamente giuste. Non le ho certo date volontariamente. Il mio comportamento è sempre stato improntato nella massima correttezza nel ruolo che ho svolto fino ad oggi nell’azienda lombarda per l’edilizia residenziale. Spero che l’assessore lombardo nelle prossime ore le respinga”.

Certo in questo caso non si parla di corruzione o di soldi spesi male, ma è comunque un primo esempio di Pdl che vuole cambiare e uscire fuori dagli schemi in cui tutto è lecito.

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