PARLAMENTO/ Riprendono i lavori. Ma in assemblea si parla solo di Mongolia, Cina, laghi prealpini e di “strutture metalliche” del teatro di Roma

Dopo la pausa estiva, anche a Montecitorio si torna al lavoro. Di cosa si sarà parlato? Sulcis? Alcoa? Irisbus? Niente affatto: da due giorni alla Camera si discute di “Accordo di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare cinese”, della “Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Mongolia” e di laghi prealpini. Non va meglio al Senato: qui i lavori riprendono oggi, ma c’è spazio solo per quattro interrogazioni. Di cui una “sull’installazione di strutture metalliche che limitano la visione degli spettacoli presso il teatro dell’opera di Roma”.

 

di Antonio Acerbis

Onorevoli-fannulloni1Per fortuna le vacanze sono filate liscio. Renato Schifani e Gianfranco Fini avevano avvisato tutti i parlamentari: nel caso in cui lo spread dovesse tornare a salire – avevano ammonito – si ritorna immediatamente al lavoro. Per il bene di tutti. Per il bene dell’Italia. Deo gratias lo spread è restato buono. Meno buoni, invece, sono stati gli operai di Alcoa e Sulcis – per fare uno dei tanti esempi che si potrebbero fare – che, dinanzi all’evidenza di un posto di lavoro perduto, si sono mobilitati: chi scendendo in piazza, chi scendendo addirittura a 400 metri di profondità.

Beh, ma ora riaprono Camera e Senato – avrà pensato pensato – i parlamentari affronteranno con responsabilità la questione. Bene. Si è partiti ieri, con la prima assemblea post-estate della Camera. Alle 15,00 ovviamente. Se fosse stata fissata di mattina, i parlamentari pendolari si sarebbero dovuti avviare il giorno prima, il che avrebbe voluto dire un giorno in meno di ferie.

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Dopo le interrogazioni parlamentari, spazio alla discussione dei disegni di legge. Di cosa si sarà discusso? Di spread, di lavoro, di decrescita, di disoccupazione giovanile? Niente affatto. Si comincia con l’urgente “Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare cinese”. Importante d’altronde fare film in Cina. Una ratifica, peraltro, che si attende dal 2004, anno in cui l’accordo venne sottoscritto a Pechino. Dopo otto anni, insomma, speriamo che tutto si concludi per il meglio.

Passiamo al successivo disegno di legge. Un’altra “ratifica ed esecuzione”, ma questa volta con la Repubblica di Corea. Insomma, si rimane in Oriente. E ci si resta con la successiva discussione: “Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Mongolia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con protocollo aggiuntivo, fatta a Ulan Bator l’11 settembre 2003”. Giornata impegnativa, insomma. E nemmeno è finita qui. C’è spazio ancora per altre due ratifiche ed esecuzioni: una con il Pakistan, l’altra con l’Afghanstan. Tanto per non scontentare nessuno. E poi chiusura in bellezza con le mozioni “concernenti iniziative in materia di gestione del servizio pubblico di navigazione sui laghi prealpini”. Sì esatto: laghi prealpini.

Ed oggi non è andato tanto diversamente: stesso identico ordine del giorno (a parte la discussione sull’autorizzazione a procedere nei confronti dell’onorevole Nino Lo Presti). Osserva a giusta ragione l’onorevole Idv Francesco Barbato sul suo profilo facebook: “Alla camera votazioni per accordo cinematografico con Cina, poi con Mongolia, Pakistan etc. Alcoa, Irisbus, Ilva, etc meritano priorità”. Come dargli torto.

Sarà forse andata meglio a Palazzo Madama? Niente affatto. Al Senato la prima assemblea dopo la pausa estiva si è avuta proprio oggi. Ma – lo sappiamo bene – quando si è reduci dalle vacanze è difficile ingranare. E allora spazio solo a quattro interrogazioni, di cui una – molto curiosa – “sull’installazione di strutture metalliche che limitano la visione degli spettacoli presso il teatro dell’opera di Roma”. Questi sì che sono problemi.

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