PARLAMENTARIE/ Le primarie del M5S: regole chiare o sistema ingarbugliato? I dubbi degli attivisti

Sebbene nessuno (se non pochi) ne parlino, appena chiuse le primarie del centrosinistra, da ieri (e fino a giovedì) sono aperte le “Parlamentarie”, ovvero le primarie del Movimento 5 Stelle. Poche regole, molto chiare, sia per chi può essere votato, sia per chi può votare. Tanti, però, i dubbi di attivisti e non: candidati sconosciuti; sistema che va in tilt; poca trasparenza, almeno per ora, su scrutini, verbali e proclamazione degli eletti; e – sempre e comunque – il ruolo non chiaro del duo Grillo-Casaleggio.

 

di Carmine Gazzanni

Giovedì sera si chiuderanno le votazioni che decreteranno chi, tra i millequattrocento candidati, entreranno nella lista del Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni politiche. Sebbene infatti pochi ne parlino, da ieri si sono aperte le “parlamentarie”, come le ha chiamate Beppe Grillo nel suo post. Un traguardo importante soprattutto considerando la forza politica raggiunta dal Movimento (ad oggi secondo partito dietro solo al Pd). Nonostante questo, però, sono tanti i punti interrogativi (legittimi o meno) che sorgono intorno a queste primarie. Affianco alle regole che chiudono  alla possibilità di infiltrazioni, infatti, quello che sembra – a detta proprio di alcuni attivisti – è che il sistema congegnato da Grillo e Casaleggio sia decisamente ingarbugliato. Più di quanto non lo sia stato quello messo in piedi dal Partito Democratico. Analizziamo, allora, tutti i tratti delle “parlamentarie”.


parlamentarie_m5sI CANDIDATI – I millequattrocento candidati sono tutti membri del Movimento che si sono già candidati in passato o alle elezioni comunali o alle regionali (“per premiare chi ha combattuto sul territorio”). Non solo. Per potersi presentare non si devono avere precedenti penali, non si deve essere in carica come sindaci o consiglieri né si deve essere già stati in Parlamento, anche solo per un mandato. Ogni candidato avrà a disposizione una “pagina elettorale” sul sito del movimento, in cui ci saranno scritte le sue informazioni anagrafiche, il suo curriculum e una sua presentazione.

Per avere un’idea più completa sui candidati, degna di nota l’iniziativa del noto blogger e collaboratore de L’Espresso Fabio Chiusi, il quale ha reperito e pubblicato i video dei candidati attivisti (alcuni dei quali molto “interessanti”). Come scrive lo stesso Chiusi, “credo che sentirli parlare, vederli in faccia, valga più di qualunque editoriale”. Almeno in questo modo si può sapere chi si sta votando e di chi si sta parlando.


GLI ELETTORI E I (NON POCHI) PROBLEMI AL SITO – Possono votare soltanto agli iscritti al movimento entro il 30 settembre scorso. Ogni persona ha a disposizione tre preferenze (si possono usare i tre voti anche in giorni diversi) da dare – ovviamente – ai candidati che appartengono alla propria circoscrizione elettorale. È stata peraltro dedicata un’area apposita per le votazioni, anche se già da ieri diversi attivisti si sono visti nell’impossibilità di esprimere il voto per alcuni problemi al sito, probabilmente per l’ingente mole di visitatori. Alcuni non sono proprio riusciti ad entrare nel sito; altri non hanno ricevuto la mail; altri non risultano registrati pur essendosi registrati nei tempi stabiliti; ad altri ancora sembrerebbe non venga registrato il voto.

D’altronde non sono questi nemmeno i primi problemi tecnici che sorgono (comprensibili, essendo il primo esperimento in questo senso). Problemi, infatti, sono sorti anche nel raccogliere le candidature: non tutti gli attivisti hanno ricevuto la mail per farsi avanti e gli esclusi ci sono stati, come lo stesso Grillo ha ammesso: “Il percorso per arrivare al voto online è stato complesso, può essere che ci siano stati degli errori, che qualcuno non sia riuscito a candidarsi o che si sia candidato senza averne i requisiti, e in questo ultimo caso vi prego di segnalarlo. Quando annunciai le parlamentarie del M5S, vi chiesi di darmi una mano, ve lo chiedo ancora oggi. Senza soldi, senza media, con l’intero sistema e i suoi cani da guardia contro, siamo arrivati fino a qui, ma senza il vostro supporto e il vostro calore, non potremmo proseguire, né andare da nessuna parte”. Senza dimenticare, peraltro, anche il fatto – come sollevato da un’attivista – che le primarie online tagliano fuori dalla partecipazione “chi non ha un computer, o non ha internet o non è molto pratico perché è anziano”.


I DUBBI DI ATTIVISTI E NON – C’è da dire, però, che punti di domanda – peraltro sollevati dagli stessi attivisti – ci sono. Basta andare sul blog di Grillo o sulla pagina facebook per rendersene conto. C’è chi si chiede, ad esempio, se un sistema così concepito possa garantire trasparenza; chi  invece si chiede che ruolo giochino Grillo e Casaleggio in questo contesto; chi infine come si possano scegliere candidati nei fatti a scatola chiusa. Dubbi più che legittimi, anche perché – ovviamente – nemmeno il “capo politico” del Movimento conosce e può garantire su tutti i millequattrocento candidati. Ancora non è dato sapere, ad esempio, se i verbali delle votazioni saranno resi pubblici, chi si occuperà nei fatti degli scrutini, in che modo verrà garantita trasparenza.

Senza dimenticare, peraltro, un dato inoppugnabile. Grillo è stato uno dei più forti critici delle primarie Pd e di quanto andato in onda nel confronto televisivo: domande spesso complicate a cui si dava possibilità di rispondere in soli due minuti. Una trovata commerciale, ovvio. I video dei candidati – mediamente lunghi tre minuti – sono esattamente della stessa pasta. Molto vaghe, infatti, le loro idee, dai tagli agli sprechi al rispetto dell’ambiente. Nessuna proposta, però, in concreto. Proprio quanto criticato dagli stessi attivisti anche a Renzi e Bersani.

Intanto le primarie vanno avanti. Probabilmente la proclamazione degli eletti slitterà a venerdì. Vedremo chi saranno coloro che si giocheranno la possibilità di entrare in Parlamento. La domanda, per il momento, resta sempre la stessa: meglio eterni sconosciuti o i soliti volti noti?

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.