OSPEDALE ISERNIA/ La nostra inchiesta sul Corriere: Stella racconta quel “reportage strabiliante con i topi al posto dei chirurghi”

È Gian Antonio Stella a riprendere sul Corriere della Sera la nostra inchiesta sul caso dell’Ospedale “Veneziale” d’Isernia, dove s’intrecciano storie di parentopoli, sprechi di denaro pubblico e “sale operatorie coi topi al posto dei chirurghi.” Un nosocomio dove sono gli Iorio’s a decidere il bello e il cattivo tempo, con una gestione familistica che rende la struttura più simile ad un agriturismo a conduzione familiare che a un ospedale. Un reportage strabiliante, tragico e comico insieme“, scrive Stella, onorando così il lavoro di tutta la Redazione di Infiltrato.it . E non dimenticando di citare l’opera del giornalista Antonio Sorbo, che nel suo libro “La Banda del Buco” ha raccontato tutti i retroscena della Sanitopoli molisana.

stella_corriere_infiltratoAppena ieri pubblicavamo le reazioni politiche suscitate dal nostro video reportage sul caso di malasanità nel “Veneziale” di Isernia. Sdegnate quelle del centrosinistra, soffici quelle del centrodestra, dove Rosa Iorio – nonostante il suo ruolo di Direttore del Distretto Sanitario di Isernia Venafro – dice di non saperne nulla. E oggi che l’inchiesta è stata ripresa dal Corriere della Sera, a firma di Gian Antonio Stella, il bubbone rischia di scoppiarle tra le mani.

Anche perchè, come sottolineato da Stella, “quella che pareva essere una passeggiata” politica – Rosa Iorio, sorella del Governatore Michele è candidato a sindaco proprio a Isernia – “si è rivelata più complicata del previsto: non solo la Iorio è rimasta 25 punti sotto il record del sindaco eletto nel 2007, non solo non ce l’ha fatta al primo turno ma col suo 45,8 si è fermata 13 punti sotto i voti delle liste di destra che con il 58,7 hanno già in tasca la maggioranza in sala consiliare. Prova provata, dicono i nemici, che non è la storica roccaforte destrorsa ad avere svoltato, ma è stata la scelta della sorella Rosa a non essere digerita.”

Nulla da eccepire: Stella ha colto nel segno. 

Ed è in questo contesto inaspettatamente complicato prosegue l’analisi del giornalista autore de “La Casta” – che la città di Celestino V è stata scossa dal fastidioso reportage di un giornale online, «infiltrato.it». Dove Emiliano Morrone e Andrea Succi hanno spiegato finalmente, con tanto di video a corredo, in quale pessimo stato siano le due sale operatorie del «nuovo» monoblocco dell’ospedale.

Un reportage strabiliante, tragico e comico insieme. Macchinari nuovissimi ancora incellofanati, attrezzature allora d’avanguardia (allora: anno dopo anno invecchiano inesorabilmente) abbandonate, disordine, niente luce elettrica, piatti di plastica colmi di veleno per i topi. A dimostrazione di come, non avendo mai ospitato chirurghi e anestesisti, gli spazi siano stati occupati da altri inquilini.

Ma è la motivazione del perché quelle sale non sono mai state usate, come dicevamo, a essere sbalorditiva. Non solo gli ascensori del nuovo monoblocco sono troppo angusti per infilarci il lettino di un ricoverato («C’è un montacarichi che arriva solo al primo piano, col risultato che a volte ci è capitato di portare su la gente dal pronto soccorso ai vari reparti con la barella su per le scale», racconta il dottor Lucio Pastore) ma si sono dimenticati perfino di costruire un ascensore che porti nel sotterraneo dove stanno le sale operatorie.

E se al “Veneziale” d’Isernia non si muove foglia che gli Iorio’s non vogliano, è chiaro che le colpe ricadono anche su di loro e su una malagestione cronica che va avanti da anni e ha prodotto una “voragine“, una sorta di “disastro annunciato“, proprio come sottolineato nel libro inchiesta di Antonio Sorbo, “La Banda del Buco”.

Ai posteri l’ardua sentenza…

GUARDA IL VIDEO “UN INFILTRATO IN OSPEDALE”

QUESTA LA REPLICA DELL’ASREM

In merito agli articoli pubblicati “ stranamente e solamente” in questi giorni su alcuni quotidiani   regionali e nazionali e  sui quotidiani on line relativi alla mancanza  dell’ascensore per il trasporto dei pazienti nelle nuove sale operatorie dell’ospedale Veneziale di Isernia, l’Ufficio Stampa Asrem precisa:” l’esigenza di collegare le nuove sale operatorie con il blocco delle degenze è emersa subito all’attenzione della Direzione Generale Asrem, che si è attivata per richiedere finanziamento specifico con nota prot. 47561 del 31.05.2011   alla Regione Molise.   Lo scorso mese di febbraio  si è provveduto all’aggiudicazione provvisoria, alla ditta Spinosa Generali SPA, dei lavori di “realizzazione di collegamento degenza sale operatorie, messa in sicurezza della scarpata adiacente il padiglione D.E.A. (dipartimento emergenza  ed accettazione) e  messa in sicurezza dei parapetti in cemento armato  disposti sulla copertura dell’ospedale Veneziale di Isernia”.

Attualmente sono in corso di esecuzione nel padiglione D.E.A. lavori  che comprendono la messa in opera, previa costruzione dei relativi vani, di n.2 monta lettighe di collegamento tra i sovrastanti reparti (cardiologia, rianimazione, pronto soccorso) e le nuove sale operatorie.

I materiali di scarto, vestiario degli operai,  evidenziati dal  video  realizzato dalla testata on line “infiltrato”  sono presenti esclusivamente nelle aree attualmente  oggetto dei lavori  e zona di arrivo dei monta lettighe  e quindi non nelle sale operatorie.

Per quanto riguarda il “veleno per topi”, questo è stato posizionato esclusivamente in maniera preventiva al fine di evitare la presenza dei ratti o  altri animali in locali non ancora in uso.

Più in generale per ciò che attiene l’intero complesso dell’ospedale Veneziale di Isernia, a fronte di lavori affidati in somma urgenza (giusto verbale di accertamento prot. 38 redatto dal Nucleo di P.G. del Comando VV.F. di Isernia) è già eseguiti  per un totale di circa € 250.000,00 ,  sono in corso di affidamento ulteriori lavori che comprendono, tra l’altro, la fornitura e posa in opera di n.4 impianti elevatori di cui n.2 monta lettighe per il collegamento degenze sale operatorie e n.2 ascensori  ad uso esclusivo dei visitatori.

E’ bene sottolineare  che tutti i lavori  sopra menzionati fanno parte di un piano graduale  di rinnovamento, “deliberati con atti pubblici  già dal novembre 2011”, delle strutture e  di tutti gli impianti elevatori del presidio ospedaliero Veneziale di Isernia; risultando  questi ultimi, è bene ricordarlo,    nella maggior parte dei casi  obsoleti,    per i quali  riesce  difficile  anche il reperimento dei pezzi di ricambio”.

L’Ufficio Stampa

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