Pd a rischio crac: e spunta una lettera ai dipendenti dove si annunciano i tagli

Per il Partito Democratico il 2013 rischia di essere l’Annus Horribilis di una storia politica decennale ma sull’orlo del baratro. Dopo l’ennesima sconfitta della gioiosa macchina da guerra, adesso il vero problema è economico: le finanze languono e si rischia il crac. Soluzione? Si taglia. Come si evince dal documento firmato da Antonio Misani e Francesco D’Avanzo.

 

pd_crackNel caso il finanziamento pubblico ai partiti venisse abolito, o rivisto, la macchina del PD potrebbe collassare. La prova è finita in rete.

Una lettera indirizzata ai circa duecento dipendenti del Partito Democratico a firma Antonio Misiani (il tesoriere), in cui si annuncia un piano di ristrutturazione “lacrime e sangue”.

È questo il contenuto pubblicato in esclusiva dal sito de La Zanzara, popolare trasmissione radiofonica di Radio 24, condotta da David Parenzo e Giuseppe Cruciani.

Nella lettera, si parla senza mezzi termini di un “severo ridimensionamento della struttura dei costi del PD nazionale per arrivare preparati ad affrontare la complessa fase di passaggio ad un nuovo modello di finanziamento dei partiti“, che comincerà immediatamente, a partire dal mese di aprile.

Con la chiusura delle sedi di “via del Tritone 87 e 169”, “la riorganizzazione degli spazi assegnati a dipendenti, collaboratori e dirigenti politici”, la riduzione del 75% dei budget “assegnati ai membri della Segreteria nazionale e ai Giovani democratici”, l’azzeramento del budget ai forum.

Ma non solo, perché ad essere toccati direttamente saranno anche i dipendenti e “i contratti con i fornitori, del PD e di YouDem, al fine di massimizzare le economie di spesa”.

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