PAR CONDICIO/ I dati Agcom parlano chiaro: Ingroia censurato. Sovraesposizione per Bersani e Monti

I sondaggi non possono più essere pubblicati ma i partiti sono sempre costantemente informati sulle punte di crescita o diminuzione del proprio consenso. Per questo agiscono sulle presenze televisive nei vari telegiornali italiani. Dai dati Agcom viene fuori un quadro che sovraespone l’asse Pd-Monti e il Pdl e oscura, invece, Rivoluzione Civile. Questo avviene, come andremo subito a vedere, in tutti i telegiornali italiani tanto che l’Agcom ha diramato l’ennesimo richiamo ufficiale. Al quale, però, i direttori di testata sembrano essere indifferenti. Perché censurare Ingroia? Semplice: per favorire l’alleanza tra Bersani e Monti.

 

di Viviana Pizzi

RAI: TROPPO PD E TROPPO MONTI. L’IDV PRIMA NELLE CENSURE

Parlando della lottizzazione Rai già avevamo sottolineato che il Tg1 era ormai appannaggio della coalizione centrista e il Tg 3 del Pd. I dati dell’Agcom ci danno ragione sottolineando che nel Tg3 il Pd è troppo presente rispetto al Pdl mentre nel Tg1 e nello stesso tg3 si può notare una sovraesposizione del presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico e di contro una presenza risicatissima di Italia dei Valori (ora Rivoluzione Civile ma rappresentata in questo modo in qualità di unico soggetto parlamentare appartenente alla lista Ingroia) Futuro e Libertà e Lega Nord. Nel Tg 3 c’è anche una sottopresenza dell’Udc di Casini.

Le reti di Silvio Berlusconi e i loro tg preferiscono il Pdl. Del resto c’era da aspettarselo. Tg5 e Studio Aperto sovraespongono il Pdl al Pd. Tg4 e Studio Aperto fanno apparire più del dovuto anche la lista Fini di Futuro e Libertà. Chi invece anche sulle reti Mediaset appare pochissimo? Ancora una volta l’Italia dei Valori e l’Udc soprattutto nelle edizioni del Tg4 e di Studio Aperto.

Siamo ai telegiornali del gruppo Telecom Media Italia dove il Pd è meno presente del Pdl nei Tg La7 e La7 D. Anche qui come in Rai c’è una presenza eccessiva del presidente del Consiglio Monti in qualità di soggetto politico Tg La 7, La 7 D, MTV Flash. Ancora una volta oscurata l’Italia dei Valori nei Tg la 7 e La 7 D questa volta insieme a Futuro e Libertà e Lega Nord.

I dati dei Tg di Sky non si discostano molto da quelli di La 7. Infatti l’Idv insieme a Fli, Lega e Udc si guadagna un’altra posizione di oscuramento arrivando però da sola all’en plein. Di contro c’è una sovraesposizione di Monti in qualità di premier e di soggetto politico. Il tutto avviene sia sulla testata Sky Tg 24 che su quella del digitale terrestre di Cielo. Tutto questo avviene nonostante il 29 dicembre sia entrato in vigore il decreto sulla par condicio nelle emittenti private e dal 6 gennaio decorre quello approvato in commissione parlamentare di vigilanza riferito alla Rai.

 

I DATI PARLANO CHIARO: INGROIA ESCLUSO DAL SISTEMA

ingroia_nel_mirino_della_censuraLo abbiamo detto finora con dati alla mano: tutti i telegiornali, nessuno escluso hanno oscurato Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia e Antonio Di Pietro in qualità di leader dell’Idv unico partito presente in parlamento nella scorsa legislatura. Grillo e il Movimento Cinque Stelle (non essendo presenti in parlamento nella scorsa legislatura) non ci sono in questi rilevamenti ma hanno comunque un po? di spazio in più Sulle reti private non c’erano dubbi. Anche se in violazione della legge sulla par condicio era prevedibile che Mediaset portasse acqua al suo mulino (il Pdl e Silvio Berlusconi). Monti che controllasse La 7 e Sky era meno prevedibile ma tant’è. Il vulnus della democrazia però è più evidente in Rai. Il servizio pubblico che dovrebbe garantire a tutte le parti politiche di esprimersi allo stesso modo. Accade però, basta consultare i dati appena pubblicati, che la lottizzazione Rai ( Tg1 a Monti, Tg2 a Berlusconi e Tg 3 a Bersani) viene rispettata a tutti gli effetti. Infatti sono proprio il primo e il terzo Tg della Rai ad aver presentato le anomalie che hanno favorito il cosiddetto asse Bersani- Monti. Rai 3 ha anche tolto spazio all’Udc, come richiesto dall’asse Monti-Bersani. Tg 1 e Tg 3 insieme hanno invece portato avanti l’obiettivo comune: eliminare politicamente anche la lista Rivoluzione Civile.

