OSPEDALE ISERNIA/ La nostra inchiesta finisce in Parlamento: interrogato il Ministro Balduzzi

Il clamore suscitato dalla video inchiesta sull’Ospedale di Isernia potrebbe avere anche conseguenze politiche, oltre che mediatiche. Dopo essere finita in prima pagina sul Corriere della Sera, aver fatto parlare di sé a “Pomeriggio Cinque”, Tg5 e persino su Vanity Fair, stavolta il caso arriva in Parlamento. È un’interrogazione a firma di Antonio Di Pietro – iperattivo nell’ultimo periodo e, di fatto, unica opposizione al Governo Monti – a pretendere risposte nel merito dal Ministro della Salute Renato Balduzzi.

ministro_salute_balduzzi_in_parlamentoDi Pietro vs Balduzzi è un déjà vu, nel senso che Tonino da Montenero ha già avuto modo di saggiarne la tempra, chiedendogli, a suo tempo, spiegazioni sul “Dracula” della sanità molisana, alias Michele IorioE non siamo tanto lontani da quel tema, visto che l’interrogazione a risposta scritta riguarda il feudo elettorale di Iorio e, in particolare, quell’Ospedale di Isernia dove – secondo le accuse – si anniderebbero parenti e affini del Presidente uscente del Molise. Oltre che veleno per topi…

Di Pietro ci va giù pesante e ricorda al Ministro che “il nuovo “blocco operatorio per tutte le discipline chirurgiche” del Presidio Ospedaliero del “Veneziale” di Isernia dispone di una sala operatoria completata nell’estate 2010 e mai utilizzata, come testimoniato da macchinari ancora incellofanati e abbandonati tra piatti di carta colmi di veleno per topi; la struttura non funziona poiché, incomprensibilmente, manca l’ascensore per il trasporto dei pazienti; la sala operatoria è costata due milioni e mezzo di euro di cui il 5% a carico della Regione e il resto finanziato con gli “Accordi Programma Quadro Infrastrutture Sanitarie e Sociali, ex delibera CIPE 20 del 2004”.

Nel frattempo che il Ministro risponda ci ha pensato l’Asrem a diramare un comunicato in cui viene specificato che “nello scorso mese di febbraio si è provveduto all’aggiudicazione provvisoria, alla ditta Spinosa Generali SPA, dei lavori di “realizzazione di collegamento degenza sale operatorie, messa in sicurezza della scarpata adiacente il padiglione D.E.A.”.

I nostri lettori probabilmente ricorderanno di aver già sentito parlare di Spinosa: speriamo che stavolta dimostrino più efficienza rispetto a quanto messo in opera per il Museo del Paleolitico di Isernia.

Per quanto riguarda il “veleno per topi” – si legge ancora nella nota Asrem – questo è stato posizionato esclusivamente in maniera preventiva al fine di evitare la presenza dei ratti o altri animali in locali non ancora in uso.”

In “locali non ancora in uso”, ma ubicati all’interno di un ospedale pubblico. Probabilmente qualcuno resterà perplesso di fronte a cotanta leggerezza e superficialità da parte dell’Asrem (per leggere il comunicato integrale, clicca qui) che in realtà non smentisce nulla di quanto da noi affermato ma si limita a raccontare quanto di buono stanno cercando di fare per apportare le migliorie richieste. Peccato siano passati tre anni e di migliorie nemmeno l’ombra.

Come scrive Di Pietro nell’interrogazione parlamentare, a questo punto si vorrebbe capire “quali misure intraprendere per evitare questo ulteriore spreco di denaro pubblico che altro non fa se non aggiungersi alle vicende di malasanità, sprechi di denaro e pratiche clientelari che l’interrogante ha segnalato più volte al Ministro.”

Domande e dubbi legittimi.

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