 

PERCHÈ ESCLUDERE INGROIA? PER FAVORIRE L’ALLEANZA BERSANI-MONTI

Rivoluzione Civile dovrebbe confermarsi forza parlamentare. Potrebbe essere proprio questo il motivo che ha spinto la coalizione Bersani – Monti a decidere di mettere a punto un programma semplice: eliminare politicamente Ingroia, oscurandolo mediaticamente e facendogli perdere la possibilità di entrare in Parlamento.

Per farlo quindi si utilizzano due strategie parallele: da una parte la campagna del voto utile. Secondo la quale per sconfiggere il berlusconismo altro non si può fare che votare Bersani o Monti.

La seconda è proprio quella di utilizzare il Tg1 e il Tg3 (telegiornali manipolati direttamente da loro) per parlare dei loro programmi e delle loro offerte per governare il Paese e oscurare, dandogli poco spazio, l’alternativa di Rivoluzione Civile.

Come fanno? Se permettono a un rappresentante della formazione politica di Ingroia di parlare per un solo minuto in una intervista, di contraltare danno spazio per dieci minuti a rappresentanti di Bersani e di Monti soprattutto per esporre  a raffica la strategia del voto utile. Semplice quindi:  si tratta di un tran tran mediatico che dovrebbe convincere quegli indecisi che non hanno mai amato Berlusconi a votare Bersani o Monti.

In quel caso la coalizione trasversale aumenterebbe i propri consensi e non avrebbe bisogno dell’apporto di nessun altro per governare stabilmente. Con il voto degli indecisi al Pd e a Monti di conseguenza si andrebbe anche ad assottigliare la percentuale della Lista Ingroia che nel frattempo non ha avuto la possibilità di farsi conoscere bene dai fruitori di questi potenti mezzi di comunicazione.

Una sintesi di quanto abbiamo sostenuto è stata enunciata anche da Marco Travaglio che in poche parole fa un sunto di questo scenario politico: “Se il Pd teme di perdere le elezioni a causa di Rivoluzione civile, perché non si è alleato con Rivoluzione civile prima del voto e non vuol farlo nemmeno dopo? […] Bersani annuncia a ogni pie’ sospinto che, dopo il voto, governerà con Monti (e tutto il cucuzzaro dei Fini e dei Casini), logorando Vendola ed escludendo a priori Ingroia”.

 

DI PIETRO NON SI ARRENDE E PRESENTA DENUNCIA ALL’AGCOM

Antonio Di Pietro, in qualità di leader dell’unico partito presente in  Parlamento dal 2008, non si è fermato e ha presentato un esposto all’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni.

Alcuni cagnolini addomesticati dalle stanze del potereha sottolineato Di Pietro –  hanno preso il posto dei cani da guardia della democrazia. E non è un caso che l’Italia stia agli ultimi posti nelle classifiche sulla libertà di informazione. Ma cosa vi aspettate da un mondo dell’informazione che ha lanciato titoli sulle proposte cosiddette shock riguardo l’eliminazione dell’Imu e l’abolizione degli F35 e non ha evidenziato che gli stessi proponenti avevano votato entrambe le misure? Mentre la drammatica notizia del disoccupato suicidatosi a Trapani è stata ignorata. Povera Italia!”.

Nei programmi di Rivoluzione Civile, una volta entrata in Parlamento, c’è una proposta per cancellare la legge Gasparri e farne un’altra contro il conflitto di interessi.

Il tutto per garantire concretezza alla parola Democrazia e per salvaguardare il sistema dell’informazione.

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